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0009-009 k2-31 v4-3 q-33 34 L'approdo romano presso Cala Inferno

Quando Radio Ponza Top Spin era “on air”

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di Luisa Guarino
On air

 

Alla notizia che forse presto Ponza avrà di nuovo una voce radiofonica, seppure sul web invece che via etere, sono andata subito indietro con il tempo alla mia personale esperienza con Radio Ponza Top Spin, creata negli anni ’80 (correggetemi se sbaglio) dalla vulcanica mente di Rino Cordella, padre dell’attuale direttore artistico di “Ponza Estate” Francesco Maria Cordella.
La postazione da cui l’emittente trasmetteva si trovava in località “Scotti”, dov’era la casa della famiglia Cordella. Ne facevano parte tecnici e collaboratori quasi tutti provenienti dalla zona dei Lepini, Sezze, Priverno e altri centri, se ricordo bene, ma non ho mai approfondito.

Come ho già avuto modo di dire, le estati dell’89 e ’90 le ho vissute da una postazione privilegiata, la libreria aperta nei locali dell’abitazione di Via Roma da sempre di proprietà della mia famiglia materna (la bisnonna Giuditta, la nonna Fortunata, mia madre Olga che ci è nata, tutte di cognome Mazzella).
Ricordo che un giorno, quasi timidamente e con la delicatezza che gli era propria, il patron Rino Cordella, che naturalmente conoscevo molto bene, mi chiese se volevo/potevo curare dei notiziari per la sua radio. Già da qualche tempo lavoravo nella redazione del quotidiano “Latina Oggi” a Latina; quando potevo e c’erano notizie scrivevo per loro degli articoli sulla macchina elettrica, che poi inviavo via fax grazie alla disponibilità e cortesia di Maurizio Musella e Stefania.

Tempo a disposizione in libreria ne avevo, così non mi era costato troppo, anzi mi aveva fatto sinceramente piacere, dare vita a notiziari incentrati soprattutto su fatti e vicende dell’isola.
Carabinieri, Guardia Costiera e Finanza sul Molo Musco, a un passo dalla libreria, mi permettevano, in caso di notizie di cronaca, di essere informata in tempo reale. Qualche altra notizia la prendevo dal mio stesso giornale, che allora era l’unico quotidiano locale, e se era il caso dalle pagine del Messaggero e del Tempo. Se ricordo bene facevo due, forse tre edizioni del notiziario, al mattino, ora di pranzo, pomeriggio.
Ricordo che srotolavo la prolunga del telefono, socchiudevo la porta d’ingresso della libreria (due pesanti imposte di legno che erano una vera opera d’arte, e che più di una persona mi aveva chiesto di poter acquistare) e con una discreta riservatezza leggevo i miei notiziari.

La radio andava bene ed era molto seguita, Rino era contento e mi dimostrava con calore e affetto la sua riconoscenza.
Per me è stata un’esperienza unica e irripetibile; mi è capitato negli anni successivi, una volta tornata in pianta stabile nella redazione di Latina Oggi, di fare qualche notiziario per un’emittente della città, spesso per sostituire qualche collega, ma il fascino di quella breve e intensa programmazione giornaliera per Radio Ponza Top Spin davvero non ha avuto eguali.

Ma tutto questo non sarebbe stato possibile, senza quel personaggio elegante e un tantino eccentrico che era Rino Cordella, un gentleman dal sorriso contagioso, sempre vestito di bianco.
Ritengo che Ponza gli debba parecchio. E mi auguro che non lo dimentichi.

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