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L’Euro fra continue illusioni e dure realtà

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di Vincenzo Pagano

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Ritorna il prof. Pagano a parlarci di euro e – a suo giudizio – della sua ineluttabile fine. La visione del prof. Pagano è sostanzialmente realistica nel senso che, oggi, l’Europa appare schiacciata dalla supremazia della Germania e l’euro, pur avendo la funzione di moneta internazionale, non può definirsi ancora una moneta nazionale a tutti gli effetti non essendosi realizzata una vera unione di stati federali con un debito unico. Tali ed altre problematiche sono note agli studiosi europeisti che, conoscendone la portata, promuovono e sostengono l’attuazione delle riforme capaci di rimuoverle.
Al di là degli scetticismi c’è la consapevolezza che il progetto Europa faccia parte delle grandi sfide istituzionali e che l’Unione Europea negli ultimi sessant’anni sia stata garanzia di pace e di democrazia.
La Redazione

 

Le recenti elezioni europee dimostrano ancora una volta che L’Europa è una realtà  molto etereogenea.
Per quanto riguarda le politiche economiche non cambia nulla. Non esiste la possibilita’ di un’altra Europa perchè i costi sono elevatissimi per la Germania e anche perchè l’euro è  stato concepito come una valuta speculativa.

L’euro è utilizzato in tutte le transazioni internazionali e quindi ha lo stesso status o quasi del dollaro. Per rimanere moneta speculativa in quanto scollegata da un vero Stato sopranazionale e basata su un quasi automatico meccanismo di rivalutazione deve far si che non c’è nè la possibilita’ di monetizzare il deficit pubblico, nè finanziare la spesa dei governi come è per tutte le altre banche centrali. Non è  un caso che l’euro sia in certo qual modo la continuazione del marco tedesco. Il marco possedeva sia la qualità  di rivalutarsi nei confronti delle altre monete, sia di essere un ponte naturale verso la creazione di una nuova divisa.

La vera genesi dell’euro come moneta speculativa va cercata proprio in questo contesto di avere una valuta con un valore di scambio crescente. E’ ovvio che ai tedeschi la nuova valuta deve compiacere agli interessi tedeschi fatti di bassa inflazione, uno scambio crescente soprattutto verso il dollaro e un mercato aperto dei capitali che si spostino più  facilmente verso mercati più redditizzi e più grandi come appunto è la Germania. In più avendo accettato nell’Unione monetaria europea nazioni con un livello di produttività molto basso come la Grecia ed il Portogallo, questo fa da contrappeso verso un euro troppo rivalutato (vi potete immaginare, se non ci fosse l’euro, dove sarebbe arrivato oggi il marco tedesco).
Da un punto di vista tedesco questo arrangement è perfetto e lo è  ancora di più  avendo l’Italia (la nazione più concorrenziale per la Germania) dentro la stessa unione monetaria europea con produttività  e efficienza di sistema più basso rispetto alla Germania.

Riepilogando in un contesto piu ampio l’euro va inquadrato come moneta speculativa basata su una triade: La BCE, l’eurocrazia e il capitale tedesco.

La BCE sogna ancora di poter creare un polo finanziario alternativo a Wall Street. Data una struttura non propriamente adeguata la BCE necessita di un euro in tendenziale rivalutazione.
L’eurocrazia ha bisogno di un’area valutaria abbastanza grande dove allo stesso tempo viene eliminata la possibilita’ di monetizzare il debito pubblico.
In più, l’eurocrazia ha bisogno di mettere in riga gli stati più deboli dell’eurozona con crescenti privatizzazioni e lucrarci sopra. Il capitale tedesco attraverso l’imposizione dell’austerità trova un formidabile meccanismo per eliminare la concorrenza (soprattutto quella italiana).

Ora come si fa soltanto a concepire un’altra Europa quando la raison d’etre è di avere una moneta speculativa in un’ampia area valutaria ricca di potenzialità  speculative . Certamente ci possono essere fughe di capitali verso altri destini e soprattutto verso impieghi speculativi oltreoceano, ma questa fuoriuscita non intacca la ragione principale dell’unione monetaria europea che costretta da queste fuoriuscite deve mantenere ancora di più i codici disciplinari e di austerità. In conclusione, l’austerità non è un caso ma è la conseguenza dell’euro. La moneta unica europea è stata concepita nel contesto di globalizzazione finanziaria e per rimanere moneta speculativa deve disciplinare il lavoro, e ridurre sempre di più lo Stato sociale fino quasi a smantellarlo. l

Eurobonds, Trasferimenti Fiscali.

Nei miei saggi precedenti ho scritto molto sugli Eurobonds e i Trasferimenti Fiscali. Qui voglio solo ricordare che i Trasferimenti Fiscali sono costosissimi per la Germania e gli altri staterelli ricchi del Nord Europa. Un sistema federale europeo è inconcepibile perchè  è troppo costoso per la Germania. Si dirà che gli Stati Uniti hanno un sistema federale e gli europei dovrebbero imitarli. Non è così  perchè negli Stati Uniti gli stati più ricchi pagano pesantemente per gli stati meno ricchi. Per esempio, lo stato di New York versa un dollaro al governo federale e riceve dal governo federale 79 centesimi. Il Mississippi versa un dollaro al governo federale ma riceve ben due dollari e sei centesimi. Per come è stata formata, l’Unione Europea può solamente scendere a un compromesso al ribasso fra tutti gli stati per avere un minimo di intervento al livello federale. Infatti le spese federali europee sono solo un quindicesimo delle spese federali degli Stati Uniti.

Per quanto concerne gli Eurobonds, questi non sono affatto convenienti per la Germania. La Germania riceve capitali da tutta Europa ma dovrebbe accollarsi i debiti degli altri stati. Per quale motivo? Se i tedeschi avessero voluto aiutare gli altri paesi europei non avrebbero mai accettato nè  la UE nè, ancor meno, l’euro.

Nella storia del capitalismo contemporaneo tutte le unioni monetarie fra stati con strutture economiche diverse e tutti i sistemi di aggancio fisso di una divisa ad un’altra (la dollarization, per esempio) sono completamente crollate dopo un po’ di tempo. Sono unioni contradditorie in quanto non solo non ci può essere convergenza economica, ma soprattutto i paesi più deboli devono agire come i paesi più forti. Ma, è proprio tale politica economica che li spiazza sempre di più  in termini di crescita, sviluppo ed occupazione. La raison d’etre fondamentale delle unioni monetarie è l’attrazione di capitali speculativi e l’Eurozona ne è un esempio classico; in più, con la mancanza di Eurobonds e Trasferimenti Fiscali l’Unione monetaria europea non può che collassare. Uscire dall’euro è fuori discussione. Rimane solamente come argomento serio da trattare come uscirne fuori. Me ne occuperò  nel mio prossimo saggio.

 

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