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L’odore del tempo che fugge

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di Gabriella Nardacci
VENEZIA

 .

L’odore del tempo che fugge


Mi basta sentire l’odore di un pergolato e del vino nei tini,

l’odore delle cantine e della legna,

l’odore della mentuccia dopo averci camminato sopra…

L’odore dei frantoi che lavorano le olive e l’odore del pane avanzato pregno d’olio.

Mi basta sentire l’odore del fumo dei camini,

l’odore di un libro nuovo,

l’odore dei miei figli e di mia madre,

l’odore della pioggia,

della terra smossa,

della nebbia,

l’odore della cera delle candele

e l’odore del mare…


E forse, sento l’odore della nostalgia e del tempo che fugge

portandosi sempre più lontano,

tutto il tempo trascorso tra ninnoli e risate,

tra ricordi operosi e sogni,

tra le carezze del giorno e le lacrime della sera,

quando non si vedeva nel cielo una sola stella

e si aveva voglia di camminare scalzi…

.

Foglie sull'acqua. Riflessi

Per una breve monografia sugli “odori” leggi anche i più recenti articoli pubblicati sul sito: qui e qui

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1 commento per L’odore del tempo che fugge

  • Irma Zecca

    Quello che mi riporta indietro nel tempo, in un tempo felice, senza preoccupazioni è l’odore del mare; l’odore che c’era a Santa Maria “sott’ ’u turòne”, dove da bambina mi portava mia madre a fare i bagni nella stagione estiva, praticamente sotto casa.
    Ricordo che quasi a riva appoggiavo le mani per terra sott’acqua ed immergevo la testa nell’acqua trasparente, mi divertivo ad aprire gli occhi per vedere le strisce tremolanti create dai riflessi del sole sull’acqua che formavano un disegno come una rete in continuo movimento. Poi mi avvicinavo agli scogli che partivano dalla riva come un divisorio naturale tra Santa Maria e Giancos dove nuotavo o meglio mi spostavo nell’acqua con le mani sullo scoglio per poter sentire meglio quel profumo… il profumo che poi avrei risentito con la mente, quando finiva la bella stagione e ritornava l’inverno.
    In quell’odore era racchiuso l’odore del sole e quello del sale… ma l’odore specifico è quello che descrive Gabriella Nardacci: L’ODORE DEL TEMPO CHE FUGGE!

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