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Intervista a Cesare De Luca, presidente de ‘La Compagnia del Trichetto’

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di Vincenzo Ambrosino
Cesare D.L. Ritaglio

 .

D.  Cesare quando, con chi, per quali obiettivi e fini è nata ‘La Compagnia del Trichetto’?

R.  Questa associazione è nata l’ 8 Novembre 2003 dal grande amore di 5 amici per il mare e per le isole ponziane. E’ proprio questo amore comune che ci ha fatto arrivare ogni anno anche a più di 40 iscritti e quasi duecento partecipanti alle nostre iniziative.  L’Associazione che non ha fini di lucro ed opera per la diffusione della cultura isolana e del mare intesa in ogni sua forma e fruibilità ed in particolare per la promozione, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale delle Isole Ponziane e degli sport acquatici e non, praticati sull’isola. Tutto questo ci ha spinto e spinge ancora tutti noi ad organizzare e promuovere  eventi che abbiano come protagonisti il mare, le isole e la vita su di esse.

D.  Quali sono state le vostre attività sviluppate in questi anni.

R.  Dal 2005 organizziamo il corso scolastico sulla marineria e storia di Ponza e la Gara delle Bagnarole, dal 2006 abbiamo attivato l’unica scuola vela presente sull’isola, dal 2005 organizziamo la regata velica isolana la Settimana Velica Ponziana, dal 2010 siamo stati i primi a organizzare la pulizia dei sentieri ed escursioni naturalistiche.
Da 4 anni organizziamo attività invernali come danza, balli di gruppo e aerobica.
Ultima nata è “la gara di pesca con papà” che è stata un grande successo.
Come puoi notare sono tutte attività iniziate e ancora in atto.
Una vita sociale sono convinto abbia necessità di continuità. Troppe volte abbiamo visto bellissime iniziative chiudersi dopo poche edizioni.

D.  La gara delle “bagnarole” l’ho trovata un’idea e una iniziativa straordinariamente originali, una delle più riuscite e azzeccate in questi ultimi anni, infatti è diventata una festa, un appuntamento che ogni anno vede la partecipazione di un maggior numero di  giovani e adulti; come e nata e come si svilupperà negli anni questa manifestazione?

R. Come molte belle idee, la gara nasce da cose semplici. Molti di noi, da bambini, abbiamo giocato con i tronchi lasciati sulle spiagge fingendo di fare grandi navigazioni; noi non abbiamo fatto altro che regolamentarla e organizzarla in modo ludico.
Ammetto che alla prima edizione eravamo incerti sulla riuscita dell’idea ma da subito si è dimostrata un successo fino a mobilitare circa 80 bambini/ragazzi e centinaia di spettatori.
Non nascondo che siamo tutti orgogliosi delle bagnarole e che sia diventata “la festa” che apre l’estate ponzese.

D.  Nel tempo voi della Compagnia avete tenuto anche lezioni nelle varie scuole e su vari argomenti che riguardavano il mare e non solo, anche la storia e l’educazione ambientale. Quale bilancio puoi fare di queste iniziative? …l’educazione all’ambiente, la conoscenza della cultura marinara e storico archeologica attecchiscono nei giovani? Che cosa si può fare per migliorare le conoscenze e quindi una sensibilità ambientalista nei giovani di Ponza?

R.  Il bilancio è positivo ma la risposta è crederci e perseverare. La crescita deve essere lenta e costante e ha bisogno di tempo. Dico questo serenamente perché il primo che ha bisogno di  tempo sono io.

D.  Quest’anno avete collaborato con l’Associazione ‘Sport e pesca’ e avete organizzato “Papà porta a pesca tuo figlio”. Anche questa è una iniziativa originale ma da quali esigenze nasce una tale idea?

R.  Anche qui non c’è una vera genesi, c’è solo la voglia di fare e legittimare un’attività comune ai ponzesi, pescare. Soprattutto d’inverno, pescare con una canna da pesca è un’attività rilassante che molti praticano per uscire dalla situazione amorfa dell’isola.
Di grande rilevanza è il rapporto genitore/figlio che spesso nella vita moderna viene messo da parte ma che, una volta riscoperto, è una cosa bellissima.
Alle bagnarole molti genitori mi ringraziano proprio per avere l’opportunità di divertirsi con i loro figli.

D.  Io dico che le associazioni ponzesi quelle che vivono l’isola tutto l’anno a Ponza sono il vero “tesoretto” da cui attingere per dare un senso di continuità alla vita a Ponza, una continuità per dodici mesi all’anno: lo dico a voi e agli Amministratori! Tu non pensi che le vostre individuali encomiabili iniziative, vengono in qualche modo sprecate e non hanno il giusto impatto sull’isola che rimane culturalmente individualista, perché non c’è fra tutte le associazioni culturali, sportive, ambientali un coordinamento che solo può portare ad un calendario annuale di iniziative e soprattutto ad una collaborazione che rafforza il messaggio?

R.  Questo senso individualista è una cosa tipica “ponzese” ma la soluzione sta proprio all’interno delle associazioni. Non c’è mai stato un vero progetto di unione ma credo che ci si arrivi presto.

D.   Vi sono tante strutture da far funzionare, da riempire di contenuti al servizio della residenza annuale; sto parlando dell’ex scuola media, della tensostruttura in via Cavatella, ma anche dei campetti di calcio e calcetto, del Museo ecc.
Quali sono le proposte che rivolgi all’amministrazione per far in modo che questi contenitori diventino spazi di aggregazione e di produzione di cultura, conoscenza e integrazione sociale?

R.  Io sono convinto che tutte le strutture pubbliche debbano essere affidate in gestione perché solo in questo modo il patrimonio comunale può migliorare o, per lo meno, non peggiorare. Una struttura pubblica credo debba funzionare come un bene privato, la si deve affidare ad un gestore che se ne assuma oneri e onori. Quello che è di tutti alla fine non è di nessuno.

D.  Tu ti sei occupato anche di pulire necropoli, creare itinerari archeologici e botanici. Il presidente della Pro loco ha detto che bisogna allungare la stagione turistica e lo si può fare perché abbiamo a disposizione la cisterna romana della Dragonara, e poi sviluppando la cultura eno-gastronomica che può venire fuori dalle nostre tradizione culinarie e dall’apporto dei nuovi viticoltori sopraggiunti sull’isola. Sulla scorta delle tue esperienze è questa secondo te la strada per allungare la stagione turistica?

R.  Non credo che ci sia una soluzione, ma sono sicuro che l’ offerta “a terra” sia il nostro potenziale per crescere.

D.  Si fa un gran parlare di patrimonio storico-archeologico, ma la maggior parte dei resti o sono inglobati in case private o sono del tutto persi. Io penso che se siamo efficienti e convinti si possa al massimo recuperare la Grotta del Serpente alla fruizione turistica; tu che hai più conoscenza della realtà territoriale dal punto di vista dell’evidenze archeologiche, in concreto secondo te, cosa si può ancora recuperare per fini turistici e culturali?

R.  Personalmente non punterei sulla Grotta del Serpente ma su altre evidenze molto più accessibili e facile da valorizzare e credo che questa Amministrazione sia sulla strada giusta. Come Associazione che ha creduto per prima nella pulizia del sentiero delle necropoli siamo impegnati in alcuni progetti riguardanti  che spero vadano in porto presto.

D.  Quali sono i progetti futuri della compagnia del Trinchetto?

R.  Il primo vero progetto è sempre quello di migliorare le attività già in calendario e sono già molte. Ricordo che l’Associazione si basa sul volontariato e economicamente sugli sponsor quindi non possiamo mettere sulla brace troppa carne. Ci sono nuove idee in cantiere e posso anticipare che sono tutte rivolte a “terra” anche perché sul mare ci sono molti vincoli che, per adesso, sono difficili da superare.

 

Nel ringraziare Cesare de Luca della collaborazione e del suo prezioso impegno per la comunità isolana voglio terminare proprio con una sua frase che sottolinea la speranza di cambiamento che le nuove generazioni si aspettano della politica e dalle Associazioni:

“Questo senso individualista è una cosa tipica “ponzese” ma la soluzione sta proprio all’interno delle associazioni. Non c’è mai stato un vero progetto di unione ma credo che ci si arrivi presto”.

E questo è anche il mio auspicio!

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