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L’omaggio di Ponza a Folco Quilici

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di Vincenzo Ambrosino
Folco Quilici.1

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Tutti noi abbiamo due grandi motivi per un grande grazie a Folco Quilici.
Il primo è perché con lui l’Italia ha imparato a sognare. Folco, la sua carriera di documentarista l’ha cominciata dopo la tragedia della guerra, dopo la tragedia del fascismo. Già durante la guerra si cantava “Se potessi avere mille lire al mese…”, ma quando è finita c’era una Italia a pezzi, con la gente che moriva di fame, che si litigava un pezzo di pane e il vestito nuovo era quello con il tessuto rovesciato. Così gli uomini o le donne avevano il taschino della giacchetta a destra e lo portavano con dignità.
In quegli anni Folco Quilici girava il mondo con la sua telecamera e consegnava a quell’Italia che si leccava le ferite, le immagini di un mondo meraviglioso, di terre incontaminate, di mari e spiagge, di fondali e vegetazioni che incantavano, che facevano dimenticare le ristrettezze del momento e facevano immaginare il Paradiso terrestre.
I suoi documentari, i filmati dei suoi viaggi in giro per il mondo, facevano sognare gli italiani.
Foto di Folco Quilici
Folco Quilici e il cinema
Folco Quilici. Libri.1
Il secondo motivo di ringraziamento ci riguarda direttamente.
Perché mentre tutti gli italiani sognavano di poter anche loro fare come Folco Quilici, andare nel Mar Rosso o in Polinesia, scoprire tutti quei mondi fantastici e incontaminati, tutti nel mondo sognavano di poter un giorno raggiungere quelle isole che Folco giurava essere le più belle di tutte in assoluto, che si trovavano proprio in Italia, nel nostro mare Mediterraneo.
L’Italia inseguiva il Paradiso inseguendo i viaggi di Folco; il mondo che guardava i suoi filmati aveva però scoperto che il Paradiso era a Palmarola e a Ponza, che Folco ha fatto conoscere con il suo amore per le nostre terre.
Alba sulle Ponziane
Il Paradiso è qui. E’ a Palmarola che Quilici ha definito un miracolo, la terra emersa più bella del mondo. E’ a Ponza e a Zannone, nell’arcipelago che Quilici ha ribattezzato “Pontinesia”, precisando che la Polinesia è seconda rispetto alle Ponziane.
Lui ha fatto sognare agli italiani il mondo e il mondo con lui ha sognato Palmarola e Ponza.
Per questi due motivi di immensa gratitudine il prossimo Consiglio Comunale conferirà la cittadinanza onoraria al maestro Folco Quilici
Folco-Quilici. 1993
Folco Quilici. Libri.2
Folco Quilici.2
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5 commenti per L’omaggio di Ponza a Folco Quilici

  • Questo su scritto è l’omaggio che il Sindaco Vigorelli ha tributato al grande amico di Ponza Folco Quilici nella serata a Lui dedicata ma è l’omaggio che tutti in ponzesi residenti e non condividono in pieno.

    Finalmente tutti siamo d’accordo, anche gli amici di Ponzaracconta – che hanno voluto liberamente valorizzare l’articolo con bellissime immagini – sulla scelta che questa amministrazione ha fatto di riconoscere a Folco Quilici la Cittadinanza Onoraria.

    Nel dare il benvenuto a Ponza al neo cittadino Folco Quilici, io voglio ancora una volta ricordare a tutti che le isole si salvano solo salvaguardando la residenza perché solo i residenti, quelli che vivono tutto l’anno che – come ci ha mostrato Folco Quilici nel suo storico “Oceano” – possono portare la “terra dalle grandi isole alle piccole” tutti gli altri fanno il contrario prendono dalle piccole isole e portano via abbandonandole al loro destino: questi sono i predoni, i pirati, i conquistatori, gli speculatori.

  • Silverio Guarino

    E come dimenticare quelle immagini del film “Sesto Continente”, con un certo Silverio Zecca ponzese (Zecchetiello), immortalato dal grande nuovo concittadino mentre nuotava con maschera e tubo, preceduto davanti al vetro della maschera da quel pesciolino che lo aveva preso “in affidamento” (di cui il nostro biologo marino ci fornirà nome e cognome e le cui immagini Sandro Russo saprà tirare fuori dal web)!

  • La Redazione

    Quello che Vincenzo Ambrosino, autore di un ineffabile commento all’articolo, non ha detto né fatto capire, al momento dell’invio dello scritto su Folco Quilici alla Posta del Sito, è che lo scritto era di Vigorelli. Infatti è stato pubblicato a suo nome (di V. A.). Che non fosse lui l’Autore lo abbiamo saputo successivamente, in mattinata, leggendo i giornali on-line.
    Senza nulla togliere a Quilici e allo scritto di Vigorelli, semplicemente, Vincenzo, quando si cita uno scritto altrui si specifica, se ne cita la fonte o si virgoletta, o meglio, tutte le cose insieme.
    Questo per prassi futura.

  • Luisa Guarino

    Caro Vincenzo,
    anche se la Redazione di Ponzaracconta ha già corretto il tiro in merito al ‘tuo’ articolo di ieri, non riesco a trattenermi dall’esprimere il mio personale e a dir poco contrariato commento, sia in veste di lettrice che di direttore del sito. Quando ieri ho letto il ‘tuo’ scritto ho provato una sensazione di ‘deja vu’, e ho capito subito perché. Quelle parole le avevo appena lette pari pari su un articolo del Quotidiano di Latina, a pagina 27 per la precisione. E il testo era giustamente tutto riportato tra virgolette in quanto si trattava delle parole del sindaco di Ponza. Cosa che invece tu ti sei ben guardato dal fare, facendo passare quel testo per farina del tuo sacco, salvo poi poco dopo precisarlo con un secondo intervento (mai visto un autore che si commenta, e subito, da solo). In passato ti sei fatto spesso portavoce del sindaco, immagino non richiesto; ora addirittura fai tue le sue parole. Davvero inconcepibile. E aggiungi pure la sviolinata agli amici di Ponzaracconta “che hanno voluto liberamente valorizzare l’articolo con bellissime immagini”. Vorrei vedere! Parliamo di Folco Quilici e delle nostre isole, mica roba da poco! Ma tu, chi vuoi prendere in giro? Credo che sia meglio che lasci stare questo sito e ti dedichi a Facebook, dove avrai certo più soddisfazioni e sarai ‘libero’ di scrivere qualsiasi cosa. Tanto lì chiunque apre bocca e ci dà fiato.

  • Cara Luisa, dopo il commento della redazione che definiva il mio precedente commento ineffabile tra di noi in privato c’è stato uno scambio di e-mail e alla fine si è arrivati a riconoscere il malinteso ed equamente ci siamo assunti la responsabilità dell’accaduto.
    Ribadisco io ho inviato in redazione il testo di Vigorelli che aveva come titolo “Omaggio di Vigorelli a Folco Quilici” e assolutamente non avevo interesse a impadronirmi di tale omaggio. Se proprio lo vuoi sapere, al di là della importanza di Folco Quilici la cittadinanza onoraria l’avrei conferita ad un altro signore di nome Gabriele Panizzi che in passato, ha fatto concretamente per i cittadini di Ponza molto di più.
    Cara Luisa, virgolette o non, quando io ti mando un testo che ha come titolo “Omaggio di Vigorelli a Folco Quilici” rimane fatto da Vigorelli, possiamo cambiare anche titolo e dire “Omaggio di Ponza a Folco Quilici” ma rimane fatto da Vigorelli come Sindaco non certo dal cittadino Vincenzo Ambrosino che non rappresenta l’isola ma se stesso.
    Questo errore è scaturito da un malinteso e non certo da un raggiro, perché siamo persone che hanno la presunzione di fare opinione mettendoci la firma e non certo anonimi irresponsabili che possono permettersi di aprire bocca e dare fiato, magari con simpatici, pittoreschi colloqui.

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