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Il Real Ponte Ferdinandeo sul Fiume Garigliano (2)

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di Alessandro Romano

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Per la prima parte dell’articolo, leggi qui

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Le sue argute osservazioni durante le visite nelle varie città europee, lo portarono a considerare e studiare soprattutto il materiale metallico da utilizzare, più che la forma della struttura che era e restava solo il frutto di una lunga serie di equazioni matematiche. La singolare soluzione per limitare l’eccessiva elasticità del ferro la trovò a Napoli, nello stabilimento militare situato presso il ponte della Maddalena, insieme ad un nugolo di ufficiali del Genio Naval-meccanico. Ordinando alle fonderie di Mongiana delle maglie metalliche altamente nichelate, le sottopose a stiramento mediante un’apposita macchina ad “astatesa” progettata da lui stesso. Ogni maglia ed ogni barra di ferro con questo trattamento cedeva l’80% della sua elasticità, acquisendo una “rigidità forzata”, cioè una conformazione molecolare soggetta più a frattura che a flessione, assicurando all’intera struttura una rigidità fino al quel tempo impensabile. E’ con questa originale invenzione, svelata solo dopo l’unificazione, che Luigi Giura realizza il suo capolavoro annoverandolo tra i primati napoletani.

Disegni di Giura.1

Disegni di Giura.2

Disegni di Luigi Giura

Il ponte, ben progettato e perfettamente costruito, continuò fiero a svolgere il suo servizio fino al 1943 quando, appena dopo che i tedeschi avevano fatto transitare il 60% della propria armata in ritirata (compresi carri e panzer), gli inglesi lo distrussero con i siluri.

Il ponte distrutto
Il ponte distrutto

 Nel dopoguerra si preferì realizzarne uno nuovo lato monte ed il glorioso, antico ponte restò cosa morta. Ma l’amore per la storia ha la testa dura ed un incontro fortuito di “uomini illuminati” fece fiorire il desiderio di ricostruire quel ponte, quale simbolo concreto di un progresso tecnologico e sociale soffocato nel più duro colonialismo militare.

Grazie al loro interessamento, arrivò il benestare europeo per il recupero e la ricostruzione dell’opera. Ma il problema maggiore non fu l’ottenimento dei fondi e la ricostruzione in se stessa, quanto mettere d’accordo Regione Lazio, Regione Campania, Comune di Minturno, Comune di Sessa Aurunca, A.N.A.S., Sopraintendenza ai Monumenti, Autorità di Bacino Garigliano, Amm.ne Provinciale di Latina, Amm.ne Provinciale di Caserta, Ente per il Turismo, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Parlamento Europeo. Fu un vero miracolo che ebbe come suo principale autore il nostro indimenticabile prete borbonico Don Paolo Capobianco, validamente supportato dall’ Avv. Cosimo Pontecorvo, battagliero cultore della verità storica, che capeggiò un autorevole “Comitato per la ricostruzione del Ponte Borbonico sul Garigliano”.

Ponte Garigliano. Comitato promotore

Ponte antico. Sfingi

Ponte Garigliano distrutto foto seppia

Ponte Garigliano foto 1900

Ponte Garigliano Foto Antica

Ponte Garigliano Foto attuale

Ponte foto attuale

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Nota
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[Il Real Ponte Ferdinandeo sul Fiume Garigliano (2) – Fine]

 

 

 

 

 

 

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