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Progetti di messa in sicurezza sull’Arcipelago Ponziano: ecco l’auspicio di “Restauratori Senza Frontiere”

proposto dalla Redazione
RSF. Apollo e Dafne [1]

 

Testo dell’intervento letto il 22 maggio da Alessandra Morelli di “Restauratori senza Frontiere”, in apertura lavori, al Convegno dell’Ordine dei Geologi del Lazio in svolgimento in questi giorni a Ponza (leggi qui [2]).

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Restauratori Senza Frontiere Italia Onlus (RSF) ha come fine istituzionale quello di dare un contributo concreto alla Cultura del Restauro, alla Tutela e alla Valorizzazione dei Beni Culturali in Italia e nel mondo, inseriti nel contesto geologico, naturalistico e paesaggistico. Non a caso RSF, oltre a restauratori, architetti, biologi, chimici, storici dell’arte, nel suo comitato scientifico si avvale della collaborazione anche di geologi.

In questo contesto è innegabile come le Isole Ponziane costituiscano un bene paesaggistico e naturale di inestimabile valore: pertanto è naturale che RSF si occupi anche della loro salvaguardia e conservazione.

La Regione Lazio, in seguito all’evento franoso avvenuto a Ventotene nel 2010 che provocò due giovani vittime, ha provveduto a redigere un Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) dell’Arcipelago Ponziano, propedeutico alla realizzazione di una serie di interventi per la messa in sicurezza di alcuni speroni rocciosi delle isole pontine.

E’ dunque di grande interesse anche per RSF, il Corso di Formazione “La geologia di Ponza: risorsa e rischio”, organizzato dall’Ordine dei Geologi del Lazio che si sta svolgendo a Ponza in questi giorni.

Il Corso è finalizzato, oltre che ad illustrare la geologia dell’isola e dell’evoluzione del paesaggio, alla trattazione degli interventi di consolidamento e dei lavori di mitigazione del rischio, anche con sopralluoghi e visita in cantiere.

“Restauratori Senza Frontiere”, avendo visionato gli elaborati di alcuni progetti che verranno illustrati durante il corso, auspica che gli interventi previsti vengano realizzati, come d’altro canto più volte descritto negli elaborati progettuali, oltre che con l’impiego delle tecnologie più efficaci a contrastare gli eventi franosi, anche nel massimo rispetto dei vincoli e delle peculiarità paesaggistiche delle differenti porzioni del litorale pontino. Dunque il criterio generale da adottare per gli interventi, dovrebbe basarsi sul requisito della massima efficacia e della minima invasivita’.

Inoltre si ritiene fondamentale che venga previsto un costante controllo, monitoraggio e direzione dei lavori con tecnici specializzati, in modo che si mantenga una “viva” percezione dell’evoluzione delle coste in oggetto e che si preveda una procedura snella ed efficiente per realizzare velocemente ed in maniera adeguata gli eventuali interventi correttivi futuri, nel rispetto del paesaggio ma soprattutto delle persone che ne dovranno usufruire in sicurezza.

RSF auspica infine che si possa iniziare una proficua e efficacie collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio, prevedendo in futuro un primo evento che tratti di casi nei quali la geologia e restauro sono in evidente simbiosi.
Prof. Marisa Laurenzi Tabasso
Presidente del Comitato Scientifico di RSF

Dott. Riccardo Ginanni Corradini
Geologo, membro del Comitato Scientifico di RSF Italia Onlus

 

Roma 21 maggio 2014