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Questi benedetti collegamenti

la Redazione
Collegamenti marittimi [1]

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In una nota della redazione del 3 febbraio scorso, noi di Ponza racconta esprimemmo alcune perplessità relative al contratto di servizio della Laziomar.
Tra queste, vi era quella relativa al rischio di perdere  il “porto capolinea”, cioè il diritto, costato anni di lotte, come qualcuno ricorderà, di avere il pernottamento del traghetto nel porto di Ponza, con relativa corsa mattutina (leggi qui [2]).

Avevamo visto giusto. Quello che doveva essere il ‘servizio minimo’ che la società doveva garantire a Ponza, non si sta rivelando tale.

Non essendoci ancora niente di ufficiale, facciamo riferimento a voci di corridoio.
Si parla di incontri tra l’Amministrazione ed i commercianti, che sarebbero favorevoli alla soppressione.

Questa vicenda ci ricorda la discussione sul mercato dell’estate scorsa (leggi qui  [3]l’articolo, insieme ai relativi, numerosi commenti)

Sta passando, a nostro giudizio, il pericoloso concetto che tutte le decisioni vanno prese con l’unico parametro dell’interesse turistico.
Se una cosa è utile al turista, allora va bene, anche a costo di sacrifici per la popolazione.
È  così che si intende salvaguardare la ‘residenzialità’ di cui tanto si parla?

Se l’Amministrazione e parte dei commercianti ritengono utile avere altre corse o altri orari… bene, che si battessero per questo: avrebbero certamente il nostro appoggio.
‘Servizio minimo’ significa che sarebbero auspicabili miglioramenti, ma che i servizi ottenuti – ripetiamo, dopo anni di lotte – non vanno toccati!

Quello che si dimentica, è che anche in prospettiva turistica, è necessario che un paese ‘funzioni’ nell’interesse primario della comunità che vi abita.
Il ‘villaggio-vacanze’ è un modello ormai obsoleto, perdente dappertutto, che oltretutto garantirebbe guadagni solo ad una piccola parte di una popolazione.
È questo che si vuole?

L’identikit del turista che oggi va per la maggiore è quello di un fruitore attento agli usi e costumi del paese che si va a visitare.
Le località più in auge da un punto di vista turistico sono quelle che hanno saputo coniugare bellezze naturali e tradizioni culturali; artigianato, gastronomia, folclore. Ma per ottenere questo è ovvio che bisogna favorire, far sviluppare, fornire supporto alla popolazione residente.

La corsa delle 05,30 per Formia è indispensabile ai ponzesi: a Formia vi è l’unico polo ospedaliero della zona, vi sono gli uffici amministrativi di riferimento. Ci sono
le scuole di ogni ordine e grado. Vi è l’unica stazione che dà accesso alla rete ferroviaria nazionale. Non è un caso, ma è sulla scorta di tali servizi che tanti ponzesi hanno acquistato casa a Formia, quando il mercato lo consentiva.
Se perdiamo la corsa mattutina, cosa faranno i ponzesi che hanno bisogno di recarsi sul continente per impegni personali? Dovranno pernottare fuori dall’isola ogni volta, con i disagi e le spese che ne conseguono? …nell’interesse turistico esclusivo, questo sì, degli operatori formiani?

E la tanto decantata continuità territoriale?

Tra le ‘voci di corridoio’ si dice pure che questa “rivoluzione” dovrebbe essere solo stagionale.
Ovviamente rimaniamo perplessi. Perché non esistono stagioni per i bisogni dei cittadini (e qua torniamo al mercato). E perché in Italia, come si sa, nulla è più definitivo del provvisorio.

È per queste considerazioni che, come paventavamo nell’articolo citato, bisogna salvaguardare l’esistente: la gestione attuale della Laziomar dovrebbe casomai incrementare, se è all’altezza, perché a tagliare sono buoni tutti.

Signor Sindaco, potremmo avere finalmente la sua opinione in merito, non volendo accontentarci delle ‘voci di corridoio’?

Collegamenti marittimi.1 [4]

Post-Scriptum (31.03.2014)

Postille giunte in Redazione dopo la pubblicazione del presente articolo, da parte di altri redattori:

1)  un orario che consenta a chi viene dalla terraferma , in questo caso il turista, di andare e tornare da Ponza in giornata, può far diventare l’approdo all’isola un “mordi e fuggi” che non lascia nulla nelle tasche dei ponzesi.

2)  se la sovvenzione alla Laziomar viene data per mantenere il servizio ai residenti (tutti, non solo i commercianti che sono tra l’altro una piccola parte), è dal loro interesse che bisogna partire.
3)  anche se non pernotta a Formia, c’è per il ponzese un aggravio dei costi legato al biglietto dell’aliscafo più elevato di quello della nave; a parte l’insicurezza delle partenza del mezzo col mare agitato (evento più raro con la nave).