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Il pesce palla di Santa Maria

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di Adriano Madonna

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Un pesce palla, specie di origine tropicale, è stato rinvenuto sulla spiaggia di Santa Maria. Gli effetti del fenomeno della tropicalizzazione del Mediterraneo cominciano a farsi sentire anche nella nostra isola.

Giorni fa, mi hanno portato, da Ponza, la fotografia di un pesce palla rinvenuto morto sulla riva della spiaggia di Santa Maria.

Mi hanno raccontato che la scoperta è stata fatta da alcuni pescatori, tra cui il solerte Gennaro, il quale, sapendo che mi sto interessando di specie di altri mari che per effetto della tropicalizzazione del Mediterraneo giungono nelle nostre acque, si è affrettato a fotografare lo strano pesce per inviarmene un’immagine, non pensando, però, a metterlo nel freezer. Mi sarebbe stato possibile, così, portare il pesce palla in laboratorio, all’università, per fare le dovute indagini sul DNA.

Sphoeroides pachygaster. Pesce palla liscio

Dalla foto (cartacea) ricevuta, sembra probabile che si tratti di una delle diverse specie di pesce palla, forse il pesce palla liscio, Sphoeroides pachygaster (qui in una foto d’archivio)

Tra le specie che stanno colonizzando il Mediterraneo, sembra che il pesce palla sia una di quelle che stia riscuotendo maggior successo: evidentemente, questa specie è una di quelle con maggiori capacità di adattamento. A tal proposito, dice Darwin: “Non sono le specie più forti ad adattarsi e nemmeno le più intelligenti. Sono quelle che hanno maggiori capacità di adattamento”. Ma che cosa significa, in un’ottica prettamente scientifica, avere maggiori capacità di adattamento? Qui il discorso si farebbe complicato, ma riusciamo a ridurlo a considerazioni semplici. Sappiamo, dunque, che il progetto della nostra esistenza, cioè di come siamo fatti e di come viviamo, è racchiuso in ognuna delle cellule costituenti il nostro organismo, dove si trova il DNA. Nel DNA “c’è scritto” tutto, ma proprio tutto di ogni organismo vivente, quindi, ad esempio, il DNA di un animale che vive ai Tropici è diverso dal DNA di un animale che vive in un clima temperato o addirittura al Polo Sud. Nel momento in cui portiamo al Polo Sud animali che vivono ai Tropici, questi vengono a trovarsi in un ambiente completamente diverso per quanto riguarda, in primis, la temperatura, al quale possono non adattarsi e morire oppure adattarsi e sopravvivere e trasferire alle generazioni postume le caratteristiche di questo adattamento al nuovo ambiente. Nel secondo caso, si dice che il loro DNA ha subito una mutazione genetica causata dalla differenza dei parametri ambientali, che è stata sufficiente a farli sopravvivere.

Nel Mediterraneo, per quanto riguarda le “invasioni” di specie di altri mari, sta avvenendo proprio questo: alcuni pesci e altri organismi si stanno adattando alla temperatura, alla salinità e ad altri parametri fisici e chimici delle nostre acque e si sono trasferiti qui da noi. Tra questi, anche il pesce palla rinvenuto morto sulla riva della spiaggia di Santa Maria.

I problema, però, è un altro: tra queste specie, che noi non avevamo mai visto prima e che, quindi, ci sono sconosciute, ce ne sono alcune pericolose, addirittura letali, come, per l’appunto, il pesce palla, che contiene una terribile ittiotossina (un veleno), chiamato tetrodotossina. Il potere venefico della tetrodotossina è molto più forte di quello del cianuro, quindi, se qualcuno avesse avuto l’insana idea di mangiare il pesce palla trovato sulla spiaggia di Santa Maria, probabilmente avrebbe terminato i suoi giorni in questo mondo fra atroci spasmi.

Il pesce palla non è il solo pesce pericoloso che dobbiamo aspettarci: sono infatti in arrivo il pesce scorpione e il pesce pietra per quanto riguarda i pesci, e altri “gioiellini”, come le meduse Caribdea marsupialis e Physalia physalis, e altra “robetta”.

A questo punto, è importante riflettere e fare una considerazione: il nostro mare sta cambiando e anche la nostra cultura del mare deve cambiare di conseguenza, ad evitare conseguenze tragiche. Pensate, infatti, che cosa potrebbe accadere se un pesce palla capitasse nella cassetta della zuppa di pesce del mercato insieme con scorfani, cocci e calamari, e fosse messo in pentola e mangiato.

Ma perché sta avvenendo tutto questo? Perché il Mediterraneo sta cambiando? Il discorso sarebbe lungo, quindi limitiamoci a dire che la temperatura del pianeta è in aumento a causa di quel fenomeno di cui tutti abbiamo sentito parlare e che viene definito “global warming”: in pratica,  le acque del nostro mare sono diventate un po’ simili a quelle di un mare tropicale e riescono, così, a ospitare specie di acque più calde.

Personalmente, nella mia attività di biologo marino presso EClab Laboratorio di Endocrinologia Comparata dell’Università di Napoli “Federico II”, mi sto interessando proprio di questo: di specie di altri mari che penetrano in Mediterraneo.
Sabato 3 maggio, Ponzaracconta mi ha organizzato un incontro presso la sala Carlo Pisacane (ex scuole medie), alle ore 21, dove parleremo proprio del fenomeno della tropicalizzazione del Mediterraneo e di che cosa possiamo aspettarci in futuro. Spero che saremo in tanti, perché il tema è importante: dobbiamo prepararci, infatti, a grandi cambiamenti davanti ai quali ci troveremo in tempi più o meno brevi.

Locandina Mediterr.03.05.2014

 

Scarica qui la Locandina-Manifesto in formato .pdfLocandina Convegno sul Mediterraneo del 3.5.2014

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