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Il libro di Franco De Luca, “Frammenti di Umanità”

di Sandro Vitiello

Sto leggendo il libro di Franco De Luca “Frammenti di umanità” e mi piace avere conferma che il nostro amico Franco ha la grande capacità di raccontare le vicende della nostra isola facendole diventare storia.

E’ un piacere unico vedersi passare davanti, attraverso le sue parole, piccole perle di vita quotidiana.
Ho letto con grande interesse soprattutto le vicende di zi’ Innaro; pescatore del porto che faceva lo stesso mestiere di mio padre e di tanti altri uomini della parte nord dell’isola.
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Zi’ Innaro andava in Sardegna a pescare aragoste nella parte nord-orientale dell’isola tra La Maddalena ed Arbatax.
Aveva i suoi fidati marinai, aveva la mburchiella che ritirava le aragoste pescate dalla sua barca e aveva grande fiducia nella sua capacità di andare per mare e di capire gli uomini.
Eppure il mondo di zi’ Innaro era un mondo di sofferenze in luoghi lontani da casa e con il minimo indespensabile che serviva per la sopravvivenza e che a volte non c’era neanche.
Ne abbiamo già parlato e pure scritto della vicenda dei pescatori ponzesi in Sardegna eppure ogni volta che arriva una nuova testimonianza ci si accorge che questa è parte di un racconto corale fatto da uomini diversi accomunati da un destino pesante da vivere.
Zi’ Innaro capisce, come i miei parenti dalle parti di Vignola, che potrà resistere in quella zona della Sardegna solo se riesce a costruire rapporti civili e solidali con i pastori di quelle terre.
Il pretesto che permette ciò avviene in una notte di tempesta quando, oltre a rischiare di perdere il pescato di diversi giorni di lavoro, lui e i suoi uomini, rischiano di perdere anche il giovane Tonino, marinaio di undici anni volato fuori dalla barca nel mare in tempesta.
Il ragazzo raggiunge a nuoto la riva e viene accolto ed accudito da una famiglia di pastori che abitava lungo quella costa.
Un incontro fortuito diventa l’occasione per creare e consolidare un’amicizia che diventa nel tempo opportunità per alleviare tante sofferenze di quella gente.
Consiglio ai miei amici di leggere questo libro di storia locale.
Ci racconta della capacità della nostra gente di vivere in una situzione sicuramente più difficile del tempo che viviamo adesso.
Eppure essi sapevano che, oltre a san Silverio, non c’erano altri santi a disposizione.
Ieri come oggi.
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