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Ciao, amico Giustino

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la RedazioneGiustino

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Abbiamo appena appreso che Giustino non c’è più.
Una grande perdita, non solo per i suoi familiari e i suoi amici, ma per l’isola tutta.

La sua vita, qualcuno la racconterà per esteso… dalla nascita a Ponza, alla giovinezza, all’avventura da emigrante in America, al ritorno fortemente voluto.

Da qui in avanti Giustino diventa un’istituzione, a Ponza; gli ultimi quaranta e passa anni della vita del Fieno lo vedono protagonista di un mondo – il microcosmo del Fieno – che per anni ha ruotato intorno alla sua famosa cantina – ‘a cantina ‘i Giustin’ – a picco sul mare.

Lo ritroveremo ancora Giustino, tante volte, nei nostri pensieri e su queste pagine…

Cantina Giustino.1

 

 

Giustino.31

Una citazione di Giustino nel bel libro fotografico di Paolo Costa “La vite è bella” [digitare -La vite è bella – nel riquadro CERCA NEL SITO, in Frontespizio]

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3 commenti per Ciao, amico Giustino

  • Giovanni Conte di Silvano

    Grande uomo, grande lavoratore, sempre sorridente… Ciao Giustino

  • polina ambrosino

    ULTIMO ADDIO
    PIETRE E SASSI SULLA STRADA, MA CORREVI VELOCE:
    PASSO SPEDITO, BORSA A TRACOLLA, BASTONE IN MANO.
    UOMO DI ANTICA SAGGEZZA
    E DI RARA EDUCAZIONE.
    DI BUON MATTINO
    DA CONTADINO
    CON LA PIOGGIA O CON IL SOLE,
    E CON IL CANE, AMICO E SOSTEGNO,
    PARTIVI PER IL TUO REGNO,
    LA TERRA OLTRE LA COLLINA
    DOVE L’UNIVERSO SALUTA OGNI MATTINA
    LE VIGNE E LE CANTINA:
    IL FIENO DI PONZA
    RAGIONE DI UNA VITA
    DI FATICHE E DI AMICIZIA
    DI SUDORE E DI SAPIENZA.
    IL RE DEL FIENO E’ MORTO
    E PIANGONO ANCHE I SASSI
    MENTRE NEL VENTO
    VIAGGIANO SICURI
    I TUOI PASSI:
    ADDIO ZIO GIUSTINO
    SALUTACI I PARENTI E GLI AMICI
    CHE TI ASPETTANO
    FELICI
    E PREPARANO UNA PASQUETTA
    DA ANTICA TRADIZIONE
    MENTRE NOI TI SALUTIAMO CON IMMENSA COMMOZIONE:
    ARRIVEDERCI, SEMPRE CON IL SORRISO!

  • Lino Pagano

    Tra viuzze e parracine, ’a via p’i cantine. Dedicata ai pionieri del ‘Fieno’

    Tra viuzze e parracine,
    rugiada e sole di mattina,
    lucertole freddolose
    stese al sole tra le erbe odorose.
    Sali, scendi e poi risali con l’asino che tira,
    poi si ferma annusa l’aria, raglia e si rigira,
    la stradina che porta in cima al monte
    ha Chiaia di Luna a destra e di fronte
    Arriviamo su di prima mattina,
    nell’aria frizzantina,
    ovunque silenzio ancora,
    laggiù in lontananza spunta l’aurora;
    il cielo è di un pallido rosa,
    sembra quasi un vestito da sposa.
    Scolliniamo sul crinale: meraviglia!
    Guardi lontano per miglia e miglia
    il vecchio corpo di guardia, la punta,
    e il mare, intorno, che lo contrappunta
    e sempre là tra viti e vastacietti
    è uno spettacolo che non ti aspetti,
    tra voli di quaglie e tortorelle
    tutto ti sembra bello…

    Guardi la stradina che scende
    – il racconto non rende –
    i gradoni del cammino
    sulle vie del vino
    un percorso per giganti
    che avran fatto in tanti
    pietre di lava fusa
    dividono il terreno per chi lo usa.
    In lontananza già Liberato e Luigino
    arrivati per primi, ma vedo già Giustino
    avviarsi verso le cantine,
    con l’asino e il suo basto;
    porta i barili e il resto.
    C’è pure ’u Schàffer, fucile a spalla e coppola in testa
    e il cane intorno che gli fa festa,
    ’Ngiulille e Boffacazone sono già fuori le cantine,
    si preparano al lavoro, come tutte le mattine.
    ’U Schàffer tira fuori le panche, il tavolino,
    i bicchieri e il bottiglione di vino.
    Tu arrivi e sei il benvenuto
    appena porgi il tuo saluto,
    ti ritrovi in mano un bicchiere di vino
    …e sono solo le sei di mattino!
    Ma poi il lavoro impegna,
    nel silenzio che regna;
    ogni tanto nell’aria un richiamo,
    che rimbalza tra il monte e il piano.
    La risposta passa dall’uno all’altro posto,
    come tra sentinelle di un avamposto.
    Quando il sole picchia in testa più forte
    cominci a temere per la tua sorte…
    solo chi è abituato resiste;
    ora a tutti fa piacere una sosta.
    Si torna al fresco della cantina
    Dove qualcuno ha pensato alla cucina.
    E qui per sorte o per magia
    si beve e si mangia tutti in allegria…
    Il giorno si svolge piano piano:
    è più lento il lavoro pomeridiano
    finché la brezza sale dal mare
    con l’umido salino della sera…
    E viene l’ora del ritorno:
    è finito anche questo giorno.
    Ci vuole tempo per arrivare in cima,
    nessuno ha fretta di arrivare prima
    proprio lassù una poiana vola
    fa cerchi in cielo, con sfondo Palmarola.
    È forse il suo modo di dire
    addio al giorno che se ne va a dormire.
    Che differenza tra la sera e la mattina,
    la luce soffusa del giorno
    e quella di fuoco acceso al ritorno
    Un asino e i Vecchi: carico in spalla, che fa meno male
    e la fune, che tiene a bada l’animale
    che lento scende per la via scoscesa,
    di pietre in fila, come banchi in una chiesa,
    resta soltanto un’ora di luce,
    si torna a casa, alla famiglia, in pace.
    Domani ancora sulla via del Fieno, come tutte le mattine
    tra viuzze strette e parracine
    giorno dopo giorno è passata una vita
    ti volti indietro ed è già finita.

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