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Primo giorno d’autunno

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di Francesco  De Luca
Poiana. Arpaia

 

“Ched’è chill’auciello gruoss ’ncielo, Sirve’ ? “
“E’ ’n’arpaia…  gira ’ncielo ’ncerca d’a currente c’a porta luntano”.

E già perché sta insinuandosi nell’aria tersa e quieta dell’isola il soffio del levante.
Lo attestano le prue delle barche direzionate verso il sole ma ancora di più il gozzo di Patalano che da Palmarola sembra correre nel porto come ad evitare un morso. Quello delle onde che già imbiancano le creste e si smorzano sull’isola, ora più vuota, più nuda di fronte all’autunno.

La poiana (l’arpaia) è un puntino tanto alto che l’occhio fatica a distinguerlo. Anch’essa ci lascia.

Rimangono i bambini portati a scuola. Per nulla gioiosi, nonostante la vigilessa sorrida loro.

Questo levante, di solito bene accolto dai Fornesi, non riesce oggi ad indurli al sorriso. A Cala dell’Acqua, Cala Feola le barche  sanno che non andranno in giro a mostrare ai turisti spiaggette e grotte. I turisti non ci sono.

I Fornesi sono tornati alla quotidianità. Oggi è la vendemmia che li occupa, domani sarà il rimessaggio dei fuoribordo, la sistemazione delle lance per il periodo invernale.

“Mena… – domanda Silverio  – che  mangiammo ogge?
“Agge accattato i spulecarielle aiere addu Massimo… ’i faccio a’ zuppa “

Trema l’aria per il levante che sta montando, ma il sole rassicura e l’autunno non impaura.

Fagioli da sbucciare

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