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“Un’altra vita“, le impressioni dopo la prima puntata

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di Paolo Iannuccelli

Vanessa Incontrada in un'altra vita

Su RaiUno la nuova fiction “Un’altra vita“, serie televisiva in sei puntate con Vanessa Incontrada e Daniele Liotti.
Ottimo lo share, con 25.5% in prima serata.
Giovedì sera in tanti hanno seguito la trasmissione su Raiuno, scoprendo le bellezze dell’isola, panorami mozzafiato, un mare cristallino, gente all’inizio diffidente poi calorosa ed accogliente, tanto da coprire di regali una dottoressa davvero in gamba, diventata molto popolare.

Ponza - Le Forna

E’ emerso il vero carattere dei ponzesi, insieme alle difficoltà che incontrano tutti gli abitanti delle isole minori italiane durante il lungo periodo invernale. Molte cose non sono apparse veritiere ed hanno mostrato un’immagine negativa come la mancanza di taxi – presenti sempre puntualmente all’arrivo della nave – l’inefficienza della scuola e degli insegnanti apparsi poco preparati, credenze popolari non vere come quella riguardante la Villa delle Tortore, i tempi lunghi per fare arrivare i prodotti da Formia, l’acqua calda che manca, tutte cose che nulla hanno a che fare con l’isola e con i suoi cittadini che farebbero bene a difendersi da certe falsità.
E’ apparsa una Ponza arcaica, diversa dal presente, davvero un fatto increscioso;  in tanti amici mi hanno segnalato le loro nette impressioni negative.
Le frasi offensive delle ragazze milanesi, all’inizio del film, hanno creato un certo imbarazzo, volevano tornare a casa, senza rendersi conto della realtà.

un'altra vita immagine 1

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A Ponza hanno allestito, per l’occasione, uno schermo in piazza Pisacane, a cura di Francesco Cordella, al termine di una giornata dal tempo davvero inclemente.

Nella fiction si racconta la storia di Emma, una donna che, dopo l’arresto improvviso del marito, trova il coraggio di cambiare la sua vita e di rimettersi in gioco. E lo fa trasferendosi da Milano sull’isola di Ponza, insieme alle sue tre figlie.
Qui inizia a lavorare come medico della Asl, al Poliambulatorio, ma ambientarsi a questa nuova vita, tanto diversa dalla precedente, non sarà affatto semplice.
Ponza è un luogo meraviglioso, quanto inizialmente ostile: lei è una donna, è di Milano e nuova, motivo per cui la gente inizialmente faticherà a fidarsi di lei. Ma, col tempo, imparerà a ritrovare se stessa.

un'altra vita immagine dalla 1° puntata

Protagoniste sono sei donne e tre generazioni: una serie vista con gli occhi delle donne attraverso sei personaggi femminili con tutte le loro sfaccettature.

Il commento della regista di questa fiction, Cinzia Th Torrini.“E’ stata un’esperienza unica come regista avere Ponza tutta per noi. Un centinaio di persone, tra troupe e attori, sbarcati con camion e attrezzature in pieno inverno, tre ristoranti e un albergo aperti apposta per noi. Dove sono gli abitanti? Come facciamo con le comparse? Sembrava di essere noi stessi dentro la trama del nostro film. Da dietro le finestre ci guardavano con sospetto. Sembrava che si chiedessero: che ci fanno qui? Hanno sbagliato stagione…Poi siamo riusciti a farli uscire dalle loro case. Li abbiamo convinti a far parte del film. A loro è piaciuto e alla fine ci hanno ringraziato per aver “svegliato” l’isola, accorciando il lungo periodo di attesa per la buona stagione, quando finalmente tutto si anima e si apre”.

un'altra vita le riprese
Cinzia Th Torrini prosegue: “Noi abbiamo scoperto che l’isola con i colori del mare, del cielo, delle rocce, d’inverno è ancora più affascinante. Siamo riusciti a filmare aspri dirupi e calette irraggiungibili, mostrando in ‘Un’altra Vita’ immagini suggestive e sconosciute di Ponza.Questo lavoro mi ha dato la possibilità di raccontare, come regista donna, una storia molto al femminile, vista dagli occhi delle donne”.

Martedì prossimo, alle 21.15, la seconda puntata della fiction, su Raiuno.

 

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1 commento per “Un’altra vita“, le impressioni dopo la prima puntata

  • Stare a commentare la trama, oppure le scelte della regia di come ha voluto complicare la vita della dottoressa passando dalla metropoli all’isola, a mio avviso è, oggi, inutile; quello che interessa alla “cosa” mediatica è l’ascolto e la relativa ricaduta pubblicitaria per Ponza.

    Ma a mio avviso, questa occasione “finta” dovrebbe far riflettere su un altro aspetto che va aldilà della finzione e invece individua la vera realtà isolana vista dagli occhi dei continentali.

    Quando partono da Ponza, i nostri turisti molto spesso ti pongono queste fatidiche domande: “Ma come vivete a Ponza?” “Ma come fate a vivere d’inverno?” “Ma tu vivi tutto l’inverno a Ponza? “Ma quante persone restate sull’isola” “Sarà duro… io non ci riuscirei!” “Ma avete cinema, teatri, discoteche, palestre?”
    Queste domande le fanno soprattutto i giovani ma a queste gli adulti aggiungono altre domande:
    “Ma come vi rifornite di acqua? Con le cisterne?” “Non avete un pronto soccorso? …e se c’è una emergenza?” “Ma i prezzi sono così alti anche d’inverno?” “E che fate la sera?” “Senza lavoro tutto l’inverno, come passate il tempo?” “Certo vivere in posto limitato come un’isola è da eroi!”

    C’è qualcuno a cui tu rispondi con convinzione e entusiasmo prospettando “un’altra vita” in un’isola, lontani dallo stress cittadino che loro conoscono bene e a volte ti rispondono: “Indubbiamente io un’esperienza invernale in una isola la farei!”

    Parlano di “un’esperienza”, quasi un esperimento!

    Ecco come vedono i turisti la vita in un’isola.
    Le isole sono ‘isole’ e possono essere abitate solo dagli ‘isolani’, buone per le vacanze e per gli esperimenti dei continentali, ma sono gli ultimi isolani a poterle capirle e viverle per tutto l’anno.
    Meditiamo isolani!

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