Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0007-007 2009-07-19_12-33-04 h-33 f-04 4_g-20091209221925 hp0049

Gli occhi pieni di stelle

Condividi questo articolo

di Sandro Russo
Accendi le stelle. Bambino Palmarola. Ridotta

 

NOTA PRELIMINARE –
L’EVENTO DI CUI SI PARLA NEL PROSIEGUO DELL’ARTICOLO E’ IN ATTESA DELL’AUTORIZZAZIONE DEL COMUNE  PER IL SUO SVOLGIMENTO.
NE TERREMO INFORMATI I LETTORI IN TEMPO REALE.

 

In chiacchiere al telefono con Francesco Piras – l’astrofilo che condurrà le due “Serate delle Stelle” a Ponza, di sabato e domenica, 12 -13 luglio – ci siamo scoperti una comune passione per la fantascienza (fs).

Nella mia adolescenza e prima giovinezza ne ho letto a vagonate, dai classici Urania, ai Galassia, ai volumi della Libra e dell’Editrice Nord. Affinando successivamente il gusto, ho selezionato i miei autori preferiti, fino a cercarne i titoli che mi mancavano in remote bottegucce e polverose bancarelle per strada…

Ma il motivo delle nostre chiacchiere al telefono era la ricerca di un titolo e un filo conduttore per le serate delle stelle di quest’anno: il terzo appuntamento di Ponza con le stelle, organizzato da Ponza racconta.

E parlando e ricordando… a proposito di stelle, sono venute su un po’ di idee: titoli e storie…

 

Gli occhi pieni di stelle (titolo originale “L’enfance des dieux”  è un Urania del 1961, del costo di 150 lire, di un autore non meglio conosciuto, tal Chris Renhard.

Racconta di uno dei futuri possibili della terra, in cui diverse razze si fronteggiano; alcune dotate di poteri telepatici, altre di indole guerriera e altre ancora. C’era un intreccio per cui alcuni dei personaggi che avevano avuto una felice adolescenza insieme, si trovavano a combattersi da sponde opposte. Tra tutti spicca la figura di una ragazza, poi una donna, dotata del potere di impedire la violenza, placare gli animi e rendere tutti più ragionevoli.

Gli occhi pieni di stelle

Un altro bel titolo e romanzo, vincitore di Premio Hugo nel 1964 (assimilabile all’Oscar della fs) è Here gather the stars (‘Qui si raccolgono le stelle’). L’autore è Clifford Simak, un grande di questa letteratura.
Vi si narra di un uomo, l’unico su tutta la terra ad essere stato reso immortale da una razza aliena e con enormi poteri, con il compito di gestire una specie di stazione di transito per viaggiatori interstellari. Attraverso l’interazione di questo terrestre atipico con le razze di cui pullula l’infinita varietà del creato e con l’intervento una ragazza sordomuta, si narra di come vengono salvate la Terra e l’intero universo.

A parte le stelle, perché sono così importanti le storie della fantascienza (fs)?
Molti hanno pregiudizi, in proposito, tanto che qualcuno pensa subito a omini verdi o ad astronavi che si inseguono nello spazio, come i cow boys nei film western. Ma non è quella la Fs che intendo. Sono invece storie in cui è dispiegata la fantasia al suo massimo grado (Bradbury, Asimov), si propongono paradossi e audaci teorie (Frederic Brown, Robert Schekley), ideali etici ed eroici (Clifford Simak, Ursula Le Guin), si fanno proiezioni sociologiche (Phol e Kornbluth)… Tra i miei preferiti Theodore Sturgeon, molto attento ai moti dell’animo umano e ai poteri nascosti dei diseredati; quella che io chiamo ‘fantascienza umanistica’.
Il tutto in un contesto che non riconosce limiti alla fantasia e dove l’invenzione letteraria può esprimersi al suo più alto grado…

Ma se torniamo alle stelle, troviamo anche un altro motivo di interesse, che Francesco ha più volte sottolineato nelle sue presentazioni pubbliche e anche negli scritti su questo sito.
Ed è il modo in cui le stelle sono legate ai desideri

Non il classico: “Esprimi un desiderio nel momento che vedi una stella cadente, ed esso si avvererà” (…nella mia esperienza non ho mai trovato nessuno che avesse vinto a  questa lotteria!)
Piuttosto il punto centrale sta nell’etimologia stessa del termine.

Secondo il Dizionario etimologico della Lingua italiana, di Tristano Bolelli (1989), “desiderio” è composto di de- (che esprime mancanza o separazione) e sidus – siderìs “stella”. Nel linguaggio derivato dal latino degli Àuguri (sacerdoti che avevano compito di predire il futuro, di capire il rapporto tra le cose, di scoprire la verità), ha il senso di “avvertire la mancanza delle stelle” (sidera), e perciò “sentire la mancanza di-“.
In latino però ‘de’ esprimeva anche un complemento di luogo (de profundis = dal profondo). E allora una ricostruzione etimologica un po’ più arbitraria darebbe a de-siderare un significato ancora più suggestivo: chi desidera è al di là delle stelle o viene dalle stelle: chi desidera vuole qualcosa che è ignoto e che è oltre le stelle.

Quindi le stelle hanno a che fare con i desideri (e/o i desideri hanno a che fare con le stelle) ed entrambi sono terribilmente importanti, per noi piccoli uomini de-siderantes, privati delle stelle quando il cielo è buio…
Questi sono solo pensieri innescati dalle stelle, che invece vedremo dal vero, con i nostri occhi, contro il cielo buio, nelle notti delle stelle a Ponza, il 12 e 13  di luglio (sabato e domenica prossimi).

Le stelle, con i loro nomi e significati, i rapporti fra loro nelle costellazioni, i modi per riconoscerle nel cielo… senza dimenticare i nostri nonni e ancora prima… piccoli uomini che salpavano di notte dalla nostra piccola isola, nel mare sconosciuto, orientandosi con esse…

Locandina Stelle 2014
Scarica qui il file .pdf con la locandina dell’evento (grande formato): Locandina Stelle III. 2014

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.