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Incontro sul confino politico con gli alunni di terza

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di Rosanna Conte
Scena-da-Unisola-di-Carlo-Lizzani

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Sabato scorso abbiamo vissuto una serena e ricca giornata scolastica nella classe terza della scuola media Carlo Pisacane.

I quindici alunni presenti con il loro professore di Storia, Federico Pinto, si sono relazionati con noi delle associazioni Ponzaracconta e Carlo Pisacane su alcuni aspetti della storia di Ponza partendo dal tema del confino.

Ci eravamo già incontrati in momenti diversi dell’anno scolastico durante le ore di realizzazione del progetto scolastico che, così come programmato, prevedeva, dopo lo studio di alcuni fra i maggiori personaggi confinati dal fascismo sulla nostra isola, la realizzazione di targhe di ceramica da apporre lungo le strade agli ingressi delle case che li avevano ospitati per periodi più o meno lunghi.

Avevamo avuto modo di notare la loro pazienza e attenzione mentre maneggiavano gli impasti e ne incidevano le superfici per ricavarne il testo che, con semplicità ed estrema sintesi, esprimeva il senso del loro apprendimento.

Già con Silverio Lamonica avevano fatto il percorso lungo le stradine di Ponza soffermandosi nei luoghi da ricordare e, sabato, doveva essere il momento conclusivo di un percorso che non rimanesse fermo alle vite dei singoli personaggi, ma si ampliasse verso la storia locale e quella nazionale.

Dopo che Silverio ha recuperato i ricordi della passeggiata, con me, i ragazzi hanno ripercorso le tappe che Ponza ha vissuto come luogo di lavori forzati, domicilio coatto, campo di internamento e confino politico, partendo dalla colonizzazione settecentesca.
Commentando le condizioni di vita dei ponzesi, obbligati a convivere, nel corso della loro storia, con i reietti della società (ricordiamo che nella seconda metà dell’800 a Ponza erano inviate, oltre ai delinquenti e agli anarchici, anche le persone considerate indecorose per i “benpensanti” di allora: ubriconi, storpi, dementi…), è emersa la tematica della libertà.
Dopo averla considerata nei suoi diversi aspetti, gli alunni sono giunti al concetto che la libertà è “figlia della conoscenza”: se non conosci, non sei veramente libero, quindi, più conosci più sei libero.

Giovanna Marturano

 Giovanna Marturano (1912-2013)

Enzo di Giovanni ha condotto la riflessione sul territorio nazionale, attraverso la visione di alcuni spezzoni del video prodotto da Tododmodo “Bimba dal pugno chiuso”, il racconto dell’antifascista e partigiana Giovanna Marturano (al tempo del filmato di 101 anni di età), che si snoda da quando era bambina fino al dopoguerra. La veneranda ultra-centenaria esordisce col dire che non si smette mai di imparare, anche da vecchi e che l’esperienza accumulata non basta mai: bisogna essere sempre attivi a dare e ricevere conoscenze.

Video-intervista con animazione dedicato a Giovanna Marturano (produzione Todo modo)

La simpatia della Marturano ha strappato più di qualche sorriso ai nostri ragazzi che non si capacitavano della verve che sprizzava da quella che ai loro occhi appariva come una piccola e pepata nonnina. Che peccato non poterla incontrare !

Enzo Di Giovanni li ha consolati dicendo che c’è la possibilità di incontrare un personaggio simile, Teresa Vergalli, anche lei antifascista e partigiana, che sarà presente a Ponza, come testimone diretta, molto probabilmente la sera del quattro luglio, quando Ponzaracconta, ricorderà la il 75° anniversario della fine del confino politico sull’isola presentando il libro di Camilla Poesio: Il confino fascista. L’arma silenziosa del regime (il libro è stato presentato su questo sito da Silverio Lamonica: leggi qui – NdR)

Il filmato ha consentito ai ragazzi di comprendere la negatività dell’assenza di libertà e conseguentemente l’importanza di lottare sempre per difenderla: concetti di cui Giovanna Marturano è stata una reale personificazione, al di là di ogni retorica.

Con Domenico Scotti, cultore della storia di Ponza. i ragazzi hanno ritrovato il filo di un discorso che viene da lontano con affondi nel mondo romano e richiami all’osservazione del territorio, dal palazzo D’Ambrosio alla cupola della chiesa.

Il prof. Pinto è intervenuto sapientemente per collegare o approfondire le nuove conoscenze col discorso didattico che svolge quotidianamente con i suoi allievi.

Nel complesso i ragazzi hanno potuto apprendere come l’idea di una Ponza turistica si sia infranta più volte contro i superiori interessi politici, hanno conosciuto il nome di Franco Feola, colui che ha voluto regalare alla sua isola l’energia elettrica nel 1924, ed hanno appreso termini ormai desueti perché appartenenti a un mondo diverso, tramontato da tempo, come ‘mburchielle e quatto (coatto).

Al termine della mattinata abbiamo salutato i ragazzi con un po’ di emozione. Chissà se siamo stati buone “staffette”?

 

Foto di copertina: Una scena dal film “Un’Isola” di Carlo Lizzani (1986) tratto dal libro omonimo di Giorgio Amendola (1982); girato in parte a Ponza.

 

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