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Là dove finisce la strada…

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di Alessandro Vitiello (Sandro)

 

A Cala Caparra c’è un ristorante che, dalla fine degli anni settanta, è una meta per quanti si vogliono fermare a pranzare per degustare i piatti tipici della nostra isola.
Punto di riferimento di questa bella iniziativa imprenditoriale sono Anna Vitiello e la sua famiglia.
Già da prima di questa storia da quelle parti c’era un punto di ristoro.
Da sempre io ricordo un’insegna molto approssimativa attaccata sul muro di una casa scavata nella roccia: “Bar cucina da Santina”.

1. Da Santina

Si era ragazzini e, dopo aver salito i duecento e passa gradini del Gaetano, consideravamo un premio comperare una bibita da quell’anziana signora -Santina appunto- che gestiva, nella bella stagione, questo bar molto rustico.
Solo su prenotazione preparava il pesce o qualche zuppa di lenticchie.
Erano anni di un turismo con piccoli numeri e questa parte dell’isola vedeva arrivare pulmann pieni di gente che, nelle ore centrali della giornata, si affacciavano a guardare il lato sud-est dell’isola e poi se ne tornavano al porto.

2. Da Santina. Vecchia foto

A volte qualcuno comperava qualcosa da bene, altrimenti passavano e basta.
Con l’evoluzione che c’è stata negli anni settanta sono cambiate tante cose e anche a Cala Caparra si è iniziato a vedere qualche iniziativa che favorisse l’ospitalità.
Il primo è stato Angelino Vitiello; folle e dinamico personaggio.

3. Angelino

Pescatore, muratore, ristoratore e pure musicista che intratteneva con la sua fisarmonica gli ospiti.
In cucina sua moglie Assuntina aiutata da altre donne della zona a gestire un successo immediato.
Era bello vedere tutta quella gente che finalmente trovava anche dalle nostre parti, in culo all’isola, un posto dove mangiare bene a prezzi sicuramente contenuti.
I suoi figli continuano oggi con professionalità il lavoro iniziato dai genitori.
Quando Santina, a Punta Incenso, ha capito che non era più il suo tempo ha lasciato il testimone ad Anna, moglie di Raffaele, suo figlio.

4. Punta Incenso da Anna

I primi anni sono stati incredibili: tavoli e sedie che manco uno era uguale all’altro, il menù raccontato a seconda di quanto si riusciva a preparare in spazi molto limitati.
Eppure la passione e la voglia di fare di Anna, coadiuvata per tanti anni da sua sorella Giuseppina, ha avuto ragione sui tanti problemi che via via si presentavano.

5 Da Anna.2

Ha permesso a quello spazio fatto di una piccola stanza dove cucinare ed un cortile, dove se pioveva non si cenava, di diventare l’importante realtà che oggi si apprezza, là dove si ferma il pullman.
I figli sono cresciuti e adesso è già pronta la generazione dei nipoti ma Anna non molla.
Lei è lì a controllare che tutto giri alla perfezione.

6. Da Anna. Immagine da libro

Come si usa dire, la sostanza dei suoi piatti vive ancora del suo modo di vederli.
C’è storia nelle sue zuppe o nel suo modo di cucinare il pesce.
C’è un approccio antico nel suo lavoro.
C’è il piacere di rivendicare con orgoglio la tradizione culinaria della nostra isola.

7. Veduta dalla fine della strada

Se poi qualche volta si ha la fortuna di sedersi a tavola con loro, nel retro del ristorante, lì si fa un salto in quel passato culinario della nostra isola di cui si parla spesso ma che pochi conoscono.
Auguriamo lunga vita a questa incredibile donna perchè il suo insegnamento ci è prezioso.

 

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