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Suio, splendore di una nobile Contea (2)

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di Cosmo Pontecorvo
Raffaele Carelli 1795–1864.. Cascata sul Garigliano a Isola del Liri

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Per la puntata precedente, leggi qui

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Nel 1078 il duca di Capua Giordano dà Sujo al conte Rainerio, figlio di Leone II. Questo lo offre a Montecassino, che ne investe un certo Goffredo Monio. Lo stesso Riccardo dell’Aquila, prima di diventare conte di Sessa e duca di Gaeta, aveva in feudo il castello di “Picae”, presso Pontecorvo ed il “Castrum Suji”, ricevuto dall’abate Oderisio.

Nel 1117 Roberto di Capua confermò la disposizione di Riccardo di Gaeta e del di lui figlio Andrea, attribuendo Sujo ancora a Montecassino.

Il contado fu successivamente occupato da Goffredo dell’Aquila, conte di Sessa e di Trajiecto, nonché dal di lui figlio Riccardo, conte di Fondi.

Le vicende storiche sono quanto mai importanti per Sujo nei secoli successivi. Nel 1300 sul “castello” venne posta un’obbligazione di 800 once d’oro da Roffredo Caetani. Un vero e proprio conflitto si instaurò tra i conti di Sujo e quelli di Gaeta, per la supremazia della zona, che rimase tutta sconvolta dalla guerra.

Nel 1409 il castello di Sujo venne venduto per una somma da capogiro: 11.200 ducati alla città di Gaeta. Un singolarissimo riferimento si ha ai tempi di Giacomo Ruffo, la cui moglie, essendo rimasta vedova, doveva essere reintegrata nella dote di 1.800 once.
I “benefici” parrocchiali alla fine del 1500 offrono rendite per ducati 253 alla comunità di Sujo, mentre Castelforte ne fa riscontrare soli 116.

Alla “numerazione dei fuochi” del 1600 Sujo diede nuclei familiari da 30 a 19. Il che equivale a circa 150 abitanti. Nel 1790 il Galanti cita, per Sujo, 218 abitanti.
Ma, ormai, lo splendore della contea è al tramonto. Nel secolo XIII una guarnigione di militari di Sujo sciamò, per causa del colera o dei terremoti; da talemigrazione,dovuta anche a“perniciem aeris” nacque la Terra di Castelforte.
Lo “status animorum”, redatto nel 1765 dall’economo Curato della Chiesa di S. Michele Arcangelo, esistente pressola Curia Arcivescovile di Gaeta, riporta abitanti 197 (6) di cui 129 “apti ad communionem”, 65 “non apti”, sacerdoti 3. Arciprete risulta Don Mattia Caruso di 55 anni.
E così, di seguito, abbiamo i seguenti dati:
Anno 1819, abitanti 156, fuochi 39. Toponimi più rilevanti: Porta di Sujo, S. Nicola, S.Maria Impensulis, Viaro S. Erasmo a Sujo Valle.
1821 (abit. 154, 1822, 133, 1823, 153, possidenti 100, contadini 82; 1824, 149; possidenti 65, contadini 85; 1817, 154;1828, 159; 1829, 150; 1830, 155; 1831, 151; 1832, 152; 1833, 143; 1834,150.
Dopo tale periodo, in cui la demografia è stazionaria sui 150 abitanti, e così fino al 1854, abbiamo nel 1855 abitanti 270. Economo curato risulta Padre Gabriele d’Avella. Nel 1858, dai dati egualmente repertati presso òa Curia Arcivescovile di Gaeta, risultano abitanti 248, di cui impuberi maschi (dalla nascita ai 14 anni) 37 femmine (dalla nascita fino ai 12 anni compiti) 43; adulti (da 15 a 18 anni) 12; da 19 anni a 21 anni n. 26; da 23 anni a 50, n. 42; vecchi (maschi) da 61 anni in poi n. 24; femmine (da 51 anni in poi), n. 24. Risultano altresì possidenti n. 42, impiegati civili n. 1, ostritriciti (?) n. 1, monaci n. 1, coloni 41, operai n. 26, pastori 11, mentre le famiglie non comprese nell’elenco sono n. 123. Curato è ancora Padre Gabriele d’Avella.
Al censimento del 1971 Sujo ha offerto 1.531 abitanti.

Le chiese più antiche della zona risultano S. Maria in Viaro, presente già nel 944; S. Erasmo in Sujo Valle, citata nella bolla di Adriano IV nell’anno 1158, e S. Egidio “iuxta caldanas”, citata nel medesimo documento.

Nell’anno 1292 si trova una menzione riguardante S. Maria in Pensulis (7), ove si troveranno poi “immagini pittate”.
Detta Chiesa, alla fine del 1500 (anno 1590) era Arcipretura di Sujo, mentre è arduo citare il numero delle cappelle e chiese di Sujo, che appaiono numerose in questo periodo.

Suio (Castelforte). Santa Maria in pensulis
Suio (Castelforte). S. Maria in pensulis

Attualmente monumenti più significativi sono S. Maria in pensulis, S. Michele Parrocchia di Sujo, S. Erasmo a Sujo Valle. Significativa anche la cosiddetta Torre di Don Pio, ubicata in località Castelluccio, costruita nel 1612.

Sujo è ancora dotata di un catasto proprio che, più propriamente, più una residua sezione censuaria del Catasto antichissimo.

L’Università perdette l’autonomia nell’anno 1808, all’avvento dei francesi.

A Sujo è ubicata una centrale termoelettrica che sfrutta le acque del Garigliano, raccolte nell’invaso di una splendida diga.

Isola del Liri. Cascata Grande

Isola del Liri attuale: cascata grande

Suio. Diga sul fiume Garigliano

Suio. Diga sul fiume Garigliano

Gli aranceti di Sujo producono arance pregiate, saporitissime e precoci, anche per via dell’aria, tiepida, che emanano le vicine sorgenti termali e le “polle” esistenti un po’ dappertutto.
Gustosissime le anguille del Garigliano, pescate dai fiumaroli tradizionali nelle “nasse”. Esse rappresentano un piatto forte e prelibato per la gastronomia aurunca.

Aranceti di Suio
Aranceti di Suio

Attualmente esistono in loco numerosi stabilimenti termali. Citiamo ad esempio: Ciorra, Tomassi, Faramondi, S. Maria, Tudino, Cracciolo-Forte, S. Egidio, Duratorre (attualmente chiuso), mentre sono stati distrutti dalla guerra gli stabilimenti Viccari, Quattro Tori e della Provincia.

Recentemente sono state inaugurate le Terme Vescine, un moderno stabilimento della FIAT – S. Pellegrino, alla cui apertura è intervenuto l’On. Andreotti con altre autorità.
Il Ministro Andreotti, nel ricordare il decennio di “preparazione”, resosi necessario per decollo delle terme di Sujo, ha messo in risalto la funzione che può svolgere nel settore la funzione della Cassa per il Mezzogiorno.

Immagine di copertina – Dipinto di Raffaele Carelli 1795–1864.. Cascata sul Garigliano a Isola del Liri

Note
6.      Angelo de Santis, Aspetti demografici della regione Aurunca nella prima metà del secolo XIX, Roma, 1974,pp.177-178.
7.      Codex Diplomaticus Gajetanus, cit. II, 412 e passim.

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[Suio, splendore di una nobile Contea. (2) – Fine]

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