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i-29 ernesto-a bp-01 m 3258 Il tunnel "romano" di Chiaia di Luna con le pareti ad "opus reticutatum"

E anche Umbertone se n’è andato.

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di Enzo Di FazioUmberto Scotti

 

A poche ore dalla notizia della dipartita di Anna D’Atri apprendiamo che un altro ponzese ci ha lasciato. Si tratta di Umberto Scotti, da tutti conosciuto come “Umbertone”.
E’ morto sabato mattina per strada a pochi passi da casa, mentre vi tornava dopo aver fatto la spesa. Probabilmente colpito da un improvviso malore.
Aveva 80 anni ma non li dimostrava considerato il fisico asciutto ed il vigore che vi intravedevi.
Sugli Scotti lo conoscevamo tutti. Abitando agli inizi di Via Scarpellini aveva l’abitudine di farsi la salita due volte al giorno, la mattina poco dopo l’alba e il primo pomeriggio appena dopo  pranzo, per raggiungere le terre cui badava. E questo ha fatto fino a qualche giorno fa, mi dice Cristoforo (il fanalista) di cui Umbertone era il suocero.
Quando lo vedevo per la salita degli Scotti mi impressionava il suo passo sempre sicuro e mi meravigliava il fatto che stesse in canottiera fino ad autunno inoltrato e con solo un leggero giubbotto nelle giornate d’inverno. Era un piacere parlare con lui per le competenze che esprimeva sulle epoche dei raccolti, sulle semine, sui rimedi contro le malattie delle piante, sui modi di curare le vigne.

Da giovane era stato marinaio lavorando sui bastimenti che facevano la spola tra Ponza, la Sardegna e Marsiglia durante le campagne della pesca alle aragoste. Come i tanti uomini di mare, lasciata quella attività, si era poi dedicato alla cura dei terreni di famiglia sparsi tra gli Scotti e le pendici della Guardia. Con passione e con impegno al punto da diventare un maestro nella potatura degli alberi da frutta e negli innesti. Anche mio padre se n’era servito per trasformare un gracile albero di frutto selvatico in un poderoso pesco.

Ma Umbertone era stato innanzitutto uomo di mare ed è bello ricordarlo attraverso questa foto:

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Mi ci sono imbattuto casualmente per merito di quell’attività di ricerca che è la forza portante di questo sito e l’avevo messa da parte per raccontarla assieme a lui. Gliene avevo parlato poco prima di Natale e dovevamo vederci proprio nei prossimi giorni anche per capire perchè un albero di albicocche che ho vicino casa non mi dà più frutti.

Peccato non poterlo fare.

Ci provo lo stesso mettendo insieme le notizie raccolte in queste ore. Quasi come assolvimento ad un impegno preso.
Siamo intorno agli anni 60 ed è l’epoca in cui è molto fiorente a Ponza la pesca all’aragosta.
La foto è uno spaccato di quel tempo. Siamo nel porto di Ponza, sul bastimento Madonna di Trapani, di proprietà di Cristoforo Tagliamonte; sullo sfondo quattro enormi nasse per le aragoste. E’ ritratto l’intero equipaggio: in primo piano, disteso, c’è il Capitano, Vicienze ‘i Siste (Vincenzo Vitiello diventato negli anni a venire nostromo sulle navi della SPAN); seduto con un paio di baffi alla Vittorio Emanuele c’è il nostromo, zi’ Antonio ‘i Frasche; in piedi, guardando da destra verso sinistra Mario Mazzella, tuttora vivente, che mi ha aiutato in questa ricostruzione, poi una giovane turista, forse una contessina (mi diceva Mario)  ed infine, fisico e volto da attore, Umberto, il fiero Umberto.

In tanti avvertiranno la  mancanza di quest’uomo mite, semplice, operoso e di poche parole…  chissà se mai riuscirà a fare ancora i frutti il mio albicocco.

Umberto Scotti

Umberto Scotti.1

Umberto Scotti.2

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2 commenti per E anche Umbertone se n’è andato.

  • Giuliano Massari

    Vorrei ricordare la perdita di Umberto Scotti, nel suo lavoro una delle persone che più ho stimato: competente, grande faticatore, responsabile, discreto nel giudizio e sempre affidabile.

    Vorrei anche rendere pubblica una brevissima memoria di Umbertone, rivolta a quei pochi che ancora frequentano “la vigna” e sapevano che per lui era un’adozione.

    A febbraio, con le piogge, la sua terra era pulita.
    D’agosto, con mano di ’uastaccette, come a una creatura,
    scompigliava l’ombra delle foglie
    e ci frugava dentro a trovare la pigna.
    La carezzava col celeste degli occhi
    e la seguiva poi fino al mosto.

    Giuliano Massari

  • La Redazione

    Tre foto di Umberto Scotti sono state aggiunte all’articolo, gentilmente fornite da Giuliano Massari

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