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v4-11a m2-21 ss04 37 aragoste L'interno della grotta

L’alluvione in Liguria. 2

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di Silverio Lamonica
L'abitato di Vernazza

 

Circa tre anni or sono, esattamente il 4 novembre 2011, commentai su questo sito l’alluvione che tormentò la Liguria (leggi qui). Oggi purtroppo dobbiamo ritornare sul tema angosciante del disastro idrogeologico che affligge il territorio nazionale a causa dell’incuria e dell’assenza di prevenzione. Esprimiamo ancora una volta la nostra piena solidarietà alle popolazioni di Genova e dintorni così duramente colpite, augurandoci che per l’avvenire si presti l’attenzione dovuta alla salvaguardia del territorio.

Ciascun comune “nel suo piccolo” potrebbe intanto provvedere alla pulizia dei letti dei torrenti e, nel caso di Ponza e della Liguria, dei muri a secco che trattengono sulle colline quel poco di terreno rimasto.

La stagione delle piogge è imminente anche a Ponza, cari amministratori tutti, perché non facciamo una bella verifica al torrente “Lavo” di Santa Maria, magari con l’ausilio di volontari: una bella pulizia, come all’inizio dell’estate s’è fatta per le spiagge? La stessa domanda la rivolgo anche alla Pro Loco, perché la pulizia del territorio tutto, non solo delle spiagge, va effettuata tutto l’anno: un altro gruppo di volontari, isolani in primo luogo, si potrebbe senz’altro reperire, anche nella “bassa stagione” per pulire i letti dei torrenti ed i sentieri.
In fondo basta poco per evitare tragiche calamità, non vi pare?

Alluvione in Liguria. Vernazza

 

 

Immagini di copertina e nel testo. L’abitato di Vernazza (Parco Nazionale delle Cinque Terre – La Spezia)

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1 commento per L’alluvione in Liguria. 2

  • A Genova hanno parlato di burocrazia, i soldi c’erano si sono persi, ma poi per fare gli appalti c’è anche un altro problema: quello della trasparenza “impossibile”; ed ecco partire i ricorsi al TAR e tutto si blocca. Ormai non è più la politica a decidere, anche per colpa dei politici, ma a decidere è la giustizia: quella terrena e quella divina.

    Si stanziano anche i soldi ma poi le opere – opere che mitigano i rischi e non li eliminano – non partono, ed ecco i fallimenti che possono produrre, sicure, le catastrofi.

    A Ponza hanno elaborato il PAI e stanziato dei soldi ma per fare opere complesse, complicate, che stentano a partire e alla fine (vedi Chiaia di Luna chiusa), non servono allo scopo.

    Silverio Lamonica parla del “lavo” di Santa Maria, sicuramente un’emergenza, ma quando ha piovuto forte sono saltati muri anche in altre zone dell’isola, questo per dire che gli eventi, quando sono violenti, diventano anche incontenibili: ma perché? Perché il governo dei fatti umani non è più in linea con il governo dei fatti della Natura.

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