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Ponza e le biblioteche perdute

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di Giuseppe Mazzella
Libri

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Spesso mi sono chiesto quante siano le biblioteche che nel corso dei secoli sono esistite a Ponza.
Dagli antichi papiri alle tavolette di cera e pergamene romane, a quelle medioevali, ai libri di carta di stracci dei preziosi incunaboli, alle edizioni sette e ottocentesche, non è difficile immaginare che anche nella nostra isola vi siano state collezioni importanti. Basti solo pensare che la più grande biblioteca privata dell’antichità la possedeva il ricchissimo Lucullo, anche se è passato alla storia sopratutto per le cene fastose. Anzi ne possedeva più d’una, a Roma, ma anche nelle numerose ville sparse per l’Italia, permettendo a chiunque di poterle frequentare.
Una in particolare dalle parti di Baia era veramente monumentale ed è considerata la più ricca collezione privata di libri di tutta l’antichità.
Volete che importanti dignitari augustei che si fermavano per lunghi periodi di ozio nelle maestose ville che avevano costruite nell’isola, non avessero biblioteche affollate di volumi greci e latini? Tutto perduto nei secoli della decadenza? Chissà!

Certamente il convento di Santa Maria, fondato dai benedettini nei primi del 500 e dove visse alcuni mesi anche Papa Silverio, che vi fu anche sepolto, doveva essere fornita di volumi preziosi.
Conoscendo, però, la cura di quegli antichi, che dedicavano la vita a ricopiare opere classiche, è ipotizzabile che li mettessero in salvo dagli attacchi dei pirati, portandoli in monasteri più sicuri della terraferma.

Di un prima biblioteca di una certa importanza abbiamo notizia attraverso la vita di Raniero da Ponza, monaco seguace di Gioacchino da Fiore che, per cultura e santità, fu legato in molti incarichi diplomatici e addirittura confessore di Papa Innocenzo III. Vissuto per anni nell’eremo di Zannone, coltissimo, non poteva non avere con sé che moltissimi libri, alcuni dei quali da lui stesso scritti.
Di quelle antiche pergamene, come della sua stessa vicenda esistenziale e religiosa, solo da pochi anni  si stanno riscoprendo tracce e notizie.
Negli archivi di San Giovanni in Fiore, in Calabria, o in altre raccolte antiche,  forse verranno trovati libri di quell’antica raccolta. Pare, poi, che alcuni volumi della biblioteca medioevale di Zannone, sfuggiti alle devastazioni saracene e conservati nel Municipio di Ponza, siano stati dati alle fiamme dai detenuti liberati da Pisacane quel fatidico 27 giugno 1857.

Biblioteca_antica

Anche la Torre dei Borboni poteva contare su importanti volumi, documenti e carte antiche, andate del tutto disperse.
Doveva certamente possedere una raccolta importante il più grande storico isolano dell’Ottocento, Giuseppe Tricoli.
Libri e carte del suo archivio, da alcune indicazioni dei suoi discendenti, furono distrutti a Formia durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Più vicino a noi un altro appassionato di storia locale, l’avvocato Luigi Sandolo, aveva messo assieme documenti e volumi di rilievo che lo avevano poi spinto a scrivere lui stesso alcuni libri storici su Ponza.
E la la raccolta di un altro avvocato, Giulio Vitiello, che è vissuto per molti anni in Sardegna. Libri e documenti confluiti in una sua importante ricerca storica, in cui ha documentato in particolare le testimonianze delle comunità  isolani ponzesi in terra sarda.

Quando si dice “un bastimento pieno di libri”, si pensa a un modo di dire. E invece  a  Ponza è accaduto anche questo.
Nei primi anni del dopoguerra, in una serata di tempesta, un bastimento fu costretto a riparare nel porto dell’isola. Il comandante, sceso a terra, aveva fatto amicizia con un nostro valido comandante, Raffaele Sandolo, lo stesso autore del dipinto del veliero bianco della Chiesa della SS. Trinità, che mi ha raccontato l’episodio.

Il dipinto di Raffaele Sandolo nella cupola

Il dipinto di Raffaele Sandolo. Particolare

Dopo cena il comandante invitò Raffaele a salire a bordo e grande fu la meraviglia nel vedere la stiva completamente occupata da migliaia di libri, destinati al macero. Potremmo definirla una biblioteca itinerante, anche se con un finale di partita al negativo. Invitato a scegliere quello che desiderava, si contentò di una Divina Commedia, che conservava gelosamente.

Forse i libri non sono tra le cose più apprezzate dagli isolani. Quando ancora c’era la discarica a cielo aperto, arrivavano tricicli pieni di carte, libri e documenti, provenienti a volte anche da enti pubblici.

Tra gli ultimi ad aver messo insieme un’importante biblioteca è stato Ernesto Prudente, cultore di storia locale, scomparso da poco più di un anno. Era suo desiderio farne dono ai ponzesi, raccogliendola nel museo comunale. Ci auguriamo che la sua raccolta non vada dispersa come tante altre e che il suo desiderio venga presto realizzato.

Libro Aquilone

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