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v4-8 s-59 68 89 96a Ritrovamento della parte muraria del vecchio porto romano

Caro Duemila Quattordici

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di Sandro Vitiello

 

Varedo, 1° gennaio 2015

Caro Duemila Quattordici,
sei passato a miglior vita da poche ore e da quel che leggo in giro sei stato un poco di buono.

I più tranquilli ti hanno salutato con un vaffan… ma parecchi altri si sono lasciati andare a improperi che mi sembra poco opportuno ripetere quando si parla di qualcuno passato a “miglior vita”.
Ma che hai fatto di così grave da vedere in giro così tanta gente contenta di averti salutato in maniera così indecorosa? Cosa avevi promesso loro che poi non hai mantenuto?
Chi è stato ad andare a dire in giro che tu saresti stato quello che avrebbe sistemato tutto?

Io credo che in parecchi si siano fatti “un film” e se lo siano girati nella propria testa così come piaceva a loro.
Sono stati sceneggiatori, registi, montatori e protagonisti di una storia che poi alla fine è stata una bella chiavica “per colpa del film”.
Boh; io ‘sta cosa non la capisco. Ma non capisco nemmeno il fatto che la stessa storia si stia ripetendo da un po’ di ore a questa parte.

Evviva il Duemila Quindici.
Stesse parole, stesse facce di quelle che un anno fa se la suonavano e se la cantavano in tua compagnia.
C’è qualcosa che non va.

Attenzione: neanche io sono innocente.
Confesso che a mezzanotte in punto ho fatto un brindisi con i miei amici e, insieme a loro, mi sono fatto gli Auguri per il Nuovo Anno.
Ma se devo essere sincero, io a te ti saluto con un po’ di nostalgia.
Certo potevi fare qualcosa in più per sistemare i conti dell’Italia ma qualcuno mi ha spiegato che avresti avuto problemi con i tuoi amici tedeschi e non solo con quelli.
Potevi casomai evitare cataclismi e inondazioni e visto che c’eri i potevi pure risparmiare i casini in Ucraina e, peggio ancora, quelli in Medio Oriente.
A ben pensarci ci sarebbe un elenco abbastanza lungo di questioni che hai gestito in maniera discutibile ma, devo dirti la verità, se mi dicessero di azzerare l’anno passato con tutte le sue cose belle e brutte io ci starei un po’ a pensare.

A proposito; a quasi sessant’anni ho scoperto che a Marzo i faraglioni di Palmarola si colorano di viola con un profumo che ti accompagna per almeno due-tre miglia.
Vento a favore però.

Spiaggia a Palmarola

 Spiaggia a Palmarola con macchie di Matthiola incana (Fam. Cruciferae) nell’immediato entroterra, al limitare con la spiaggia sassosa (leggi qui)

Fioriture di Matthiola incana copia

 Stessa vegetazione (endemismo) sulle rocce della costa di Ponente

Ho scoperto che sulle montagne della Lombardia ci sono persone che hanno da raccontarci storie incredibili e belle come quelle che raccontava mio padre.
Non li perderò più di vista.

Racconti

Libro del Rifugio Zoia

Ho scoperto tante altre cose: ho trovato amici nuovi, ho ritrovato amici di una vita fa e, anche se non te ne parlo nei dettagli, sappi che ci sono state tante belle emozioni che mi fanno pensare a te con un po’ di nostalgia.

Ma ti ricordi di quel pomeriggio di giugno a casa di mio padre con tutta quella gente venuta dalla Sardegna e c’era pure il sindaco di Ponza con quello di Aglientu e la sindaca di Trinità?

Brindisi. Foto per Ponzaracconta

Certo che se gli anni che ti hanno preceduto si fossero dati da fare come te e il tuo predecessore, trovavano mio padre ancora con noi e questo sarebbe stato sicuramente meglio.
Ma va bene lo stesso e io queste cose non me le scordo.

Ponza. Alla Casa dei Sacco

Adesso ci sta pure che ci si dia coraggio per affrontare l’anno che viene ma, che diamine, un po’ di rispetto non guasta.
Ti saluto con un po’ di nostalgia e se ti capita di incontrare quelli che c’erano prima di te digli che va bene così perché, alla fine, aveva ragione Gramsci.
Non sono gli anni a cambiare ma le stagioni della vita.

Carrubo

Ed io a volte sento ancora il profumo della Primavera…

 

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