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0009-009 i-08 sm-03 u-16 Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato L'approdo romano presso Cala Inferno

Fiction, quelle location che non ci appartengono

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di Luisa Guarino
Vanessa Incontrada nella Fiction TV

 

Lasciatemi fare una considerazione sulle reazioni dopo la terza puntata di “Un’altra vita”: non abbiamo speso una parola (non parlo degli eventuali commenti su FB, di cui non sono a conoscenza), siamo come ammutoliti, perché la trama, penso io, ha preso il sopravvento sui luoghi. E a noi ponzesi in questo caso l’isola interessa più di qualsivoglia plot narrativo.
Però dobbiamo capire che la fiction è girata a Ponza (e neanche tutta come poi avrò modo di precisare) ma non riguarda Ponza né vuole minimamente raccontare com’è: non interesserebbe a nessuno, e poi che fiction sarebbe? Quindi è inutile prendersela. “Anche se – ho provato a dire ieri a un’amica ponzese – fare quel gesto scaramantico delle corna alla dottoressa nel bus, mostrare tanta ostilità nel 2014 a chi viene sull’isola da Milano, mi sembra davvero eccessivo”. Ma lei ha replicato: “Se ci pensi bene, Luisa, in fondo in fondo noi siamo proprio così: superstiziosi, ostili al primo impatto. Poi magari diamo anche il cuore… ma d’istinto siamo così”.

La trama con i suo intreccio sta prendendo più consistenza, anche se contemporaneamente la sceneggiatura comincia a mostrare qualche cedimento e banalità: una moglie impazzita per qualcosa legato alla maternità, un marito che esce dal carcere e arriva nell’isola per riconquistare le sue donne, la perpetua che in punto di morte confessa il suo amore per don Mario da sempre, la primogenita Giulia che sta per consolarsi con Nino, il figlio di Pia, cuoco rientrato da Londra, Margherita che al primo rapporto sessuale con l’aviatore rimane incinta. Dio mio, che concentrato!
Apro una parentesi neanche ‘medica’ ma di semplice buon senso: possibile che Emma, medico e donna, che sembra avere un ottimo rapporto con le sue figlie, non abbia parlato loro di contraccezione? Restando ‘in tema’: come si fa a tollerare madre e figlia maggiore che mangiano la lasagna sul lettino delle visite nel Poliambulatorio?

E qui, proprio a proposito di quella struttura, ci vogliamo soffermare sulla location scelta, che naturalmente come del resto quella dell’istituto scolastico non è di Ponza; e non lo è neanche la grande villa fatiscente dove vivono Antonio e la moglie pazza, che la produzione vorrebbe far credere si trovi all’interno dell’autentica Villa delle Tortore (che non è peraltro ‘maledetta’). Dunque, parlando con un mio collega del Messaggero, mi ha detto che quella costruzione  si trova all’interno del cosiddetto ‘Villaggio del fanciullo’ di Civitavecchia: lo sa per certo non solo perché lui è di lì, ma perché per diversi anni ha frequentato quel posto per lavoro, poiché ospitava una sorta di aula di tribunale. Non resta ora che verificare dove si trova la scuola.

Una curiosità invece per quanto riguarda un personaggio entrato da poco in “Un’altra vita”, Nino, cuoco, nella finzione scenica figlio di Pia e di Franco (Francesco Maria Cordella). Gironzolando su Internet ho potuto appurare che si tratta di Ludovico Fremont, specialista di fiction a quanto pare. Attualmente possiamo trovarlo contemporaneamente sugli schermi di Rai Uno e Canale 5, impegnato rispettivamente, oltre che nella nostra fiction, in “Che Dio ci aiuti 3” e “I Cesaroni 6”: altro che sovraesposizione! E non capisco perché. Bello non è: piccolo di statura, gli occhietti piccoli piccoli… Bravo?! So solo che, come tanti attori giovani di tv parla con accento romanesco: e se questo va bene per i Cesaroni, stona decisamente negli altri casi. Come ci insegnano gli attori che hanno fatto scuola di teatro, vero Cordella?
Lasciando da parte tutte queste considerazioni, prepariamoci ad assistere con curiosità alla quarta puntata, martedì 30 settembre.

un bar di Ponza per vedere la fiction

 In un bar di Ponza a seguire la Fiction in compagnia

 

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