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Il ritorno di Viskovitz

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segnalato da Sandro Russo

 

Viskovitz! Chi era costui? – Nunn’è ’nu nomme ’i Ponza… Arradda esse d’i Fforne!
No, non è neanche delle Forna, Viskovitz..!

“Sei una bestia, Viskovitz” è il libro geniale di Alessandro Boffa, biologo e ‘scrittore per caso’; un testo ormai di culto, tradotto in venti lingue che ha avuto tre anni fa una riduzione teatrale da parte di una nostra amica…

Viskovitz Book

Il volumetto di Alessandro Boffa (140 pp.; 2000; Garzanti Ed.;). La chimera fantareale della copertina è del disegnatore Franco Matticchio

 

“Com’era papà?” – chiesi a mia madre.
“Croccante, un po’ salato, ricco di fibre”.
“Prima di mangiartelo, voglio dire”

[Colloquio tra Viskovitz-mantide e sua madre]

 

“Papà, voglio smettere di bere”.
“Non dire sciocchezze, Visko, sei una spugna!”

[Colloquio tra Viskovitz-spugna e suo padre]

Le storie, pur nelle diverse figurazioni ‘bestiali’, hanno degli elementi comuni. L’animale, ovvero ‘la bestia’ – protagonista e io narrante – si chiama sempre Viskovitz; ha degli amici (o antagonisti, sodali, fratelli) in secondo piano, di nome Zucotic, Petrovic e Lopez; ha delle compagne, ma un unico Grande Amore: sempre di nome Ljuba, nelle diverse caratterizzazioni.

Il libro delinea una ventina di ritratti – alcuni folgoranti, di una sola pagina; il più lungo, una quindicina di pagine – di altrettanti esseri viventi, in un ordine non filogenetico… Spazia dal ghiro alla spugna, dal cane alla tenia, allo scarafaggio, allo scorpione e chiude – ma ci sarà una ragione – con un Viskovitz-microbo, che propriamente ‘animale’ non è, ma nella rappresentazione costituisce il passaggio da un insieme sparso di cellule a un organismo unitario. Che perviene a una scoperta fondamentale: che l’essere individuale – e quanta fatica per diventarlo – deve morire!

La precisione del rimando è garantita dall’essere l’Autore un biologo; l’anatomia e le funzioni sono assolutamente precise e si prestano a slittamenti di senso e calembours molto godibili.

Il rovello dominante di Viskovitz è il sesso. Ma nei modi che solo un biologo può conoscere e raccontare; imprevedibile e aberrante quanto si vuole (secondo parametri umani) ma sempre necessario e funzionale all’imperativo della riproduzione. E rigorosamente ‘a-morale’.

Viskovitz, in quanto vivente, ha i suoi tempi ben scanditi. Nasce, cresce, vive (sopravvive), si riproduce, cerca di non morire. Quel che non è biologicamente determinato e che fa di lui un caratteriale – o un sovversivo – è  l’‘Amore’: l’amore per Ljuba (qualunque sia la forma che essa prende). È questo che in definitiva lo apparenta a noialtri ‘umani, troppo umani’.

“Sei una bestia, Viskovitz” è anche uno spettacolo teatrale, molto fedele al testo, con una sua godibilità legata alla diversa forma espressiva e alle possibilità della voce. Con qualche perdita – le venti ‘bestie’ del libro sono ridotte a sette – e qualche aggiunta…
Si poteva immaginare, solo leggendo, un Viskovitz-spugna che parla veneto, una carnale Ljuba-pesce romagnola o uno squalo siculo?

Daniela Di Giusto è l’attrice – nonché adattatrice e regista – del lavoro.

Guarda su YouTube, una sintesi dello spettacolo del 2010:

 

Daniela, a distanza di tre anni dall’apprezzato debutto con numerose repliche al Teatro dell’Orologio di Roma, ripropone il suo spettacolo al Fontanone del Gianicolo venerdì prossimo 22 agosto alle ore 22,15.
Per quelli tra i nostri Lettori  che si trovano a Roma, questo venerdì sera di agosto, uno spettacolo da non perdere!

Sei una bestia Viskovitz

La locandina con la sede e l’ora dello spettacolo: cliccare per ingrandire

La locandina completa dell’evento. in file .pdf  di grande formato: Sei una bestia Viskovitz

La recensione più completa, con le foto di scena, su “Mag O”, il Magazine della Scuola di Scrittura ‘Omero’: leggi qui

 

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