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Ponza. Conferenza per il Centenario della Prima Guerra Mondiale

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segnalato da Silverio Lamonica
Ponza. Dagli abissi alla gloria

 

1914 – 2014

Centenario della Prima Guerra Mondiale

 

Ponza: dagli abissi alla gloria

CONFERENZA – Sala Parrocchiale “SS. Trinità”

Domenica 28 Dicembre 2014 – Ore 17,00

 

 

Intervengono:

Franco De Luca – Gino Usai

Domenico Scotti – Gennaro Di Fazio

 

“Siamo Trenta d’una sorte,
e trentuno con la morte”

(Gabriele D’Annunzio)

Apri o scarica qui la Locandina dell’evento: Locandina 15 – 18

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1 commento per Ponza. Conferenza per il Centenario della Prima Guerra Mondiale

  • Silverio Tomeo

    Ottima idea quella di riflettere sulla Grande Guerra, che per gli italiani vide un numero assai maggiore di caduti (tra civili e militari) della Seconda Guerra Mondiale. Ambiguo, invece, il citare il motto di D’Annunzio, un nazionalista estetizzante e guerrafondaio. Sto ultimando, dello storico Emilio Gentile, “L’Apocalisse della modernità. La Grande Guerra per l’uomo nuovo” (Mondadori, 2014), autore anche del libro illustrato “Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo” (Laterza, 2014). In realtà si stimano in più di dieci milioni i morti, e per la susseguente pandemia dell’influenza spagnola molte decine di milioni.
    La Grande Guerra è quella da cui tutto ebbe inizio, da lì comincia la seconda guerra europea dei Trent’anni (Heric Hobsbawm), la guerra civile europea e poi mondiale che unisce Primo e Secondo conflitto. Il libro di Gentile ricostruisce l’humus culturale e ideologico in cui maturarono nazionalismi, teorie razziste a sfondo biologico e/o spiritualistico, colonialismi, imperialismi, fedi illusorie nella Tecnica e nel Progresso, inquietudini e impulsi rivoluzionari, volontà di potenza, militarismo, velleità titaniche di trasformare l’ uomo nella mobilitazione totale, e il ruolo di artisti e intellettuali. Oggi, a tanta distanza, vediamo “Due guerre mondiali in una generazione, separate da un’ininterrotta catena di guerre locali e rivoluzioni”, come scriveva Hannah Arendt nel 1950, e gli sembrava allora quasi il prodromo possibile di una Terza Guerra Globale.

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