Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0045-045 u-07 k2-17 v4-9 valiante-giuseppe 03

Finalmente la politica si interessa alla questione del faro della Guardia

Condividi questo articolo

a cura della Redazione

.

Apprendiamo da un comunicato stampa pubblicato ieri sui media che l’onorevole Federico Fauttilli (*) ha presentato un’interrogazione al Ministro della Difesa Mauro per conoscere i  motivi che ostano a rendere il faro bene fruibile da parte di tutti, dopo che nel 2010 lo stesso Ministero della Difesa, con apposito provvedimento, aveva inserito l’immobile tra quelli alienabili.
La strada è sempre “molto lunga” per il faro della Guardia, ma… non si è mai interrotta!
la Redazione

Faro della Guardia con Palmarola sullo sfondo

Questa la notizia, ripresa da h24notizie.it, a firma Clemente Pistilli:

Ponza, il Ministero della Difesa non molla il Faro della Guardia

Cosa deve farci il Ministero della difesa con il faro di Ponza? Difficile immaginarlo, ma quel bene non lo vuole mollare. Lo ha messo nero su bianco a dicembre, rispondendo a una nota dell’Agenzia del demanio, a cui il Comune dell’isola aveva chiesto di poter entrare in possesso di quell’immobile, scelto con una campagna del Fondo per l’ambiente italiano come uno dei luoghi del cuore e di quelli che l’associazione vorrebbe tutelare. Una posizione che non è piaciuta all’onorevole Federico Fauttilli, che ha ora presentato un’apposita interrogazione al ministro della difesa, Mario Mauro. Il Comune di Ponza, a novembre, aveva chiesto all’Agenzia del demanio il trasferimento a titolo non oneroso del fabbricato del faro, composto da quattro appartamenti e altri locali, compreso un giardino di circa 120 metri quadrati.

Il 20 dicembre la Difesa ha risposto in maniera telegrafica all’Agenzia del demanio, che aveva chiesto al dicastero se fosse ancora interessato a mantenere l’uso del faro: “I beni in parola risultano necessari per lo svolgimento di attività istituzionali dell’amministrazione della difesa”.
L’8 settembre 2010, però, proprio il faro di Ponza era stato inserito tra i cosiddetti beni alienabili.
Sul cambio di rotta, proprio quando il bene poteva essere valorizzato e reso fruibile ai cittadini, Fauttilli vuole la verità e ora attende una risposta dal ministro Mauro”.

.

Questo l’articolo originale in file pdf Ponza il Ministero della Difesa non molla il Faro della Guardia

Si è allegato all’articolo il testo completo dell’interrogazione  parlamentare presentata dall’on. Fauttilli al Ministro della Difesa l’altro ieri, 12 febbraio 2014, seduta n. 172

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00639 presentata da Fauttilli Federico
testo di  mercoledì 12 febbraio 2014, seduta n. 172


 

(*) Federico Fauttilli  – Uomo politico italiano, nato a Priverno. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XVI Lazio 2 per “Scelta Civica per l’Italia”. Il 10 dicembre 2013 aderisce al nuovo gruppo parlamentare “Per l’Italia” [sintesi delle notizie da Wikipedia].

.

Si allega il testo completo dell’interrogazione  parlamentare presentata dall’on. Fauttilli al Ministro della Difesa l’altro ieri, 12 febbraio 2014, seduta n. 172

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00639 presentata da Fauttilli Federico
testo di  mercoledì 12 febbraio 2014, seduta n. 172

“FAUTTILLI — Al Ministro della Difesa.
Per sapere ,
premesso che:

– il faro dell’isola di Ponza, sulla base dei risultati conseguiti nell’ambito della campagna 2012 «I luoghi del cuore» è stato inserito fra i diciannove beni che il FAI – Fondo Ambiente italiano – ha scelto come bene da salvaguardare e da tutelare per valore storico-culturale e paesaggistico;
– in data 30 ottobre 2013 ed in data 20 novembre 2013, a rettifica ed integrazione della prima istanza, il comune di Ponza ha inoltrato all’Agenzia del demanio, una richiesta di trasferimento a titolo non oneroso del fabbricato del faro costituito da n. 4 appartamenti (due per piano) ed altri locali compreso un giardino di circa 120 metriquadri a norma – dell’articolo 56-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98);
– nella richiesta il comune ha indicato come finalità la seguente opzione:
«Bene da valorizzare in ottica di mercato ai fini della messa a reddito o dell’alienazione, anche mediante il conferimento ai fondi immobiliari, nell’interesse diretto od indiretto della collettività»;
– il bene è assegnato formalmente in uso governativo al Ministero della difesa. Pertanto l’Agenzia del demanio, in data 22 novembre 2013, ha infondato della richiesta il Ministero della difesa, specificatamente la direzione generale dei lavori e del demanio, chiedendo di confermare, entro il termine perentorio di trenta giorni, la necessità del bene per le funzioni di difesa e per le esigenze istituzionali;
– l’Agenzia del demanio precisava che il mancato riscontro entro il termine indicato avrebbe costituito mancato interesse al mantenimento in uso dell’immobile e, di conseguenza, presupposto per i successivi adempimenti in materia di federalismo demaniale;
– l’Agenzia del demanio chiedeva, in particolare, di specificare, nell’ipotesi in cui il bene non fosse concretamente utilizzato ma fosse comunque necessario alle esigenze governative, la tempistica entro la quale se ne prevedeva l’utilizzo e, nel caso in cui l’immobile necessitasse di interventi edilizi, la conferma della disponibilità di risorse adeguate a finanziare i lavori e la tempistica prevista per l’esecuzione degli interventi;
– alla richiesta dell’Agenzia del demanio, il Ministero della difesa ha risposto, in data 20 dicembre 2013, in maniera sintetica confermando che «i beni in parola risultano necessari per lo svolgimento di attività istituzionali dell’A.D» –:

se non ritenga che tale decisione contrasti con quanto disposto dal decreto direttoriale n. 13/2/5/2010 dell’8 settembre 2010 che aveva individuato, al fine del trasferimento al patrimonio disponibile dello Stato alcuni immobili in uso all’Amministrazione Difesa da assoggettare a procedure di alienazione, permuta, valorizzazione e gestione previste dall’articolo 14-bis – comma 3 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 che aveva inserito il faro tra i beni alienabili con la seguente annotazione «presenza di funzioni da riallocare». “

Condividi questo articolo

2 commenti per Finalmente la politica si interessa alla questione del faro della Guardia

Devi essere collegato per poter inserire un commento.