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Ventotene “Gita al Faro”. (4). Intervista a Elisa Ruotolo

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di Cristina Marotta

Cristina Marotta e il piano

 

Nei giorni in cui a Ventotene si è svolto il festival letterario Gita al Faro, Cristina Marotta è corsa da un capo all’altro dell’isola accompagnando il suo pianoforte, uno dei protagonisti dei reading serali. Ogni tanto il furgone si fermava e Cristina scambiava due chiacchiere con gli autori, per conto di Ponza Racconta.
Oggi pubblichiamo l’intervista a Elisa Ruotolo, nata nel 1975 a Santa Maria a Vico (Ce) dove vive tuttora. Insegna Italiano in una scuola superiore. Ha esordito per la casa editrice Nottetempo nel 2010, con la raccolta Ho rubato la pioggia, vincitrice del Premio Renato Fucini e finalista al Premio Carlo Cocito 2010. Nel 2014 ha pubblicato Ovunque, proteggici, selezione Premio Strega 2014.

 

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Cristina Marotta: Com’è stata questa esperienza?
Elisa Ruotolo: La colloco tra le migliori vissute finora: la condivisione, lo spazio da esplorare (per me che guardavo l’isola con occhi vergini), il tempo per scrivere perfettamente mescolato a quello della curiosità e della conoscenza, mi hanno fatto sperimentare la possibilità di raccontare anche in un altrove cui non ero legata dall’abitudine. Era ciò che maggiormente temevo: che le storie non mi seguissero in quel viaggio, che restassero ad aspettarmi sul continente quasi per capriccio. Non è andata così.

CM:  Confino e letteratura: perché il confino non ha prodotto grandi testi letterari, se si esclude la memorialistica?
ER: Non credo di saper spiegare questa assenza. Forse potrebbe aver  congiurato nel tempo la scarsa conoscenza della storia dell’isola. Sono però convinta che eventi come il Festival Gita al Faro possano fare luce su ciò che è stato dimenticato o sommerso. Per quanto mi riguarda non escludo di scrivere ancora storie suggerite da Ventotene.

CM: Gli scrittori che partecipano a Gita al Faro hanno il compito di produrre un racconto, che confluirà nella raccolta L’isola delle storie, edita dalla libreria Ultima Spiaggia di Ventotene. Il suo racconto di cosa parla?
ER: Ho scritto un racconto intitolato “La stanza libera”. È la storia di un medico, vedovo e in pensione, che arriva sull’isola per incontrare una donna  cui si è legato attraverso un giornale di incontri. Tuttavia, a Ventotene, conosce la profonda, ma nel contempo attraente, solitudine di un’affittacamere, rintracciando anche uno scopo ulteriore a una vita che credeva giunta al margine.

Josefa Idem, in vacanza a Ventotene, durante un reading

Josefa Idem, in vacanza a Ventotene, durante un reading

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