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f-a h-32 i-17 l-01 103a Una cintura di cistoseria a pelo d'acqua

Una e-mail sui collegamenti marittimi di interesse pubblico

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di Vincenzo Ambrosino
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 .

Con il Sindaco Vigorelli e con la Sua Amministrazione io da tempo ho – anche come collaboratore di Ponza Racconta (vedi interviste) – un dialogo che ha come oggetto l’interesse del bene comune.
Ritengo e l’ho spiegato a commento di quelle interviste, che solo se escono fuori le idee dei singoli amministratori e dell’intera Amministrazione e possiamo confrontarle con quelle degli operatori nelle associazioni culturali, sociali ed economiche, e poi riusciamo a farle dialogare, forse solo così, troveremo una strada che tutti diciamo, a parole, di voler percorrere: la salvaguardia di una comunità di cittadini solidali e collaborativi per l’intero anno solare.

Questa è l’e-mail che il Sindaco  mi ha inviato:

“Caro Vincenzo,

non voglio sollecitare le tue eccelse qualità di medium e quindi ti scrivo in quanto paladino del pubblico e molto sospettoso sulla privatizzazione di Laziomar. Lo faccio per raccontarti un episodio accaduto giovedì 17 aprile pomeriggio, giusto per farti rosicare un po’. Te lo meriti, capoccione!

A Formia la nave veloce Agostino Lauro che serve Ventotene ha avuto una piccola avaria al secondo generatore. Alle 17,45 arriva da Ponza il Monte Gargano per la sua seconda corsa (da anni attesa da tutti e ora arrivata, grazie a Laziomar privata e al sindaco).

Laziomar decide di imbarcare sul M. Gargano i diretti a Ventotene e i diretti a Ponza, con percorso Formia-Ventotene-Ponza. Partenza alle ore 18. Subito il sindaco, sbarcato a Formia, viene affettuosamente assalito da ponzesi che lamentano questa variazione di percorso. Uno gli dice: “siamo oltre 100 per Ponza contro una decina per Ventotene.”

Il sindaco si informa con la nuova dirigenza Laziomar e scopre che hanno bigliettato 44 persone dirette a Ventotene (che ha 2 corse al giorno contro le 4 di Ponza) e 33 dirette a Ponza. Poi ricorda che il M. Gargano deve chiudere la tratta a Ponza perché venerdì mattina alle 8 deve ripartire per Formia. Mandarlo prima Ponza, poi a Ventotene e farlo rientrare vuoto a Ponza con i serbatoi più vuoti, era una follia. Ineccepibile.

Infine, mentre l’aliscafo parte con i borbottanti a bordo, la nuova Laziomar informa il sindaco che i passeggeri diretti a Ponza si vedranno apporre un timbro sul loro biglietto e questo consentirà loro di usufruire di una corsa gratuita in qualsiasi giorno dell’anno, a titolo di risarcimento per il disagio subito.

Scusa Vincenzo se è poco. Ma una cosa così non si era vista da non so quanti decenni o forse mai prima nella cronaca dei trasporti pubblici finanziati dallo Stato per la continuità territoriale.
Il fatto è che il pubblico se ne frega di servire l’utenza, mentre il privato la coccola. Alla Caremar e alla Laziomar pubbliche invano nel passato è stato chiesto di aumentare le corse. Peppe Tricoli ha speso una vita per cercare di ottenerle. Con la gestione della Terenzi, la trombata alle elezioni regionali e ricompensata con la carica remunerata a Laziomar, abbiamo passato l’inverno 2012 con una sola nave e un catamarano che a ogni maestralata abbassava la bandiera. Il pubblico se ne fregava di affittare mezzi alternativi. Acchiappava lo stipendio e se ne fotteva dell’utenza.

Laziomar privata nel periodo estivo ha invece aggiunto tre corse in più per ogni porto di partenza (Formia, Terracina, Anzio) per favorire l’aumento dei passeggeri (e delle merci), per servire al meglio Ponza e la sua economia. Incasserà di più Laziomar privata, certo, ma incasserà di più anche Ponza. I privati puntano al profitto, certo, ma è Ponza che ne approfitta.

Quanto ad altre coccole, visto che mi hai sollecitato con un messaggio medianico extrasensoriale ad occuparmi delle condizioni dei disabili, anche a seguito di una dignitosissima lettera della Signora Mariamercedes pubblicata su “Ponza Racconta”, posso confermarti che le “coccole” di Laziomar privatizzata comprendono anche queste situazioni.

Posso dirti che il Monte Gargano rinnovato al suo interno (sedili, moquette, tendaggi), potenziato nella velocità di crociera a 34 nodi, ha già due sedili adatti ad ospitare i super-obesi. Anche la nave Quirino li avrà. Da pendolare Roma-Ponza-Roma tante volte ho visto con tristezza alcuni nostri super-obesi seduti sui sedili di poppa all’aperto, gli unici per loro agibili, imbacuccati per resistere al freddo e al vento. E’ una questione che avevo subito posto ai nuovi privati e che è in via di piena soluzione.

Anche la questione dei disabili l’ho posta subito, avendoli visti nel loculo dell’hangar e ricordandomi che la Terenzi aveva assicurato i sindaci delle due isole e la Regione che i lavori in cantiere per le navi Laziomar sarebbero serviti anche per allestirle con l’ascensore per i disabili. Non posso dire promesse da marinai, perché la Terenzi è una BRA (Braccia Rubate all’Agricoltura).

I nuovi privati hanno risposto positivamente e hanno già chiesto l’autorizzazione agli Enti preposti la sicurezza della navigazione di poter utilizzare i saliscale cingolati che molte ditte costruiscono e vendono nel mondo per abbattere le barriere architettoniche. Su Internet si trovano centinaia di siti, con foto, video, testimonianze, di questi mezzi applicati alle sedie a rotelle, che sono alimentati da batterie e che possono scalare 15 gradini al minuto. Una soluzione pratica e moderna.

E’ tutto, riposa la tua mente che naviga nell’iperuranio tra gnomi e folletti e prepariamoci a passare una bella estate per la nostra stupenda isola.
Piero Vigorelli”

 

Caro Sindaco,
la mia mente è fatta per pensare e soprattutto pensare a come tutti i problemi strutturali che tu stai impegnandoti a portare avanti siano a misura del mio teorico progetto, quello della vera salvaguardia della residenza invernale. Comunque è fondamentale che ci sia da parte tua questa attenzione alla comunicazione, che io ritengo sia fondamentale per un vero confronto democratico.

V. A.

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