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Evoluzione della bancarella

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di Luisa Guarino
Bancarella Vincitrice premio bambino

 

Io da bambina non l’ho mai fatta, ma si perde nel tempo il ricordo delle prime bancarelle apparse a Ponza. Le allestivano ragazzini, soprattutto maschi, ed erano costituite da cassette di legno, quelle della frutta e della verdura, rovesciate a formare una serie di piccole tavole, su cui venivano esposti soprattutto giornali, fumetti, conchiglie. Luogo d’elezione di questi mercatini improvvisati era soprattutto Piazza Pisacane, davanti al monumento ai Caduti, al massimo spingendosi verso il Bar Tripoli.

Con gli anni i commercianti in erba si sono moltiplicati, alcuni talmente piccoli da richiedere accanto la presenza di mamma o papà. Le bancarelle hanno proliferato lungo tutto il corso, fino a Sant’Antonio, con prodotti sempre più vari e appetibili: oltre a fumetti e piccoli libri, le ‘solite’ conchiglie e qualche stella di mare sbiadita da far piangere il cuore, talvolta anche un po’ puzzolente, il carapace di un granchio fellone, qualche piccolo oggetto o soprammobile tipo pesca di beneficenza, piccoli manufatti.

Come certi braccialetti che si confezionavano ai miei tempi con la tecnica dello ‘scoubidou’  e che ora si confezionano anche con ‘maglie’ differenti. La materia prima, lacci di plastica di tutti i colori, si comprava da Totonno, sulla Punta Bianca. Nel frattempo i piccoli commercianti avevano cambiato fisionomia: la stragrande maggioranza non era rappresentata più da maschi ma da femmine. Bambine di Ponza o ‘forestiere’: intraprendenti, dal piglio deciso, pronte a richiamare l’attenzione dei probabili acquirenti.

Lo scorso mese di giugno, nei giorni della festa di San Silverio, con mia cugina mi sono lasciata sedurre da un braccialetto fatto con un cordoncino molto morbido ed elastico, con gancetto di chiusura, bicolore. Ne abbiamo presi uno per ciascuna, pagando il dovuto alla ‘titolare’ della bancarella. Fatti pochi passi, ci siamo ritrovate a passarle davanti e l’abbiamo vista impegnata in una furibonda discussione con una ragazzina più grande: quasi venivano alle mani.

Sorprese e dispiaciute abbiamo chiesto spiegazioni. E la grande, sorella maggiore della ‘venditrice’ ci ha risposto: “Non vuole darmi la mia parte: io ho comprato il materiale, ho fatto i braccialetti, e vuole tenersi tutto lei”. Sono rimasta interdetta. Anche la gestione delle ‘bancarelle’ a Ponza è cambiata. E come molte altre cose non certo in meglio.

 

Bancarella di Nicolo n. 2

 

Bancarella n. 17. Seconda class.

 

Bancarella n. 5. Vincitrice

Le foto che corredano l’articolo si riferiscono alla Gara delle Bancarelle del 3 Agosto 2013, ideato da Monia Sciarra, alla sua quinta edizione, nella tradizionale suggestiva cornice di piazza Chiesa di Le Forna.

Da: www.ponzacalafelci.com

 

 

 

 

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