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“Un’altra vita”, giovedì in Tv la fiction di Ponza

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di Luisa Guarino

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Giovedì 11 settembre alle 21.15 andrà in onda su Raiuno la prima di sei puntate, annunciate da trailer di grande richiamo, della fiction “Un’altra vita”, girata quest’inverno a Ponza. L’anteprima della data di programmazione l’abbiamo data sul nostro stesso sito oltre un mese fa, quando verso i primi di agosto il noto settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni” aveva dedicato all’evento la copertina e un ampio servizio all’interno pieno di belle foto. Prodotta da Endemol Italia e Rai Fiction, “Un’altra vita” è diretta da Cinzia Th Torrini, regista tra l’altro di “Elisa di Rivombrosa”. Un’ulteriore garanzia di un lavoro appassionante e di qualità viene dalla sceneggiatura scritta da Ivan Cotroneo (“Una grande famiglia”). Interpreti principali sono Vanessa Incontrada (scoperta qualche anno fa cinematograficamente parlando da Pupi Avati), Loretta Goggi, per la quale ogni presentazione è superflua; accanto a loro Cesare Bocci (il famoso Mimì Augello a fianco del commissario Montalbano), e Daniele Liotti (bruno e bello, anche lui popolare per diverse apparizioni in tv). Vanessa Incontrada è Emma, medico, con tre figlie, che cambia vita e ‘scappa’ da Milano per rifugiarsi e lavorare sull’isola di Ponza; mentre Loretta Goggi è Elvira, una suocera ‘vecchio stampo’ e allo stesso tempo una nonna fortemente attaccata alle nipoti, che ‘insegue’ la nuora con la speranza di poter riportare tutte e quattro a casa.

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Set-Fiction.-Paolino-a-Mare

“Un’altra vita” è una storia di passione, che mette in evidenza la capacità delle donne di affrontare le avversità della vita conseguendo la giusta rivincita. Cesare Bocci è il marito di Emma, Pietro, che finisce in carcere con l’accusa di corruzione; Daniele Liotti è invece Antonio, un affascinante avvocato romano che nasconde tanti segreti. Nella finzione il medico Emma comincerà a prestare servizio nel presidio medico dell’isola, che nella realtà è la struttura del Poliambulatorio in località Tre Venti. Sullo sfondo della vicenda i panorami di Ponza, i suoi scorci più noti ma anche quelli meno conosciuti: angoli e panorami di mare, insieme a strade, vicoli e piazze. E naturalmente la presenza di molti ponzesi residenti, scelti come generici e comparse. Naturalmente l’attesa per l’inizio della fiction è vissuta con particolare emozione e curiosità sia da chi vive a Ponza sia da tutti quelli che la conoscono e la amano, come scoperta recente o di una vita.

un'altra vita bar tripoli

In occasione delle riprese che si sono svolte nei mesi scorsi nell’isola, alcuni luoghi hanno subito ritocchi e trasformazioni, anche solo nelle insegne di qualche esercizio commerciale, come il centralissimo Caffè Tripoli di Piazza Pisacane della storica famiglia Di Monaco (leggendarie le figure di nonna Angelina e di Mamena-Filomena), attualmente gestito con dal figlio di quest’ultima, Vincenzo Conte. In molti non vediamo l’ora di poter assistere a questa fiction, che ancora una volta porta all’attenzione nazionale una location straordinaria e unica come Ponza, nonché la quotidianità di una comunità nei mesi più duri dell’anno, quando vacanze e turisti sono ricordo, speranza e attesa. “U viccann’, ‘u villoc’, ‘i villann’”(eccolo, eccolo là, eccoli): con queste esclamazioni da questa sera saremo tutti con il dito puntato, per uno scopo buono, sullo schermo della tv.
Buona visione a tutti.

un'altra vita

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1 commento per “Un’altra vita”, giovedì in Tv la fiction di Ponza

  • silverio lamonica1

    Ho assistito, come tanti altri, alla prima puntata della fiction. Tralascio ogni critica sul cast: professionisti di altissimo livello. Le nostre “comparse” non sfigurano affatto, anzi. Mi soffermo, invece, sugli scorci panoramici: inquadrature bellissime, ma ciò che più mi ha colpito è Le Forna che la fa quasi “da padrona”, dal momento che la protagonista l’ha scelta come suo luogo di residenza, assieme alle tre simpaticissime figlie. Finalmente si valorizza, nel modo più giusto ed adeguato questo nostro stupendo angolo isolano. Un ottimo punto di partenza, non c’è che dire.

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