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Le tradizioni, queste sconosciute. Il rosario cantato

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di Francesco   De Luca
Papa. Corpus Domini

 

A Ponza abbiamo la fortuna, se ne siamo consapevoli, di profondarci in un lontanissimo passato e da lì risalire, attraverso alcuni suoi aspetti, fino all’attualità.
Non mi si giudichi eccessivo ma nella ricorrenza del Corpus Domini la comunità dei fedeli tramanda una pratica religiosa insolita e singolare.

Si adora l’ostia santa con un “rosario cantato”, diviso in due strofe. Eccole:
Sia lodato ogni momento – Gesù mio nel Sacramento;
Oggi e sempre sia lodato –  Gesù mio sacramentato.     

Finita la decina dei grani c’è un canto che conchiude. Eccolo:
O cuore amabilissimo
del caro mio Gesù
il tuo amor dolcissimo
io voglio e niente più

E così via con una sequenza fissa.

Come si evince, l’oggetto dell’adorazione è l’Ostia consacrata ovvero il Corpus Domini. Vero e assoluto mistero di fede, che proprio per la sua oscurità era oggetto di pratiche accurate e rigorose.
Nella mia infanzia, in processione, era accompagnata da un baldacchino pomposo che ne magnificava la natura “sacra”.

la processione del corpus domini a ponza

Oggi, nella memoria rimbalza l’ossequio che si doveva all’espressione “viva” del corpo del Signore e ancor più mi colpiscono le frasi musicali del “rosario cantato”.
Di una armonia semplice e toccante quale non si raggiunge più oggi.
Perché? Perché lì è proiettato l’animo di un uomo la cui umanità era talmente poco apprezzata da doversi proiettare nell’aldilà per trovare il suo valore.
Era il tempo in cui l’uomo era asservito al mondo divino. Era il Medio Evo.

Nel “rosario cantato” un brandello di quel mondo viene riproposto. Occorre preservarlo come reliquia antropologica perché si dia valore alla fede e, insieme, alla volontà che se ne vuole affrancare.

La tradizione non è una pratica da seguire ad occhi chiusi, ma da seguire per i valori che può trasmettere. Ognuno tragga da essa l’insegnamento che riesce a cogliere, ma per farlo, occorre riproporla, occorre riviverla.

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1 commento per Le tradizioni, queste sconosciute. Il rosario cantato

  • http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/06/corpus-domini-omelia-del-santo-padre.html

    Un omelia del ex papa
    Cari fratelli e sorelle!
    Questa sera vorrei meditare con voi su due aspetti, tra loro connessi, del Mistero eucaristico: il culto dell’Eucaristia e la sua sacralità. È importante riprenderli in considerazione per preservarli da visioni non complete del Mistero stesso, come quelle che si sono riscontrate nel recente passato….

    ….Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II ha penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo. In effetti, è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della Parola e del Pane di vita, lo nutre e lo unisce a Sé nell’offerta del Sacrificio……

    In effetti – come spesso avviene – per sottolineare un aspetto si finisce per sacrificarne un altro. In questo caso, l’accentuazione posta sulla celebrazione dell’Eucaristia è andata a scapito dell’adorazione, come atto di fede e di preghiera rivolto al Signore Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’altare. Questo sbilanciamento ha avuto ripercussioni anche sulla vita spirituale dei fedeli. Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziale. E così si percepisce meno il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case, come «Cuore pulsante» della città, del paese, del territorio con le sue varie espressioni e attività. Il Sacramento della Carità di Cristo deve permeare tutta la vita quotidiana. In realtà, è sbagliato contrapporre la celebrazione e l’adorazione, come se fossero in concorrenza l’una con l’altra. È proprio il contrario: il culto del Santissimo Sacramento costituisce come l’«ambiente» spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l’Eucaristia. Solo se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento interiore di fede e di adorazione, l’azione liturgica può esprimere il suo pieno significato e valore….

    Caro Franco tu che ti sei avventurato nella tradizione questa sconosciuta vuoi farci credere che conosci la tradizione? ma se anche il papa dice “In effetti – come spesso avviene – per sottolineare un aspetto si finisce per sacrificarne un altro” che cosa devono perdonarsi i preti di campagna e i fedeli distratti dai problemi quotidiani.

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