Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

vdp-01 k2-23 f-ab ss10 ss23 corrida9

C’era una volta “Un’altra vita”

Condividi questo articolo

di Luisa Guarino
unaltra-vita-rai1

 

La fiction “Un’altra vita” è finita solo da pochi giorni, e sembra già un’eternità.

Ci sarebbe piaciuto andando incontro all’inverno (si fa per dire visto il caldo che c’è) riempirci ancora gli occhi del nostro mare, con le sue trasparenze, del sole, del cielo, di quei posti noti e sempre nuovi, di quegli scorci che non ci stancano mai.
Dopo sei puntate che hanno avvinto sempre più i telespettatori e hanno diffuso ovunque l’immagine di Ponza, lo schermo si ‘spegne’, anche in senso metaforico, perché… quanta luce facevano quelle immagini.

Ma sappiamo tutti del grande successo che lo sceneggiato diretto da Cinzia Th Torrini ha riscosso, e il finale, con la partenza di Antonio dall’isola dopo una notte di passione con la dottoressa, resta aperto com’era prevedibile. Già si parlava da tempo di una seconda serie. E ne abbiamo avuto conferma anche leggendo sul quotidiano Il Messaggero alcune dichiarazioni del sindaco di Ponza al riguardo.

Ma prima di pensare al futuro, voltiamoci ancora una volta indietro, all’ultima puntata, in cui gli spettatori hanno vissuto momenti di tensione per il ‘rapimento’ della piccola Camilla da parte di Anna, anche se si capiva subito che sarebbe finita bene. Belle e ancora una volta diverse le location. In realtà uno dei meriti della regia è stato quello di scegliere quasi per ogni puntata un luogo differente, oltre naturalmente a quelli consueti.
Così il sesto episodio ci ha permesso di vedere più da vicino Giancos, oltre all’ex miniera di Le Forna. A Ponza centro poi, oltre alla banchina per il traghetto in partenza e al lanternino con la nave che si allontana, abbiamo potuto vedere la biglietteria ‘Tirmar’ e la scaletta della Punta Bianca.

Tra i nostri attori, Francesco Maria Cordella nella trattoria finalmente ha potuto anche parlare con la moglie invece di litigare sempre, mentre le donne della compagnia ‘A Priezza erano sempre prese a chiacchierare con le altre signore. Abbiamo notato anche un altro giovane attore che faceva parte della compagnia ponzese (l’ho visto recitare a Latina qualche anno fa ma non so se fa ancora parte del gruppo), Silverio Scotti, nei panni di un carabiniere preso dalla ricerca della bambina scomparsa.

Al termine della fiction, le donne della famiglia Guarnieri, perfino la ‘suocera’ Elvira, si ritrovano affiatate e compatte: sono cinque, sono forti dopo tutte le prove affrontate, indipendentemente dalla loro età. E si preparano a “Un’altra vita 2”, le cui riprese, come abbiamo appreso dalla stampa, si svolgeranno per quasi tre mesi nella primavera 2015. “Si preparino le comparse – è l’invito del sindaco -. Si preparino alberghi, ristoranti, negozi, che quest’anno erano quasi tutti rigorosamente chiusi. E questa sì che è stata una figura di m… di Ponza”.

Ma immagino che ciò non accadrà, non fosse altro che per l’esperienza precedente. Quello che temo invece è che Ponza si trovi impreparata ‘alla calata’ dei turisti che l’estate prossima approderanno in massa alla scoperta dei luoghi della fiction e non solo. Spiagge chiuse, lavori in corso, pericolo di crolli: un’isola blindata in cui si può solo prendere a caro prezzo una barca per andarsene in mezzo al mare, a meno che non ci si accontenti della spiaggia di Frontone (anche questa non regalata) oppure di Sant’Antonio e Giancos, con tanto di divieto di balneazione.

Condividi questo articolo

1 commento per C’era una volta “Un’altra vita”

  • Biagio Vitiello

    La volete sentire l’ultima sulla fiction?

    Stamane si è presentata al mio studio una troupe televisiva probabilmente inviata da Bruno Vespa per un’intervista lampo al medico a cui si è ispirata la “fiction” televisiva su Ponza.
    Ho detto loro che non l’ho vista, né sono stato mai interpellato in merito e per quello che mi è stato riferito non c’è nessuna corrispondenza, tranne il cognome. Un’altra cosa che ho fatto notare è che non svolgo un lavoro di “primo soccorso”; non ho una moglie pettegola (è di etnia russa) e tantomeno in menopausa.
    Hanno filmato il mio studio che era in perfetto ordine. Quando sono andati via, alcuni pazienti si sono molto lamentati con loro a causa dell’intrusione.

    Chest’è! …si continua a confondere la fiction con la realtà!
    Dr. Biagio Vitiello

Devi essere collegato per poter inserire un commento.