Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0047-047 scotti-d-bis f-04 corrida11 giuseppe-vitiello-che-fa-le-nasse L'ingresso pricipale delle grotte di Pilato presso il porto

1 giugno 536. L’elezione farsa di papa Silverio

Condividi questo articolo

Ci viene segnalato, sul numero odierno di Repubblica (1° giugno 2014) nelle pagine romane, un articolo di Claudio Rendina (Roma, 1938), scrittore, poeta e giornalista, su Papa Silverio.
La Redazione
Momenti della processione
 

Da: “La Repubblica” di domenica 01 giugno 2014

 

1 GIUGNO 536 / L’elezione farsa di papa Silverio nella città divisa tra goti e bizantini

Il diacono sale al soglio pontificio contro la volontà di Teodora, la potentissima consorte dell’imperatore Giustiniano
Vittima di trame e complotti viene deposto un anno dopo deportato nella lontana Licia e infine sepolto a Palmarola

di Claudio Rendina
Roma è sotto il dominio dei goti del re Teodato, che attende un consenso al suo dominio da parte dell’imperatore Giustiniano; pensando di accattivarselo, l’1 giugno 536 fa eleggere papa il suddiacono della Campania, Silverio. Ma i soldati bizantini guidati da Belisario avanzano dal sud della penisola, senza che Teodato esponga una difesa, per cui viene destituito e sostituito con Vitige, il quale ritiene opportuno abbandonare Roma e portarsi a Ravenna, di fronte all’avanzata di Belisario che s’insedia tranquillamente nell’anticacapitale dell’impero il 10 dicembre.

E all’interno di questa Roma controllata dai bizantini viene elaborata ai danni di Silverio una trama delittuosa, governata a distanza dalla moglie di Giustiniano, Teodora, desiderosa di far eleggere patriarca di Costantinopoli il vescovo Antimo, seguace del monofitismo che nega la natura umana di Cristo. Sapendo che Silverio è irremovibilmente legato alla fede cattolica tradizionale, l’imperatrice conta molto per le sue tendenze ereticali sul diacono romano Vigilio, già nunzio apostolico a Bisanzio. Questi si mostra propenso ad accontentare i desideri di Teodora e una volta arrivato a Roma, aiutato da Antonina, moglie di Belisario, fa passare come autenticamente scritte di pugno da Silverio delle lettere spedite a Vitige, nelle quali il papa invoca l’intervento del re goto per liberare Roma dai Bizantini.

Sentendosi in pericolo, Silverio ai primi di marzo del 537 si rifugia nella chiesa di Santa Sabina sull’Aventino, ma Belisario lo convoca nella sua residenza sul Pincio invitandolo a discolparsi.
Una volta giunto nel palazzo, Silverio è introdotto con Vigilio, che apparentemente mostra di assisterlo in quei tragici momenti, in una delle stanze interne dove Antonina se ne sta sdraiata su un letto con Belisario seduto ai suoi piedi. La donna copre di insulti il papa, mentre Belisario non riconosce le discolpe di Silverio.
Il condottiero fa entrare nella sala un suddiacono di nome Giovanni che, condotto il pontefice in una stanza attigua, lo spoglia degli abiti vescovili e gli fa indossare una tonaca da monaco. Intanto un altro diacono, Sirio, annuncia al clero che il papa è stato riconosciuto colpevole di trame con i goti e deposto; Belisario lo relega, ridotto ormai allo stato di semplice monaco, a Patara, in Licia. Il 29 dello stesso mese di marzo, sotto l’imposizione di Belisario, è eletto il nuovo papa nella persona di Vigilio; e la nomina conferma il suo coinvolgimento nelle trame contro Silverio.

Il vescovo di Patara si rende conto che Silverio non è colpevole delle accuse formulate, e presenta a Giustiniano una concreta testimonianza

dell’innocenza dell’esule, cosicché l’imperatore ordina a Belisario di istruire una nuova inchiesta: qualora la lettera del presunto complotto a favore dei goti risultasse contraffatta, Silverio potrà tornare in possesso della sede papale. Nel frattempo è consentito a Silverio di tornare in Italia, ma Belisario, assediato da Vitige e sotto la pressione di Antonina e Vigilio, a loro volta manovrati da Teodora, si oppone al suo rientro a Roma e lo spedisce, in stato di prigionia, nell’isola disabitata di Palmaria, oggi Palmarola, nell’arcipelago pontino. Silverio vi arriva i primi di giugno del 537, trovando ospitalità presso il convento benedettino dedicato a Maria. È sofferente per diversi malanni e il clima umido non favorisce il suo soggiorno, a causa dei quali l’11 novembre muore. Viene sepolto nella stessa isola, nella chiesa benedettina di Santa Maria, luogo sconosciuto a molti; si vuole che la tomba non sia resa pubblica e diventi luogo di pellegrinaggi.

 

 File .pdf pagina XIII – Roma, da “La Repubblica” di domenica, 01 giugno 2014 : 1 giugno 536. L’elezione farsa di Papa Silverio

 

Claudio Rendina, note biografiche
Studioso della città di Roma e della sua storia, Claudio Rendina ha esordito nel 1959 con la pubblicazione di Cuore di ragazzo (Editore Rebellato, Padova), libro di poesie con la prefazione del critico e poeta Giorgio Caproni.
È autore di numerosi volumi di storia, con argomento prevalente la capitale con i suoi personaggi e i suoi monumenti, la Chiesa Cattolica e il Vaticano, trattati da un punto di vista fortemente critico.
Attualmente cura la rubrica Cartoline romane per il quotidiano La Repubblica, inerente alla storia, l’arte e il folclore della città capitolina.
La sua ultima opera sul tema è: I papi: Storia e Segreti (Roma, Newton Compton, 2013) [Notizie sintetizzate da Wikipedia].
Immagine di copertina: momenti della processione di San Silverio a Ponza

 

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.