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Le palette di fichi d’india si mangiano…

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segnalato da Sandro Russo
Fico d'india

 

…E questo lo sapevano pure i nostri parenti che in tempo di guerra, con la fame nera che si è vista a Ponza – specie nell’autunno del ’43 (leggi qui) – le hanno provate tutte.

Ma questa è una notizia fresca fresca con qualche particolare in più, dalla Rubrica “Erba voglio” tenuta da Roberto Suozzi su Repubblica ‘Salute’ di ieri, 21 ott. 2014.
La riportiamo integralmente:

Pale del fico d’india da mangiare e per contrastare il colesterolo

“Il fico d’india, che la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite ha dichiarato “cibo” fondamentale, in Sicilia è oggetto di vaste coltivazioni specializzate. Le “pale”, che sarebbero le foglie (cladodi o nopales), vengono usate dalla cucina messicana e, tolte le spine, si preparano con uova, carne, insalate e tortillas.
Le “pale” hanno già dimostrato di contrastare diabete e colesterolo “cattivo” LDL e di prevenire l’osteoporosi. Le betalaine del fico d’india sono pigmenti rossi, e/o anche gialli, antiossidanti e antinfiammatori.
Il Journal Academy of Nutrition and Dietetics pubblica uno studio sugli effetti delle nopales del fico d’india sul diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente –NdR); dopo una colazione con molti carboidrati, sembra esserci una riduzione dei livelli di glucosio postprandiale, di insulina sierica e dei picchi del GIP (Glucose-dependent insulinotropic peptide); può invece aumentare l’attività antiossidante in persone sane e quelle con diabete di tipo 2″.

In tempi di esperimenti culinari le abbiamo assaggiate anche noi, grigliate e cotte al punto giusto.
Insomma! Disgustose non sono, ma di qua a dire che sono buone, ottime …ce ne passa! Diciamo che valgono per il sale e l’olio che ci si mette sopra.
Ma se è per il colesterolo…beh allora!

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