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L’esperienza di un Corso di Astronomia per non vedenti

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di Francesco Piras
Seminario di Astronomia per non vedenti

 

Dal 21 al 26 luglio 2014 l’APA (Associazione Pontina di Astronomia) ha tenuto a Latina per il quarto anno consecutivo il corso di astronomia per non vedenti.

Hanno partecipato alla selezione ciechi da tutta Italia, ma sono stati accolti solo i primi otto che si sono iscritti. Le richieste sono state tante ma il numero dei partecipanti è stato limitato a 8 per ovvie ragioni didattiche: 16 mani sono tante su uno o al massimo due strumenti didattici per ogni argomento trattato.

Si sono ritrovati presso il “Palazzo della Cultura” tutte le mattine dalle ore 9:00 alle 12:00, supportati dai loro accompagnatori per l’assistenza.
L’atmosfera satura di curiosità e di molteplici aspettative li ha coinvolti anche nelle ore pomeridiane e serali con gite culturali nel territorio.

Al vicepresidente dell’Associazione Pontina di Astronomia, Magg. Andrea Miccoli, è stata affidata la conduzione didattica con la collaborazione dello scrivente Antonio Francesco Piras, insegnante con specializzazione polivalente nella disabilità, presso la scuola media Virgilio di Lavinio.

I partecipanti, tutti adulti, si diversificano tra loro: alcuni sono ciechi dalla nascita, altri hanno perso la vista durante nel corso della vita, altri ancora sono ipovedenti con un residuo di visus molto scarso.

Per tutta la durata della lezione si è respirata un’atmosfera di sorpresa mista a meraviglia e curiosità: toccare gli strumenti astronomici, porre domande, scoprire cose nuove, il tutto con una carica di energia e di buonumore che ha trasformato la lezione in  una festosa occasione di incontro culturale, sociale e gastronomico; ogni giorno sono stati degustati dolci al cucchiaio, torte e bignè  da me stesso preparati, accompagnati da un buon caffè o da bibite.

Esperienza con i non vedenti.1
Interrogati sulle loro aspettative alcuni hanno esplicitato pensieri come: “Vorrei toccare con mano quello che ho studiato nei libri per capire se le fantasie che mi sono fatte sono corrette oppure no”.
Questa è l’attesa di una persona cieca dalla nascita, mentre un ipovedente afferma che da piccolo studiava questi argomenti su particolari libri e con molta difficoltà cercava di dare corpo a quelle immagini.
Oggi, finalmente, grazie a questi strumenti, molti di quei disegni sono diventati oggetti che lui può  osservare con calma, soddisfacendo finalmente, la sua sete di conoscenza.

Questa alta motivazione trova una risposta eccellente nelle lezioni del corso appositamente studiato per loro.

In funzione della limitazione visiva, il docente Andrea Miccoli ha messo a punto strumenti che si prestano ad un’esplorazione tattile complessa e articolata, tale da facilitare le immagini mentali appropriate,  capaci dunque di far vedere all’occhio della mente.

Per esempio si può usufruire di mappamondi con l’asse terrestre che svetta nella sua inclinazione, con i meridiani e  paralleli segnati con cordicelle sovrapposte, e con piccole etichette scritte in Braille (es. meridiano di Greenwich o Tropico del Cancro ecc.).

Ma non solo. Il docente ha creato, grazie alla sua particolare abilità tecnologica e pratica, degli strumenti per descrivere il moto ellittico dei pianeti nelle loro orbite, tattilmente identificabili poiché costituite da percorsi metallici ricurvi.
Non manca la volta celeste che gira intorno alla Polare o la rappresentazione del Sole con i suoi raggi, costituiti da cannucce, che raggiungono la terra in modo rettilineo per una ottimale  dimostrazione delle diverse fasi del giorno, delle stagioni e delle eclissi.

Né è stata trascurata la conoscenza tattile della superficie della Luna con i suoi crateri, montagne, ‘mari’ e valli, per averla, Andrea Miccoli, riprodotta su un modello esplorabile con le mani.
Non descrivo qui, certo, tutti gli strumenti; l’elenco sarebbe lungo, ma, la ricchezza di questo materiale consiste nel rendere accessibili ai non vedenti concetti complessi che sono tali anche per chi dispone di buoni occhi.
In questa esperienza stiamo travalicando un limite: in assenza dell’occhio chiamiamo in causa l’altro grande occhio, quello mentale che ci permette attraverso il pensiero immaginifico di costruire un campo di conoscenze altrimenti proibito.

Grazie alla inventiva di Andrea Miccoli, ma grazie soprattutto alle persone non vedenti che hanno stimolato questa sua creatività.

A me hanno insegnato tanto, arricchendo il mio personale bagaglio di esperienze nel campo dell’insegnamento speciale.

Per i più curiosi allego il programma dettagliato (in file .pdf)Esperienza con i non vedenti. Programma
Un carissimo saluto a tutti gli abitanti di Ponza.

Piras Antonio Francesco

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