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Tracce stellari

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di Francesco Antonio Piras
Filippo Rivetti. National Geogr. Concorso Photo of the year

 

Ho potuto ammirare anch’io la bellissima foto nella quale si vedono tantissime tracce stellari.
Alla domanda posta da qualcuno, se si tratti di un artefatto, posso rispondere di no, perché tenendo l’otturatore aperto della macchina fotografica, bastano poche ore di esposizione per ottenere buoni risultati.

Oltre ad essere opere artistiche queste foto servono a dimostrare il principale movimento della terra, ossia quello di rotazione.

Per i più piccoli dei nostri Lettori appassionati di astronomia ricordo che la Terra compie un giro completo intorno al proprio asse in 24 ore. Tale movimento viene chiamato dagli astronomi “giorno” e determina l’alternarsi del dì e della notte. Quindi se andate a cercare la parola ‘giorno’ nel vocabolario troverete: “tempo che la Terra impiega a compiere un giro completo intorno al proprio asse, pari a 24 ore”.
Quindi il dì è il periodo del giorno durante il quale vi è luce e la notte è la parte del giorno in cui vi è buio.

Ma torniamo alle tracce stellari.

Esse visualizzano l’apparente movimento della volta stellata, evidenziato da archi luminosi disegnati dalle stelle grazie al movimento di rotazione della Terra.

Piras.1

Per ottenere un risultato del genere è innanzitutto necessaria molta pazienza e, soprattutto, un’ottima macchina fotografica.

La Stella Polare è rappresentata dall’arco troncato che si può notare nel centro dei cerchi concentrici. Questo dimostra che l’asse terrestre non punta esattamente sulla Polare.

Gli archi luminosi aumentano la loro ampiezza con il variare della loro distanza prospettica dalla Stella Polare, situata vicinissima ad una zona del cielo dove punta l’asse di rotazione terrestre. Questi archi assumono varie tonalità cromatiche in base al colore delle stelle che possono apparire azzurre, bianche, gialle, arancio o rosse. Ciò è dovuto al fatto che le stelle emettono radiazioni luminose differenti in base alla loro temperatura superficiale, più sono fredde più tendono verso il rosso, per passare all’arancione, giallo, bianco o azzurro all’aumentare della loro corrispondente temperatura.

Osservate quest’altra foto.

Piras.2. Stella polare e tre tracce

In questa immagine l’otturatore della fotocamera, con l’asse dell’obiettivo puntato sulla Stella Polare, è rimasto aperto per un’ora. Sono evidenziate tre tracce (1, 2 e 3) per meglio evidenziare la loro forma ad arco sotteso allo stesso angolo.
Le stelle, sul fotogramma, hanno tracciato brevi tratti corrispondenti ad 1/24 dell’intero intervallo di un giorno, quindi un angolo pari alla stessa frazione dell’angolo giro cioè 1/24 di 360° = 15°.
Tutte le stelle, mantenendo le stesse posizioni reciproche, si sono mosse lungo tracciati “tutti” corrispondenti al tempo di un’ora e quindi alla velocità angolare di 15°/ora.

Il posto ideale per ottenere queste meravigliose foto è, come si può  ben immaginare, al polo Nord.
Ma come si vedrebbero le tracce stellari se puntassimo la macchina fotografica a Sud?

È risaputo che nell’emisfero sud (al di sotto dell’Equatore) non si ha una stella verso la quale punta l’asse terrestre sud.
Quando non esistevano le bussole i naviganti si aiutavano con la “Croce del sud”.

La Croce del sud

Piras.3 Croce del sud

 

La costellazione della Croce del Sud (cliccare la foto superiore per ingrandire e leggere i nomi) è una delle più brillanti e caratteristiche del cielo australe. Acrux, all’estremo meridionale della ‘Croce’, è la tredicesima stella più brillante del cielo. Si può affermare che la Croce del Sud fa da controparte australe all’asterismo del Grande Carro dell’emisfero boreale, in quanto è visibile in tutte le notti dell’anno e consente di individuare il polo sud celeste.

Il metodo più semplice per rintracciare il polo sud celeste consiste, una volta identificata la Croce del Sud, nel tracciare una linea che parta dalla stella più settentrionale della Croce e scenda alla più meridionale, secondo l’asse maggiore, prolungandola nella stessa direzione per circa cinque volte. Al termine, si arriva in un’area di cielo quasi priva di stelle, dove sono osservabili, in un cielo limpido, solo alcune stelle di quinta magnitudine, sparse.
Lì ricade il polo sud celeste, in un punto quasi al centro della debole costellazione dell’Ottante.

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Ed ecco un’immagine con le tracce stellari dell’emisfero sud.

 

Immagine di copertina. Foto di Filippo Rivetti per National Geographics, concorso ‘Photo of the Year’; 2014

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