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Il Progetto Museo (4)

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La Redazione
Museo subacqueo. Cancun-Underwater-Museum. Circle

 

Per le puntate precedenti digita – Progetto Museo – nel riquadro CERCA NEL SITO, in Frontespizio

 

Pochi giorni fa su “La Repubblica” è uscito un interessante dossier sui Musei in Italia – leggi il relativo file .pdf in note (1).
Interessante perché in una serie mirata di articoli si mettono in luce alcuni aspetti su cui a Ponza stiamo discutendo da diverso tempo. In effetti quando parliamo di musei, siamo tutti d’accordo nell’evidenziare che un Museo non è solo spazio per contemplare un’opera, magari dopo file chilometriche, solo perché “famosa”. E, di conseguenza, snobbarne tante altre perché non di tendenza!

Per dirla con le parole di Antonio Natali, direttore degli Uffizi di Firenze:
Deve crescere il gusto e diminuire il conformismo. Se in Italia si parla solo degli Uffizi, il museo, e solo quello, sarà sempre strapieno».
Come dire, stavolta con la testimonianza di una guida: «La gente si accalca davanti ai dipinti, spintona, sgomita, scatta una foto e prosegue senza neppure guardare il quadro».

C’è necessità di de-localizzare, per evitare un uso consumistico dell’opera esposta, e nel contempo rilanciare realtà meno note, ma non per questo povere di fascino e di cultura, anzi… In tale contesto un Museo diventa strumento per connotare una comunità, dando nel contempo emozioni al visitatore esterno:
“Ma la colpevole insistenza sul turismo come ragione ultima delle cure dovute al nostro patrimonio culturale trascura il solo punto essenziale: quel patrimonio non è dei turisti, ma dei cittadini; è “nostro” a titolo di sovranità (questo dice la Costituzione), è consustanziale al diritto di cittadinanza, serbatoio di energie morali per costruire il futuro” (1).

Condividiamo, e, rilanciamo: il patrimonio di una collettività non può essere “prodotto” usa e getta, estemporaneo, oggetto di consumo appunto, ma costruzione incessante della storia degli individui e della comunità, in cui passato, presente e futuro sono da considerare in un continuum che rappresenta la carta d’identità della comunità stessa.

Prendiamo spunto da queste considerazioni sulle recenti tendenze e vedute relative ai Musei, per chiudere il cerchio del discorso sul Museo a Ponza.

 

Abbiamo svolto una rivisitazione della “storia” dei Cameroni  (1a parte – leggi qui ); quindi un breve excursus su alcune vicende legate ai diversi tentativi di proporre un Progetto Museo a Ponza (2 a parte – leggi qui ), nella terza parte abbiamo accennato ad alcuni contenuti così come a suo tempo furono elaborati dalle diverse associazioni isolane, frutto – è importante sottolinearlo – del contributo di tutti, oltre ad ulteriori elaborazioni aggiunte successivamente (leggi qui).

Che poi questi contributi non abbiano portato a risultati concreti ma addirittura ad una divisione, in occasione di un bando mai concretizzatosi, è aspetto, riteniamo oggi a distanza dai fatti, irrilevante.

Ancora più importanti delle proposte contenute in quei progetti, infatti, erano le considerazioni e motivazioni da tutti condivise che ne costituivano il presupposto e che restano tuttora valide.
Certo, gli elaborati prodotti nel passato dalle associazioni ponzesi non sono da leggere come un progetto finito, ma una bozza di partenza su cui lavorare.
Una buona base di partenza, però!

Museo subacqueo Cancun underwater Museum. Faces
Riportiamo qui di seguito i punti qualificanti di un’idea di Museo che tiene conto delle proposte fatte in passato alla luce delle modificate esigenze: un’elaborazione tuttora in progress…

⁃  la troppo breve stagione turistica ponzese, potrebbe trovare in un ben strutturato progetto museale un valido ausilio atto ad allungarne il periodo, fornendo per suo tramite un piacevole arricchimento culturale ed un’alternativa alla vita di mare. Aggiungiamo che questo programma andrebbe ulteriormente supportato da ulteriori progetti: esterni, ma con un corrispettivo conoscitivo e documentale che facciano capo al Museo stesso.
Intendiamo:
– visite guidate ai reperti archeologici di cui l’isola è ricchissima;
– percorsi naturalistici nelle diverse stagioni (Ponza è un ‘museo all’aperto della flora mediterranea’, si è detto in altre occasioni! – leggi qui );
– percorsi enologici e approfondimento sulle tecniche tradizionali di produzione del vino;
– la cucina tradizionale e i prodotti tipici locali;
– l’artigianato locale, per quanto ancora ne rimane (…anche per dargli nuovo impulso – perché no?).
Si configurerebbe in tal modo l’idea di un “Museo diffuso” per la cui fruizione gli utenti sarebbero ancora da ‘inventare’: non è difficile, ma si tratterebbe di un target turistico diverso da quello prettamente estivo/balneare attuale;

⁃   Da questo primo aspetto, in un ‘circolo virtuoso’, ne dovrebbe scaturire un secondo: l’incremento della residenzialità, corollario di una stagione turistica meno breve.

⁃  Sicuramente è da considerare il turismo scolastico, che finora – e non a caso – è sempre stato poco presente nella nostra isola. Inoltre una maggiore attenzione ai mass media, la partecipazione a fiere promozionali; il collegamento con portali web di viaggi e vacanze e agenzie turistiche (on-line o meno)

⁃  A proposito di ‘richiamo turistico’ – in tempi, come accennato, purtroppo tendenzialmente legati ad un uso consumistico della cultura – l’idea di uno spazio non solo espositivo, ma “sociale”, dinamico, con uso di moderne tecnologie virtuali, la creazione di un sito internet dedicato, di laboratori, di spettacoli a temi, di una cultura insomma viva e in grado di suscitare emozioni, sono idee vincenti, adatte ad un mondo in continuo mutamento.

⁃  Reti di musei.
 Un’opzione da valutare potrebbe essere quella di far entrare la nostra struttura a contatto con altre realtà del settore, presenti in un territorio più vasto come quello provinciale, attraverso la partecipazione a sistemi museali territoriali. Tale ipotesi, oltre a rappresentare anche simbolicamente la creazione di un ponte teso a superare la discontinuità territoriale tipica di un’isola, comporterebbe una serie di innegabili vantaggi quali lo scambio di materiale (di tipo bibliotecario, ad esempio, ma non solo) e di competenze tecniche (nel caso, ad esempio, di Mostre temporanee o Convegni); inoltre la possibilità di coordinare veri e propri percorsi turistici, nell’ambito di quel raccordo tra i Comuni (e le rispettive tipicità) del basso Lazio, più volte auspicato ma mai finora realizzato.

Museo subacqueo. Attesa

 

Qualsiasi ulteriore sviluppo di questi progetti è tuttavia subordinato alla volontà del Comune che, al momento non offre alcuna idea organica; solo segnali apparentemente non collegati tra di loro.

E apriamo un diverso aspetto del problema.

Lo scorso mese di giugno, l’Amministrazione ha richiesto, tramite la Provincia di Latina, all’Assessorato Regionale alla Cultura un contributo finanziario di 55.000 € – poco meno della metà del quale destinato all’assunzione ‘a progetto’ di un archivista – per la digitalizzazione del nostro Archivio Storico [leggi in Note (2) la relativa Delibera in file .pdf ], che come sappiamo versa in condizioni di abbandono sia in ordine alla conservazione del materiale che della struttura.

E ancora… i locali della ex scuola media Carlo Pisacane sono stati compresi nella domanda per i lavori di riqualificazione del “Progetto 6000 Campanili” [nota (3) (4)] ma non è chiaro a quale uso l’amministrazione intenda adibirli, se ad uffici comunali o luoghi “per l’aggregazione sociale” (come è citato nella Delibera e mostrato nelle foto annesse ad un documento più particolareggiato): in questo caso il finanziamento (nel caso fosse concesso) potrebbe interessare anche il Museo.

La nostra idea in merito crediamo sia ormai chiara: non esiste una località a ‘vocazione turistica’ in Italia che non abbia sviluppato un’offerta in cui il carattere locale sia ben messo in evidenza, attraverso musei, artigianato, valorizzazione dei luoghi.

Senza tutti questi elementi il turismo semplicemente non esiste, se non come fatto quasi accidentale, sporadico, alla lunga ‘insostenibile’. Che è esattamente quello che stiamo vivendo a Ponza. Come non esiste valorizzazione degna di tal nome, senza il pieno coinvolgimento di tutti i ponzesi.

Museo subacqueo. Cancun. Folla

Note

(1) Articolo da Repubblica di Salvatore Settis. Apri qui il file .pdf Da ‘La Repubblica’ del 30 luglio 2014. Se troppo successo fa male al museo

(2) Delibera comunale relativa allo sviluppo museale:  Delibera di Giunta n° 100. Sviluppo museale: Delibera di Giunta n° 100 del 27 giugno 2014. Musei di Enti Locali

(3) Il Programma 6000 Campanili è nato nel 2013 da un accordo tra il Ministero delle Infrastrutture e l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani, e si configura come un fondo dedicato ai Comuni più piccoli per la realizzazione di progetti specifici.

(4) Delibera Comunale relativa a “Lavori per la Riqualificazione funzionale della Sede Comunale, l’adeguamento tecnologico, l’accessibilità ai diversamente abili e l’aggregazione sociale”: Delibera di giunta n° 91 del 15.10.2013. Accesso al fondo 6000 Campanili

Foto di copertina e nel testo.
Immagini del museo subacqueo di Punta Cancun, che protegge la costa occidentale dell’Isla Mujeres in Messico, reso possibile grazie all’idea di Jaime Gonzales Cano (direttore del parco nazionale), di Roberto Diaz (presidente del museo sottomarino) e alle creazioni artistiche di Jason de Caires Taylor (2009)

Museo subacqueo. Osservaz dall'alto

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