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La tassa di sbarco

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di Vincenzo (Enzo) Di Fazio

burocrazia

 

La tassa di sbarco: quanto è difficile, da proprietario non residente, far valere il diritto di non doverla pagare.
A Ponza ho una casa: è quella dove abito fin da quando ero bambino ma sono residente a Formia per aver stabilito in questo comune la mia dimora abituale per motivi di lavoro e familiari. Mi capita ovviamente di venire spesso a Ponza.

Agli inizi di questa estate, quando c’è stato il passaggio dalla Caremar alla Laziomar, alla biglietteria di Formia erano abbastanza comprensivi, nel senso che, in attesa di indicazioni da parte della subentrata società, veniva data importanza alla conoscenza della persona ed a quello che uno diceva.
Successivamente, come era ovvio, è stato stabilito che bisognava dimostrare di essere proprietario.
Ma ancora nessuna disposizione precisa.

Mi sono, così, premunito in occasione di un successivo viaggio, di portare una visura catastale ritenendola documento idoneo a dimostrare la proprietà.
Ma ancor prima di mostrarla, mi è stato detto che andava esibita la ricevuta dell’IMU pagata.

Ho pagato la tassa di sbarco ed ho pensato che, effettivamente, la visura, tranne se fatta nella stessa giornata, poteva non essere attendibile… potevo, infatti, aver venduto nel frattempo la casa.

Ancora un altro viaggio ma fatto in maniera non programmata. Non avevo con me la ricevuta dell’ IMU ma avevo, nel borsello, le bollette pagate della luce e dell’acqua, entrambe a mio nome.
Tento di esibirle alla biglietteria ma niente da fare. Non vanno bene, non sono documenti che provano la proprietà.

Eh, sì, in effetti i contratti di luce, acqua, gas ecc. possono essere anche intestati agli affittuari e a nulla valgono le argomentazioni al riguardo. Quella casa a Ponza potrei averla presa in affitto.

Pago ovviamente anche questa volta la tassa di sbarco ed osservo che la società, per semplificare avrebbe potuto ricorrere all’ autocertificazione, quella che si rende, sotto la propria responsabilità, ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, geniale provvedimento legislativo nato proprio per snellire le procedure ed eliminare un po’ di burocrazia.
Niente, la mia considerazione cade nel vuoto, non sembra degna né di commenti né di osservazioni.

E’ della scorsa settimana un nuovo viaggio.
Ma questa volta sono attrezzato, ho con me la ricevuta dell’ IMU.
Vado alla biglietteria e baldanzoso chiedo il rilascio di un biglietto da non residente ma proprietario e dico che posso esibire la ricevuta dell’ IMU.
Eh, si, pensavo d’aver risolto ma niente… vengo invitato a leggere un cartello al di là del vetro dove, più o meno, c’è scritto così:
“I non residenti proprietari di abitazioni a Ponza devono dimostrare la propria condizione di proprietari esibendo la certificazione rilasciata dal Comune. Per ottenerla bisogna fare richiesta al Comune corredando la domanda con copia di un valido documento d’identità e copia dell’ultima rata di IMU pagata.”

Non esulto di gioia e, consapevole del tempo che può richiedere il rilascio di una tale certificazione, domando se questa cosa si può fare on-line, visto che di norma vengo a Ponza il venerdì pomeriggio e riparto il lunedì mattina, quindi in orari in cui il Comune non è operativo. Non ottengo risposte… nel senso che alla biglietteria non lo sanno.
Pago ovviamente la mia brava tassa di sbarco e questa volta avendo notato che sul biglietto in corrispondenza della stessa c’è “zero“, faccio presente che l’euro e cinquanta che ho pagato in più non risulta indicato da nessuna parte.
Mi dicono che è nella voce “tasse/diversi”,  dove in corrispondenza della quale trovo scritto € 5,32 (!?)
Strano ma è così.

A casa consulto i siti del Comune e della Laziomar per vedere se da qualche parte trovo notizie che riguardano il rilascio della certificazione in questione, ma, salvo errore, nulla.
Tornato a Formia il lunedì chiamo il Comune e chiedo se hanno previsto di poter rilasciare quella certificazione on-line. Attendo un po’ di tempo e, vivaddio finalmente una buona notizia: la richiesta può essere fatta anche tramite e-mail.

Però… che percorso ad ostacoli quello per ottenere questa benedetta certificazione!
E intanto la stagione per la quale è richiesta sta volgendo a termine.

   ***

La vicenda mi porta spontaneamente a fare un’altra considerazione che riguarda il prezzo pieno che siamo tenuti a pagare noi proprietari non residenti. Sono dell’avviso che chi fa parte di questa categoria, ancor di più chi è nativo di Ponza, meriterebbe ben altro trattamento. Trovo che non sia giusto che queste persone siano considerate alla stregua dei turisti o dei visitatori occasionali. Per essi potrebbe essere previsto un prezzo del biglietto intermedio tra quello dei residenti e quello normale, un giusto riconoscimento nei confronti di coloro che, con il pagamento della tasse e dei tributi locali, contribuiscono al sostegno dell’isola.

E vi è di più. Un miglior trattamento non potrebbe che stimolare una maggiore frequentazione dell’isola attraverso ritorni più ricorrenti da cui trarrebbero sicuramente beneficio economico anche gli esercizi commerciali.

Penso di presentare un’istanza, anche a nome di coloro che si trovano nella medesima situazione, alla società ed al Comune e del riscontro informerò i lettori di Ponzaracconta.

 

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