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Le più belle Natività dei grandi Maestri della pittura (2)

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proposto da Sandro Russo

 

“Natività” senza pace –
Ripropongo, con maggiori particolari, due dipinti già presentati nell’illustrazione dei pezzi musicali Di Franco De Luca e Tonino Esposito sul Natale, insieme ad altri, con  informazioni inerenti alla Storia dell’Arte e all’attualità.

L’Adorazione dei pastori, di Gerrit van Honthorst, è tra le immagini più diffuse di questi giorni di festa e di celebrazione della Natività

Adorazione di Gerrit. Uffizi

L’Adorazione dei pastori, di Gerrit van Honthorst, 1622.  Al centro della scena il Bambino appena nato irradia la luce che illumina l’ambiente e i personaggi intorno. Olio su tela – Misure 96  x  131  cm – Il dipinto “era collocato” nella Galleria degli Uffizi, a Firenze (vedi in seguito)

 Gerrit (o Gerard) van Honthorst, noto anche come Gherardo delle Notti (Utrecht, 1592 – 1656), è stato un pittore olandese. All’inizio della sua carriera visitò Roma, dove venne a conoscenza delle opere dei maestri italiani, specialmente Caravaggio (1571 – 1610) da cui fu molto influenzato. Dal trattamento ‘caravaggesco’ della luce trasse ispirazione per la caratteristica illuminazione usata in gran parte dei suoi dipinti. Ritornato in Olanda, divenne uno dei pittori di maggior spicco del suo periodo, dipingendo sia quadri che ritratti.

La sua popolarità nei Paesi Bassi fu tale che aprì, oltre allo studio di Utrecht, un altro presso l’Aia, dove dipinse ritratti dei membri della corte e insegnò disegno.
Nelle sue botteghe, dove una delle attività era produrre repliche fedeli dei ritratti del maestro, era impiegato un gran numero di discepoli ed assistenti. Gli stessi temi erano replicati in diverse raffigurazioni.

Non è escluso che l’Adorazione dei pastori sia l’ultima opera eseguita a Roma da Gherardo prima della sua improvvisa partenza. Esiste un carteggio in cui Piero Guicciardini, nel 1620, dà ordine ai banchieri di provvedere al saldo del quadro e questa è l’ultima data certa della presenza del pittore olandese a Roma.

Il dipinto fu quindi sistemato nella cappella di Santa Felicita in Firenze dove rimase per circa due secoli fino a quando, circa nella metà dell’800 venne trasferito, dietro lauto riconoscimento, alla proprietà pubblica della Galleria degli Uffizi dove rimase fino al 1993, di fronte alla finestra che dà su via dei Georgofili.
E’ qui, in questa strada, che nella notte del 27 maggio del 1993 fu coinvolto nell’attentato di mafia che oltre a varie vite umane e ingenti danni agli edifici circostanti coinvolse la grande tela distruggendola quasi totalmente.
Nei giorni e mesi che seguirono, i restauratori si misero al lavoro per il recupero del dipinto danneggiato. Una volta intravista la possibilità d’un recupero, anche se parziale, fu unanime l’avviso che la sua futura collocazione non avrebbe potuto essere che nel luogo suo originario: la cappella maggiore di Santa Felicita.

Ma questo discorso ci porta ad apprezzare il fatto che una copia dell’“Adorazione dei pastori” sia presenta anche al Museo di Colonia (secondo i dati reperiti di dimensioni maggiori).

Gerard_van Honthorst. Copia Museo Colonia 150x191

Gerrit van Honthorst (25 dicembre 1922): “Adorazione dei pastori” – Wallraf-Richartz Museum di Colonia. 150 × 191 cm

Gerrit von Hornhltz Adorazione dei Pastori. 1919-20

Sempre agli Uffizi di Firenze è presente un’altra grande tele (338.5  x  198.5  cm) del pittore olandese sullo stesso tema – Adorazione dei pastori, 1619-1620 e con simili effetti di luce (cliccare su tutte le immagini per ingrandirle).

Gerard van Honthors. Adorazione dei Pastori. 1625 e segg. Nantes

Una ulteriore “Adorazione dei pastori” di Gerrit van Honthorst è presente nel Museo Civile di Nantes, databile agli anni dopo il 1625

Si è definito ‘caravaggesco’ Gerrit van Honthorst per il suo modo di utilizzare la luce.
Per illustrare le modalità con cui l’impronta del Maestro italiano si diffuse a tutta una schiera di epigoni, presentiamo quest’altra immagine di Natività, che ci riporta anche  al titolo di questo articolo: “Natività senza pace”…

Caravaggio. Nativita_con_i_santi_Francesco_e_Lorenzo

Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi è un dipinto a olio su tela (268 cm × 197 cm ) realizzato da Michelangelo Merisi da Caravaggio,
databile tra il 1600 e il 1609.

Il grande dipinto fu trafugato la notte tra il 17 ottobre e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e non è stato più recuperato. Al momento del furto, anche grazie al restauro del 1951, era in condizioni di conservazione pressoché perfette [notizie da Wikipedia].
Le peripezie successive e le notizie relative al destino del capolavoro caravaggesco sono quanto mai varie. Oltre ad aver dato lo spunto a diverse trame romanzesche, da Sciascia a Camilleri, si è raccontato in varie testimonianze di mafiosi e ‘pentiti’ che la tela sia stata seppellita in aperta campagna, o mangiata da topi e maiali o anche bruciata.
Secondo altre testimonianze ancora, la Natività sarebbe stata esposta durante alcune riunioni della “Cupola” quale simbolo di potere e prestigio.

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[Le più belle Natività dei grandi Maestri della pittura (2) – Continua]

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