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1914 – 2014 – Centenario della Prima guerra mondiale. Ponza: dagli abissi alla gloria (2)

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resoconto di Francesco De Luca
Ponza. Dagli abissi alla gloria

 

Ieri sera, come da quattro anni in qua, Gino Usai e Gennaro Di Fazio, hanno incontrato i Ponzesi nella sala parrocchiale in Ponza, per intrattenerli su questioni di storia locale.

Quest’ anno l’argomento riguardava la Grande Guerra nel centenario 1914-2014.

Si è analizzato il periodo di guerra per quello che i Ponzesi hanno contribuito sia in termini di perdite umane sia in termini di gesti eroici. Ecco perché la locandina titolava: dagli abissi alla gloria.
E dunque non una esaltazione dei “valori della guerra” bensì la riaffermazione dei valori umani che tutte le guerre, e la Grande Guerra in particolare, hanno insegnato. Primo fra tutti il rifiuto di prendere le armi contro altri uomini per affermare priorità di razza, di territori, di ideologie.

Su questo filo rosso Gino Usai ha illustrato le miserie che quel conflitto portò all’isola e come gli isolani, da cittadini, risposero con atti di eroismo. Ci fu un ponzese nell’equipaggio che partecipò alla beffa di Buccari (Corti Giuseppe); ci fu un ponzese nella spedizione che affondò la nave da guerra austriaca Wien (Giuseppe Mazzella); un ponzese sul fronte del Montello morì per la vittoria della sua compagnia (Vincenzo Di Fazio).

Domenico Scotti ha poi evidenziato la vicenda dell’affondamento del Corriere di Ponza nelle acque di Zannone il 21 marzo del 1918. Vicenda dai sicuri tratti tragici e dagli incerti contorni sulle responsabilità.
Domenico Scotti si è valso delle sue ricerche per illustrare nei dettagli l’intreccio.

Il pubblico ha ascoltato con attenzione. Un pubblico che ha sfidato il temporale imperversante sull’isola.

Gennaro Di Fazio ha arricchito la conoscenza della cornice storica parlando sulla pandemia di spagnola, che proprio nell’anno 1918 falciò vite umane in abbondanza a Ponza, in Italia, in Europa.

Uno sguardo al passato, un’attenzione precisa a come la nostra isola abbia partecipato alle vicende della storia italiana nonostante il suo essere lontano dal fronte, distante dalle ideologie dominanti, ma indissolubilmente legata all’ Italia.

Gli abissi rappresentano la condizione propria, oggettiva, dei Ponzesi: legati alle incombenze materiali più che a quelle ideali; eppure da quegli abissi seppero riscattarsi individualmente e socialmente per raggiungere la gloria del loro realizzarsi.

Infine il senso di questo incontro è stato unanime:

“sentimmece frate / ind’ a ’stu munno / ca ‘i tutte quante tene bisogno / pe’ deventà / spazzio ‘i libbertà”.

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