Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0042-042 ep-02 k2-27 13 corrida22 la-spianata-della-galite

Note sull’assestamento di bilancio 2014

Condividi questo articolo

di Francesco Ferraiuolo (in qualità di Consigliere Comunale di Minoranza)
Le due campane

 

Nella sezione “Comunicati” del sito istituzionale del comune di Ponza sono riportati – e non è la prima volta – vari articoli a firma di Piero Vigorelli, concernenti alcune problematiche che riguardano la nostra isola, scritti con un taglio decisamente propagandistico (direi con toni da campagna elettorale).

Niente di male in questo: Piero Vigorelli può scrivere quello che vuole; nessuno s’adombra, in democrazia, grazie a Dio, c’è la possibilità di replicare e confrontarsi.

Vigorelli, però, anche se è il sindaco, non ha alcun diritto di usare il sito istituzionale del comune a suo piacimento ed uso esclusivo perché una cosa sono i comunicati ufficiali ed un’altra gli articoli propagandistici; se egli ritiene che tali ultimi articoli possano apparire sul sito istituzionale del Comune non sarebbe male, allora, se istituisse un’apposita sezione dove anche i membri della minoranza, per la par condicio, possano esprimere le loro opinioni anche in contraddittorio con la maggioranza, in maniera che i cittadini possano, come si suol dire, “sentire le due campane”.

Ciò premesso, in uno dei citati articoli dove Vigorelli illustrava i provvedimenti adottati nell’ultimo consiglio comunale, a cui io, purtroppo, non ho potuto essere presente in quanto seri motivi familiari mi hanno portato fuori di Ponza, mi hanno colpito alcune sue frasi quando dice, parlando dell’assestamento del bilancio 2014: “si conferma l’avvenuto risanamento del bilancio del Comune che era stato sconquassato da debiti e da mala gestio” e concludendo il suo intervento sul punto: “Questa si chiama buona amministrazione della cosa pubblica e nell’interesse dei cittadini tutti”.

Orbene, alla luce di tali affermazioni e ricordando i miei rilievi effettuati in sede di approvazione del bilancio di previsione 2014, ho voluto effettuare il controllo del documento contabile afferente l’assestamento del bilancio 2014, approvato nella seduta del consiglio comunale del 29 novembre 2014.

Questa circostanza mi permette anche di dare una risposta a Michele Rispoli che in data 6 dicembre u.s., con un post su facebook, rivelando la sua personale poca adeguata conoscenza della contabilità degli Enti Locali, mi chiama in causa per aver lumi in merito all’argomento in parola.

Per inciso, quanto agli ‘ingombranti’, devo dire a Michele, che già in riferimento all’approvazione del piano finanziario per il conguaglio della TARES, frettolosamente elaborato e proposto nel novembre 2013, feci la richiesta di avere una dettagliata documentazione sugli impegni assunti (ed i pagamenti effettuati) per l’esercizio 2013 relativa allo smaltimento degli ingombranti, avendo notato che, per tale attività, veniva riportata la somma di € 160.000 circa mentre da un esame delle determinazioni di incarico, di volta in volta pubblicate sull’albo on line del comune, mi risultava che a mala pena la somma dei detti impegni raggiungeva gli € 50.000 circa.

Quei documenti, ad oggi, salvo qualche spiegazione verbale che mi ha lasciato dubbioso, nonostante siano passati tanti mesi, e la richiesta reiterata, ancora non mi sono stati consegnati.

Successivamente, feci notare, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2014, che analoga somma, per lo stesso oggetto, era stata riportata anche nel piano finanziario della TARI 2014 senza tener conto che il costo dello smaltimento degli ingombranti era, come già detto, probabilmente di molto inferiore, al punto che mi domandai se i dati in esso riportati fossero quelli reali oppure un po’ “gonfiati” (con la conseguenza che, in quest’ultimo caso, avrebbero prodotto un maggior carico sulla tassazione dei cittadini).

Altra anomalia che segnalai, tra l’altro, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2014, fu l’errata iscrizione nello stesso, al cap. 865.5 dell’entrata, della somma di €uro 467.573,61 relativa ad un contributo per lo sviluppo delle isole minori, che avrebbe inficiato, “gravemente” direi oggi, la gestione del bilancio 2014.

Al riguardo, al di la delle espressioni ottimistiche che, in ambito contabile, appaiono nei comunicati propagandistici, senza polemiche e senza voler insegnare niente a nessuno, ma con la sola volontà di informare correttamente la cittadinanza, chiarisco le motivazioni che mi portarono a segnalare quell’anomalia, constatando, con rammarico, come non si sia voluto ovviare ad una palese violazione dei principi contabili, almeno prendendone atto in sede di assestamento di bilancio.

I fatti.
Nell’esercizio 2013, al cap. 865.5 dell’entrata, veniva prevista la somma di € 467.573,61 quale contributo regionale per lo sviluppo delle isole minori. Di contro, nella parte spesa dello stesso bilancio, veniva previsto il cap. 3510 di pari importo. Durante la gestione 2013 la somma di € 467.573,61 è stata regolarmente incassata, senza, però, che si verificasse l’effettuazione della corrispettiva spesa; a chiusura dell’esercizio, quindi, la stessa veniva regolarmente riportata fra i residui passivi. L’operazione contabile a questo punto è chiusa: stanziamento di € 467.573,61 in entrata, accertata ed incassata; stanziamento di € 467.573,61 nella parte spesa, impegnata, non spesa e, quindi, riportata a residui: la quadratura è perfetta.

Nell’esercizio 2014, alla gestione competenza, sempre al cap. 865.5 dell’entrata, tale somma viene nuovamente stanziata, senza, però, che figuri la corrispettiva partita nella parte spesa.

Tale situazione ha determinato che quella somma, contro ogni principio contabile, abbia contribuito a giustificare i già esigui stanziamenti previsti nel titolo 2° – Spese in conto capitale – ovvero di investimenti.

E’ inutile ribadire quanto con la citata mia segnalazione si voleva evidenziare e cioè che quelle poche spese previste per investimenti mai si sarebbero potute realizzare in opere perché finanziate da una somma assolutamente virtuale; infatti, mai quella somma sarebbe pervenuta al Comune in quanto già ricevuta ed impegnata nel 2013.

Questa è la discrasia che mi auguravo fosse stata emendata in fase di assestamento mediante l’eliminazione di un fantomatico stanziamento di entrata con una consequenziale eliminazione di spesa in conto capitale di pari importo; ma così, purtroppo, non è stato.
Cosa pensare di tale comportamento? Che l’Amministrazione, forse per rimarcare la volontà di voler realizzare le opere pubbliche (avvalorando i proclami del sindaco, che, come tali, restano voce al vento), ha preferito, comunque, tenere in bilancio uno stanziamento fantasma, non cancellando spese che ben sa di non poter compiere.

Contrariamente, infatti, si creerebbe uno squilibrio pari alla somma di € 467.573,61, che dovrebbe essere pareggiato da altre risorse che allo stato attuale sono ipotizzabili solo nell’indebitamento.

Comunque, va considerato che l’esercizio è ormai concluso e se le risorse non saranno contabilmente e regolarmente accertate nessun impegno sarà possibile; quindi, almeno per questo anno, con la descritta situazione, gli interventi in mente Dei non potranno essere messi in cantiere e rimarranno solo i soliti annunci.
Un altro punto che nella deliberazione di assestamento del bilancio 2014 è di scarsa chiarezza è quello relativo allo spostamento degli stanziamenti TASI: che senso ha includere la somma di € 300.000,00 fra le maggiori entrate quando poi la stessa viene inclusa fra le minori entrate per lo stesso importo? Forse, per far vedere che si è stati capaci di realizzare maggiori entrate per € 792.465,93? Di fatto, invece, le maggiori entrate sono solo di € 492.465,93, dovute per la maggior parte ad interventi regionali e/o statali mentre le uniche maggiori entrate comunali proprie le ritroviamo negli € 50.000,00 della lotta all’abusivismo edilizio. Come pareggia questo assestamento? Come sono salvaguardati gli equilibri di bilancio sia nella gestione residui che in quella di competenza, come previsto dall’art. 193 del T.U.E.L.?

Come ognuno può notare, anche se descritte necessariamente con un linguaggio alquanto tecnico (ed, in quanto tale, anche un poco noioso), le irregolarità sembrano alquanto gravi e fanno sembrare tragicomiche le espressioni del sindaco quando parla di mala gestio passata e buona amministrazione attuale della cosa pubblica “nell’interesse dei cittadini tutti” (SIC!)

Francesco Ferraiuolo

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.