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Sui soprannomi, un articolo di Roberto Saviano per Repubblica

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segnalato da Sandro Russo
Soprannomi

 

Ci siamo più volte interessati dei soprannomi sul sito …

A Ponza brillano per diffusione e fantasia e nascono dalla necessità di identificare più precisamente una persona, in quanto le omonimie sono molto frequenti (per esempio esistono una cinquantina di “Silverio Mazzella” e un bel numero di “Giovanni Conte”, per citarne alcuni).

Ma non solo: negli articoli segnalati qui sotto c’è un’intera gamma di motivazioni che portano alla nascita di un soprannome: tradizione familiare, caratteristiche fisiche, eventi rilevanti accaduti o semplicemente un caso…

Tre articoli di Guglielmo Tirendi: digitare – I soprannomi di Ponza – nel riquadro CERCA NEL SITO (in Frontespizio), trattano i soprannomi in ordine alfabetico;
un articolo di Martina Carannante (leggi qui) ne riprende le basi nella dialettologia regionale

Un argomento simile affronta Saviano – con originalità e ampia casistica – per i soprannomi legati al mondo criminale, in un articolo che stimola la curiosità, ma anche altri pensieri… 

Lalbero-dei-nomi
La storia. Da Repubblica di martedì 13 maggio 2014.

Da “Sandokan” a “Genny ’a carogna” quei soprannomi usati come bandiere

Dalla casualità dei comportamenti dei boss alle loro abitudini e caratteristiche fisiche. Ecco come nascono gli appellativi ridicoli e talvolta feroci che nascondono stragi, delitti e imperi nelle piccole e grandi guerre di camorra

di Roberto Saviano

[Se Genny ’a carogna fosse stato soltanto Gennaro De Tommaso, quanti titoli avrebbero fatto i giornali su di lui? Privo del suo truce soprannome avrebbe suscitato lo stesso clamore? Certo, i giornali avrebbero scritto quel tanto che bastava a riportare la notizia. Si sarebbero senza dubbio descritte nel dettaglio la sua funzione e le sue parentele, ma è quell’epiteto portato come una bandiera ad aver moltiplicato la sua sinistra fama.

I soprannomi accorciano le distanze: raccogliendo una biografia in una parola, in un attimo fanno sembrare vicine persone mai conosciute. Si nasce con il proprio nome e cognome dal ventre materno. All’anagrafe sei iscritto con il nome scelto dalla famiglia e che determina il santo che ti proteggerà] (dalla prima pagina di Repubblica del 13 maggio 2014).

Ma in società nasci davvero quando un soprannome ti battezza.
È un’usanza antica ancora fondamentale in paesi e quartieri dove i nipoti prendono il nome dei nonni.
Quando tutti hanno gli stessi nomi e cognomi, solo i soprannomi rendono unici. La modernità non ha affatto distrutto questa abitudine, anzi, i soprannomi hanno anticipato i nickname usati sul web, con la differenza che il nick te lo scegli e può garantirti l’anonimato. Un soprannome invece lo subisci e ti assicura il massimo dell’identificazione. Se non ti piace raramente riesci a modificarlo. Senza, nel mondo criminale non esisti. Ed è incredibile come si accettino i soprannomi più ridicoli, feroci e offensivi. Un soprannome è in qualche modo un destino.
Dai grandi capi di camorra ai piccoli gregari, tutti hanno soprannomi, o meglio, tutti hanno “contro-nomi”. Possono nascere nel modo più casuale, come accadde… (continua)

Apri qui il file .pdf dell’intero articolo (tranne la parte in ‘prima’, riportata sopra: Articolo R. Saviano. Da Repubblica del 13.05.2014

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