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Ponza e il 25 aprile

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di Paolo Iannuccelli
25 aprile. Rainbow.

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Ponza e il 25 aprile, un binomio indissolubile.
Gran parte della classe dirigente italiana del dopoguerra  è stata confinata sull’isola, cercando di progettare un domani migliore in condizioni difficili, quasi disperate.
Ponza è stata, insieme a Ventotene, un laboratorio di idee, un fondamento ideale per la vita futura degli italiani, un esempio di convivenza civile tra confinati e popolazione locale.
Tra i politici ferveva la discussione sulla propria ideologia, ferveva la misura delle idee, l’analisi delle possibili future forme di governo, la voglia di rinascita e riscossa, la ricerca di vera democrazia.

L’opera sistematica di rimozione  della storia di questo Paese avvenuta negli ultimi vent’anni non tende solo a colpire l’importanza del 25 aprile e l’apporto delle formazioni partigiane alla liberazione dell’Italia dal Nazifascismo ma è stata utilizzata per colpire quella carta costituzionale che rappresenta la principale eredità della Resistenza e la base della nostra convivenza civile.
Una manipolazione della storia che ha visto tra i suoi protagonismi pseudo-storici, giornalisti, e politici che anche recentemente hanno fatto di tutto per essere annoverati tra i revisionisti della storia.

Questo 25 aprile cade in una fase che vede in Europa una recrudescenza di fenomeni razzisti e violenti, opera di organizzazioni che si richiamano esplicitamente al nazismo e al fascismo, tra questi ‘Alba Dorata’ in Grecia.
Ecco perché oggi è necessario contrastare il tentativo teso a demolire l’idea dell’antifascismo come religione civile di questo Paese e a voler rivalutare le ragioni di chi per un ventennio ha tenuto sotto la morsa della dittatura l’Italia, rendendola complice della tragedia più immane dell’umanità, provocando la seconda guerra mondiale con i suoi oltre 70 milioni di morti (48 milioni civili) e lo sterminio sistematico di milioni di persone tra ebrei, disabili, zingari, gay, dissidenti politici.

Solo respingendo il disegno che vuole stravolgere la Costituzione e i revisionismi storici che lo supportano e facendo dell’antifascismo un patrimonio di tutto il Paese possiamo realmente onorare la memoria dei partigiani che sono morti per la loro e la nostra libertà.

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