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Finite le vacanze estive Ponza si spopola

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di Paolo Iannuccelli
Ponza. Temporale Febbr. '09

 

Ma l’isola quasi deserta ha sempre un suo fascino
Tutti a Formia e in località limitrofe. Ponza comincia a svuotarsi al termine della stagione turistica, durante il periodo invernale i residenti saranno poco più di mille. La maggiore delle isole ponziane contava 6500 residenti negli anni ’30, poi molti emigrarono negli Stati Uniti nel primo dopoguerra.
Adesso gli iscritti all’anagrafe sono 3200, molti dei quali non trascorrono più i mesi duri sulla loro isola, preferendo luoghi più confortevoli.
Nella zona del porto, in inverno, il quadro si presenta malinconico, fa quasi tenerezza.
Negozi chiusi, solo un paio di bar aperti, qualche albergo o ristorante in funzione. Ponza cade in letargo.

Le Forna. Cala Feola.1

Diversa la situazione nella frazione di Le Forna, a nord dell’isola, con quasi tutti gli esercizi commerciali aperti e una maggiore vita in comunità, con tanti giovani che stazionano e si divertono sul muretto davanti il Tartaruga Pub.
Sarebbe assurdo pretendere l’apertura di tutti i negozi al porto, ma una turnazione è necessaria.

Lo spopolamento dell’isola ha vari motivi. Manca un ospedale attrezzato, a differenza di Pantelleria, che possa garantire un’adeguata assistenza sanitaria, talvolta l’elicottero del 118 o dell’Aeronautica non può atterrare per le cattive condizioni atmosferiche, per questo molti anziani preferiscono il Golfo, con la presenza di ben tre strutture sanitarie.
Le persone in età avanzata non hanno poi a disposizione, come a Ventotene, una casa di riposo. La scuola per il turismo non è, naturalmente, sufficiente per soddisfare le esigenze di tutti, ma c’è da mettere in risalto che un paio di generazioni hanno studiato fuori, senza spopolamento dell’isola.
Molti anni fa funzionavano tre cinema, operavano undici forni, ora sono solamente tre. Sono dati significativi.
Mancano cinema, teatro e centro congressi, biblioteca, musei, centro sociale per anziani, che il turismo congressuale potrebbe essere una grossa opportunità di crescita.
Spiaggia e case di S. Antonio

Eppure c’è chi a Ponza trascorre l’inverno con piacere, sono quelli che amano l’isola in maniera viscerale e se la godono dodici mesi l’anno, trovando sempre un motivo per passare allegramente la giornata.
Nel campo dello sport è stato iscritta una squadra al campionato di calcio di seconda categoria, si pratica talvolta il calcio a 5, non esiste una piscina coperta, il bel palazzetto non è ancora in funzione. La necessità di allungare la stagione turistica mette quasi tutti d’accordo.
Ponza offre un patrimonio archeologico molto interessante e di primaria importanza, la possibilità di passeggiate in luoghi stupendi ed ameni, perché non sfruttare queste risorse?

Eppure, durante i mesi invernali, in una giornata di sole, Ponza è di una bellezza struggente, con colori nitidi, capace di lasciare senza parole, il mare è rabbioso ma ti fa innamorare di un posto davvero unico.
Come raggiungere l’isola? Il collegamento con Anzio (il porto più vicino a Roma, con stazione ferroviaria) viene soppresso a settembre, almeno nel fine settimana potrebbe funzionare per trascorrere un piacevole week end. Analoga la situazione da Terracina (leggi qui); rimangono attivi tutto l’anno i collegamenti con Formia
Provate a scoprire una Ponza quasi deserta, rimarrete stupiti, il turismo è anche questo.

Ponza. Veduta dalla piazzetta
Inverno-a-ponza. Da Lucia Rosa

 

In condivisione, da Paolo Iannuccelli: http://www.parvapolis.it del 22/09/2014

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6 commenti per Finite le vacanze estive Ponza si spopola

  • Caro Paolo, l’abbiamo già detto, a Ponza d’inverno non tornano neanche più i ponzesi, sempre di meno ritornano anche per la visita ai defunti in novembre, a Natale preferiscono la montagna anzi a Natale anche molti ponzesi residenti partono per le vacanze.

    Si è rotto il cordone ombelicale che legava i ponzesi all’isola quello che resta è solo nostalgia e interesse economico.

    I TURISTI, si sa, chiedono offerte variegate, servizi comodi ed economicamente convenienti, che non riusciamo a dare d’estate figuriamoci d’inverno.

    Quelli che restano a Ponza, i residenti invernali, non sono 3500 come ci dice l’anagrafe ma 1500 come tu hai detto… donne, uomini, vecchi e bambini.

    Questa gente dovrà mangiare, bere, andare a scuola, divertirsi, curarsi e pensare anche a prolungare la propria esistenza magari migliorando la propria qualità della vita.

    Io dico che sono questi cittadini a dare un senso al tutto, con i loro pregi e soprattutto difetti, ma sono questi cittadini residenti invernali che danno il senso della continuità della vita umana, culturale, sociale, con i quali bisogna fare i conti se non si vuole perdere definitivamente il segno che è nato circa 280 anni fa con la colonizzazione borbonica.

    Ecco che io continuo a dire che i residenti invernali vanno protetti, e come con la flora l’uomo si è inventato i serbatoi genetici o gli orti botanici, come per la fauna l’uomo si è inventato le Zone di Protezione Speciale (ZPS), o i siti di interesse ecologico oppure i parchi, così per la protezione dei residenti invernali l’uomo deve trovare le soluzioni che io ho fantasiosamente chiamato RPS, RESIDENTI PROTEZIONE SPECIALE. E’ intorno a questi cittadini stabili delle isole che va creata l’economia sostenibile per l’intero ecosistema isolano. Il turismo deve essere una opportunità di sviluppo, una risorsa per dare continuità alla vita isolana; deve esser funzionale a far restare la gente a Ponza non a farla scappare. Adesso stiamo facendo un turismo che fa fare ‘il malloppo’ per poi scappare dall’isola. Quando si pensa a programmare un’azione amministrativa, quando si pianifica una soluzione strutturale, quando si dà un appalto pubblico o una licenza o una concessione, l’amministratore dovrebbe accertarsi sempre che quello che ha concesso o scelto di fare aiuti a stabilizzare la residenza invernale o al contrario contribuisca a fare aumentare l’esodo.
    Purtroppo non vedo ancora da parte degli amministratori questa consapevolezza della fondamentale importanza della protezione dei residenti, solo da lì si può partire per la rinascita isolana.

  • Giuseppe Marino

    Ci lamentiamo dello svuotamento dell’isola che si accentua nel periodo invernale, ma siamo sicuri che si faccia qualcosa per evitarlo?
    La prossima settimana entreranno in vigore gli orari invernali, i quali fortunatamente sono rimasti invariati e non hanno subito nessun “taglio”.
    Di contro nonostante l’inizio della scuola lo scorso fine settimana c’è stato un congruo rientro di ragazzi che studiano fuori, agevolati ed invogliati anche dagli orari dei trasporti, i quali hanno avuto la possibilità di raggiungere Ponza il prima possibile nella giornata di aabato e partire il più tardi possibile la domenica, alle ore 18.00.
    Di contro con l’entrata in vigore degli orari invernali tale opportunità verrà a mancare atteso che per alcune domeniche l’ultimo mezzo utile per Formia partirà alle ore 14.30.
    In merito va considerato che molti ragazzi abitano nella frazione di Le Forna e per imbarcarsi saranno costretti a lasciare la propria abitazione circa un’ora prima e quindi non avranno nemmeno la possibilità di pranzare con il proprio nucleo familiare; quindi ecco uno dei motivi per cui preferiranno restare a Formia o nelle città limitrofe dove domiciliano.
    Di contro si potrebbe prevedere al sabato da Formia una partenza dell’aliscafo ritardata di 30 minuti (15.00 invece delle 14.30) al fine di consentire ai ragazzi che terminano la propria giornata scolastica alle 13.30 (molti dei quali frequentano istituti ubicati a Minturno, Gaeta e Formia frazione di Penitro) di raggiungere il porto con la massima tranquillità considerando che sono tutti legati al trasporto pubblico ed eventualmente prevedere una partenza da Ponza la domenica alle ore 16.30. Indubbiamente tale soluzione oltre ad agevolare i nostri ragazzi, che con la loro presenza darebbero una sensazione di un’isola più “viva”, potrebbe essere da stimolo per qualche turista a trascorrere il fine settimana a Ponza anche durante la stagione invernale.

  • Pasquale

    Caro Paolo
    Tu dici: – “Eppure c’è chi a Ponza trascorre l’inverno con piacere, sono quelli che amano l’isola in maniera viscerale…”
    Sono pienamente d’accordo.
    A me non piace metter piede sull’Isola nei mesi in cui sembra che “strizzi l’occhio” al formicaio.
    Non ho interessi di sorta. Il mio è l’interesse di incontrare, eventualmente, qualche vecchio compagno della mia infanzia e scambiare con lui due chiacchiere ( anche lui, credo, ha più tempo per interloquire con me); non una stretta di mano frettolosa e poche parole buttate là, mentre i suoi occhi vagano altrove, ma un abbraccio più lungo e l’animo tranquillo, senza fretta. Salutare, inoltre, i miei cari che riposano nel nucleo variopinto che insiste sulla collina della Madonna, e quelli che ancora agiscono in quella Terra, comprare qualche prodotto locale (soprattutto il pesce dal sapore ineguagliabile e, se c’è, la… mostarda), respirare a pieni polmoni la brezza o il furioso levante oppure il ponente che rompe a Chiaia di Luna e sentirmi appagato mentre vago a piedi, come senza meta, su per gli Scotti o per la panoramica, spingendomi fino alle Forna. Sentire, anche, il solitario frastuono di un motore che transita in quel momento e fiutare il contrasto tra l’onnipresente aria fresca e limpida e l’orrendo puzzo che si sprigiona dal tubo di scappamento (dove abito, ciò è permesso, qualche volta, soltanto sul far dell’alba prima che inizi il caotico traffico, poi, ahimè, le narici si devono, inevitabilmente, “adeguare”). Inebriarmi della macchia sempreverde, del giallo delle ginestre, dello “scupazzo” delle canne e, perché no, del rumore dei passi sul basolato della piazza; ascoltare lo sciabordare dell’onda e vedere le barche cullarsi dolcemente nel porto stando affacciato al muretto di corso Pisacane.
    Mi piacerebbe farlo anche più e più volte durante il periodo in cui tutti sciamano da quella Terra, forse dopo aver impinguato i loro forzieri e dopo che alcuni cosiddetti “residenti” sono tornati ad essere “fantasmi”. Ma tutto ciò rientra nell’”ordine delle cose di casa nostra”: chi fruisce di alti stipendi oppure ottiene guadagni da una certa situazione dovrebbe, in teoria, contribuire maggiormente al mantenimento della cosa, invece, o il suo contributo è irrisorio, oppure del tutto inesistente.
    Un lembo di mare, infatti, mi separa dall’Isola, ma un biglietto, per me, piuttosto esoso e soprattutto ingiusto (per i motivi che ho già esposto) mi impedisce di realizzare questa che sembra essere soltanto utopia.
    Forse che, ripeto, la nave e l’aliscafo non effettuano comunque il viaggio? Forse che con qualche persona in più consumano più carburante? O l’equipaggio è retribuito in base al numero dei passeggeri trasportati? Chissà quante persone hanno la mia stessa aspirazione! Qualcuno, in alto loco, non molto tempo fa, aveva promesso un certo interessamento; probabilmente si è ricreduto: sicuramente ha fatto i suoi multiformi conti con il… pallottoliere.
    Intanto auspico per i veri “residenti” che si realizzino tutte quelle strutture che rendono la vita animata e bella perché aggreganti. Un caro saluto Pasquale

  • Protezione del residente, garantire il ritorno dei pendolari a fine settimana, garantire prezzi accessibili ai ponzesi nativi e proprietari di case sono richieste compatibili e meritevoli di attenzione della amministrazione comunale

    Io ho parlato di PROTEZIONE DELLA RESIDENZA INVERNALE, che è una vera scelta politica anzi il fulcro sul quale far girare tutte le scelte amministrative in questa ottica le esigenza di Giuseppe e di Pasquale sono tutte e due di facile attuazione e in linea con una politica di dare all’isola continuità sociale, affettiva, culturale che aiuta a migliorare la vita invernale.

  • silverio lamonica1

    A proposito di agevolazioni, la Regione Lazio fa viaggiare gratis gli ultrasettantenni sui treni in ambito regionale. Pertanto una riduzione del biglietto sui traghetti, per i ponzesi non residenti, nati e/o proprietari, affittuari di case, si potrebbe senz’altro prevedere. Chiedere non costa nulla.

  • Pietro

    Parlo da turista, o quasi, visto che frequento l’isola da quarant’anni… ma ci sarebbero tanti possessori di barca che d’inverno ci verrebbero ben volentieri, ma non si può! Non c’è un porto sicuro e se ormeggi al molo Musco la mattina te ne devi andare.

    Come si può pensare di sviluppare il turismo su di un isola senza avere una ricezione portuale degna di questo nome! Non solo, il turismo nautico porta soldi e più di altri. Ben vengano gli incentivi per un turismo “normale” che arriva con i traghetti, ma per favore si faccia qualcosa per sviluppare davvero il turismo nautico!

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