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La scuola più bella del mondo

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di Silverio Lamonica
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Ho lavorato nella scuola per oltre quarant’anni, perciò, quando ho appreso che il regista Luca Maniero, Christian De Sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro, Miriam Leone, Lello Arena ed altri bravi attori hanno sfornato un film su questa istituzione, è sorto in me il desiderio di vederlo.

I protagonisti del film, si sa, sono attori brillanti, per cui sono andato ad assistere allo spettacolo convinto che sarei stato spettatore di situazioni paradossali e caricaturali e la mia aspettativa non è stata delusa.

L’inizio è a dir poco esilarante: il Preside della Scuola Media Enzo Tortora di Acerra, interpretato da un insuperabile Lello Arena, intento a scrivere una lettera al computer (un prototipo) al Presidente Napolitano, si trova nei cessi dei maschi della scuola: pareti scrostate, scritte e graffiti alle porte …, perché quello è anche il suo “ufficio”, nonché la “sala delle riunioni” dei docenti! Qui la satira e la metafora raggiungono i vertici più alti.

Di contro assistiamo, in un ridente paesino della Toscana, ad una realtà completamente diversa: una scuola sistemata in un prestigioso edificio d’epoca, diretta dal preside “rampante” Filippo Brogi (De Sica, che egregiamente lo interpreta). Chi dirige una scuola – parlo per esperienza diretta – cerca di “superare se stesso”, occorre mettere in campo iniziative atte a stupire le famiglie, nonché le autorità scolastiche e locali e il collega della Scuola Media di Val D’Orca, in Toscana, manifesta pienamente una tale ansia, specie perché, al pari del suo collega di Acerra, Arturo Moscariello, è pressato dalle “valutazioni” che pendono dall’alto come spade di Damocle, da parte dell’INVALSI (l’acronimo di Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema educativo di istruzione ed educazione) che pure è citato nel film. Lo stesso discorso vale per il capo d’istituto del paese campano che, operando tra mille difficoltà, non si rassegna e cerca di migliorare con ogni mezzo le condizioni di quella scuola tanto scarrupata, con una lettera accorata al Capo dello Stato. Quindi coglie a volo l’occasione che gli offre il collega toscano quando riceve la richiesta di “gemellaggio” dei due istituti, inviatagli per errore, dal momento che un bidello maldestro (un istituto scolastico all’avanguardia che non dispone di personale di segreteria!) invece che indirizzarla ad Accra, capitale del Ghana, la invia con una e-mail ad Acerra.

Perciò la scolaresca del napoletano, guidata dai docenti Gerardo Gergale (Rocco Papaleo) e Wanda Pacini (Angela Finocchiaro) raggiunge, con un pullman d’occasione e obsoleto, la scuola toscana. Ne scaturisce una serie di divertenti equivoci, alimentata da un senso accentuato di campanilismo con un finale quasi scontato.

Il messaggio che ho colto è il seguente: a che serve conoscere persone di paesi lontani quando in Italia, in casa nostra (tra nord, centro e sud) spesso ignoriamo le rispettive condizioni di vita, le abitudini, il modo di concepire l’esistenza e siamo ancora divisi da tanti pregiudizi?

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