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Lettera aperta alla Redazione

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di Pasquale Scarpati
Pescatore sciabica

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Cara Redazione

Per un po’ di tempo non ho potuto leggere gli articoli apparsi sul sito; alla ripresa dei contatti, mi sono trovato nel bel mezzo della polemica per la pubblicazione degli articoli di un supposto  anonimo.

Premetto che io non sono né a favore né contro ciò che decide la redazione. Pertanto a me non importa perché “cogito ergo sum” (penso quindi esisto) e quindi “esterno” (anche se spesso oggi da più parti si esterna senza “cogitare” (di testa propria). Francamente mi sarei aspettato un concorso di tantissime persone che, appigliandosi a ciò che qualcuno scrive, esprimessero  un giudizio, narrassero un fatto, un aneddoto, proponessero qualcosa di concreto per il futuro; ho notato, invece, che la cerchia di chi scrive rimane quasi sempre la stessa. Un po’ come quando si rimescola la polenta.
Eppure, penso, ci sarebbero cose da dire da parte di tutti, ma, come spesso accade, molti leggono ma tacciono, forse per naturale ritrosia, forse perché temono di “pestare i piedi” a qualcuno, forse perché la paura è più forte delle idee, forse queste ultime mancano (non credo, però)
Io comunque desumo dal sito ciò che mi interessa e cerco di dare un mio contributo perché, inguaribile ottimista, spero che tutto migliori.
Le radici, anche se solo di sangue e non “cementizie”, sono pur sempre radici.

Purtroppo tra le pieghe ho notato che si tende, come accade altrove, a privilegiare chi ha queste ultime e pertanto da una parte mi sembra si dia poca importanza a ciò che “i fuoriusciti” scrivono (non parlo della Redazione) dall’altra si tende a tacere sulle prospettive concrete per il futuro.
Qualcosa in merito, a onor del vero, è stato scritto e si scrive; è, però, “fuoco di paglia”: si accende e subito si spegne.

Mi piacerebbe sapere, ad esempio, come si intende allungare la stagione turistica, cosa si intende fare per migliorare la qualità della vita di chi è residente (tutto l’anno), come fare per migliorare i trasporti, come gestire tutta la costa, cosa organizzare per migliorare la recettività e soprattutto l’accoglienza e se ci si può attivare per estendere lo sconto (come ha fatto la SNAP per i volontari) anche a noi “fuoriusciti” (Cicero pro domo sua). Mi chiedo: perché? Forse che ciò interessi solo a quei pochi (rispetto alla massa) che “osano” esternare le proprie idee?
A mio parere tutti dovrebbero dare il proprio contributo a favore o contro.
O forse si privilegia, come sempre, guardare soltanto e aspettare e aspettare in modo furbesco, coltivando il proprio orticello senza pensare all’interesse collettivo, guardando sottocchio ciò che accade intorno per poi dare “la zampata”.
Se le cose stanno così, vuol dire che non è cambiato niente dal tempo in cui ’u vapore attraccava  quattro volte la settimana o forse è peggiorato (ma questo non lo so dal momento che ho lasciato l’isola praticamente quasi adolescente).

Manca in definitiva, a mio avviso, un respiro corale: ciascuno va per la sua strada e forse per questo, dico, pochi sono quelli che osano “esporsi” nel dire, nel progettare ed anche semplicemente nel narrare.
A questo punto non mi resta che pensare che quelli che abitano sull’isola hanno poco tempo o sono rimasti solo e soltanto i Silverio, Franco, Vincenzo ed altri pochi che scrivono…
Alla luce di questo posso capire il motivo per cui la redazione ha deciso di accettare un po’ di tutto: forse, tra l’altro, vuole mettere un “po’ di sale” in un ambiente divenuto asettico, piatto e sciatto.
A me non dispiace: come con quella rete che si usava una volta, ’u sciavechiell’, raccolgo un po’ di tutto – àlegh e pisce – e poi faccio la mia cernita.
Sono sempre convinto, però, che bisogna desumere dal passato ciò che è bene e adattarlo alla situazione contingente (per fare un esempio: avete visto che successo fa, su internet, quel vecchio gioco fatto con le tessere di plastica su cui erano scritti i numeri che bisognava metter in ordine? Ricordo che spesso quelle si inceppavano quando erano spostate da un posto ad un altro).

Ho visto, poi, che cambieranno gli orari dei traghetti (per incentivare a viaggiare), pertanto, per questa ragione, spero “si alleggeriscano” anche le tariffe con sconti famiglia, carnet, bonus A/R, sconti per i “fuoriusciti” ed anche per quelli che risiedono nel Lazio, perché già contribuiscono alla sovvenzione attraverso le tasse regionali.
Ciao Pasquale.

 

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3 commenti per Lettera aperta alla Redazione

  • Caro Pasquale ovviamente condivido tutto quello che hai detto: niente è cambiato da quando u vapore attraccava 4 volte alla settimana, anche se i collegamenti sono aumentati la strategia della sopravvivenza dei ponzesi è sempre la stessa, e tu la conosci molto meglio di me.

  • Sandro Russo

    La “lettera aperta” di Pasquale alla Redazione – ma in realtà anche ai Lettori di Ponza racconta – solleva una problematica da noi molto sentita, che è quella della partecipazione al sito. In effetti, nel corso di questi tre anni e passa di attività, l’indice degli Autori si è progressivamente allargato, fino ad un totale attuale di 218 contributori; certo non tutti egualmente attivi, ma comunque da parte di ciascuno c’è stato il desiderio di partecipare ad una costruzione che si andava facendo insieme.
    Come altri hanno sottolineato – per esempio Enzo di Fazio, proprio agli inizi: “Ponza racconta, le pulsazioni di un sito” (leggi qui) e Rita Bosso: “L’uomo mascherato nel campo nudisti” (leggi qui) – il sito ha permesso a molti di uscire allo scoperto con ricordi e sentimenti tenuti a lungo nascosti; altri hanno lanciato idee, provocazioni… comunque stimoli…
    In tutti i partecipanti la sensazione di essere dentro, di poter dire: “Il sito siamo noi, nel bene e nel male”.
    Ci dispiace per quelli che stanno a guardare, o a fare i giudici o gli accusatori; quelli che leggono tutto, ma non lo ammetteranno mai, quelli che vorrebbero scrivere, ma…; quelli che hanno paura di esporsi.
    Molti si esprimono su Facebook, falsamente sicuri dietro la maschera dell’anonimato. Ma il sito non è in competizione con fb: finalità, contenuti e un diverso grado di approfondimento li rendono distanti, anche se degli interscambi sono possibili (Sang’ ‘i retunne docet).

    Su un punto dissento del tutto con Pasquale, ed è quello di “accettare un po’ di tutto: forse, tra l’altro, [la redazione] vuole mettere un “po’ di sale” in un ambiente divenuto asettico, piatto e sciatto”.
    Difendo le scelte redazionali e non trovo il risultato – che consta a oggi (26 aprile 2014) di 3765 articoli e 2323 commenti (!) – né asettico, né piatto né tantomento sciatto.

    Comunque grazie, cumpa’ Pasquale, di aver sollevato la questione.
    Alle prossime
    S.R.

  • Caro Pasquale il dibattito langue da tempo e questo io l’ho sempre detto chiaramente (prendendomi i rimbrotti della redazione). Questa assenza di dibattito mi ha spinto a proporre le interviste agli amministratori e non solo.
    Qualcuno ha detto che quelle interviste sono “insulse” offendendo contenuti e interlocutori (intervistatore e intervistato); qualcun altro mi ha detto che invece l’intervista sia dal punto di vista giornalistico, (quindi informativo) che politico (l’intervista come trasparenza di idee e quindi confronto con gli amministratori) è una cosa da continuare. E’ chiaro – continua l’amico – che gli amministratori esprimono intenzioni di cose da fare; da quelle interviste risulta un quadro idilliaco che in realtà non c’è: i fatti spesso contraddicono le intenzioni, ma quello che poi meraviglia e fa restare interdetti -dice ancora l’amico – e che nessuno ha commentato quelle affermazioni degli amministratori né pro né contro.

    Tu caro Pasquale hai fatto tante domande e tante altre ci sarebbero da fare per esempio sull’allungamento della stagione turistica ne hanno parlato un pò tutti, il presidente della Proloco e il delegato al turismo ha abbozzato anche delle soluzioni.

    Ma purtroppo manca il dibattito, le controproposte da parte dei pensatori.

    Devo farlo io?
    Silverio Tomeo ebbe a dire: “Vincenzo fa gli articoli e poi se li commenta, fra poco si farà anche un autointervista.”
    Il simpatico Silverio (con il quale finalmente ci siamo ritrovati nell’intenzione di voto nei confronti di Tsipras) non sa che già me la sono fatta un’autointervista: ma il silenzio generale, lascia comunque da pensare.
    Abbiamo degli amministratori che esprimono per iscritto dei loro pensieri, dei progetti che riguarderanno il futuro dell’isola e nessuno ha niente da dire che dobbiamo pensare?.. che il nostro silenzio è assenso nei confronti del loro pensiero o indifferenza cosa a mio avviso molto più grave perché la realtà così non potrà migliorare sia sul piano strutturale che culturale.

    Ti invito caro Pasquale di rileggere quelle interviste e magari cominciare tu a comunicare agli amministratori tue eventuali controdeduzioni.
    Ciao

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