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l-07 t5-20 93 aricolo Immagini storiche di Ponza Il re delle triglie: Apogon imberbis

È stat’ nu bellu viaggio!

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di Silverio Lamonica
E' stato un bel viaggio

 .

Nel volgere di pochi giorni, quattro carissimi concittadini ci hanno lasciato. Due di loro non appartenevano alle famiglie ponzesi di “vecchia data”, ma tutti e quattro amavano quest’isola in modo direi “viscerale” ed è questo che conta. Tutti e quattro erano ponzesi, perché tali si sentivano.

Pippo Dell’Acqua, come ha riferito Iannuccelli, giunse da noi negli anni ’60 e non andò più via. Sempre in prima linea, cercando di dare un suo contributo per migliorare le condizioni isolane. Spesso mi ripeteva fin dagli anni 80 – 90: “Silverio, ciascuno si tiene le proprie idee politiche, ma sediamoci tutti attorno ad un tavolo e cerchiamo di salvare la baracca”.  In un certo senso anticipò il tramonto definitivo delle ideologie partitiche. Aveva ragione. Per superare i problemi che in un’isola piccola e lontana dal “continente” si ingigantiscono, occorre “remare tutti nello stesso senso e all’unisono”. Le ideologie e i partiti politici sono mezzi, non fini, solo come mezzi dovremmo usarli per  raggiungere il bene comune.

Salvatore Mazzella (Cummarella). Ho visto, con grande emozione, il breve filmato che il nipote Umberto ha “postato” su questo sito. Salvatore è stato un “grande professionista del mare” e l’aver introdotto a Ponza le “reti di nylon” lo dimostra. Credeva nel suo lavoro – come del resto la gran parte della “gente di mare” . Come giustamente è stato osservato, la sua “scuola” è stata il mare e dal mare aveva tratto la schiettezza dei modi, il tratto deciso nell’azione per raggiungere – nel suo campo – traguardi sempre più ambiti.

Ciro Savino ( Il Messicano ) Come Pippo, non era ponzese di nascita (anche se al giorno d’oggi nessuno più nasce a Ponza). Ma sentiva, nel profondo del cuore, l’appartenenza all’isola. Si ingegnò, come tanti altri ponzesi, a trarre “profitto” dal turismo con la sua barca a motore di vetroresina. In quel suo corpo tanto fragile, nascondeva un entusiasmo non comune . Del resto il titolo del suo giornalino “Il Moscerino” rispecchia, in maniera netta, la sua personalità: il moscerino, si sa,  è un insetto dalle dimensioni ridottissime, molto delicato …. ma se finisce in un occhio! ….Fino ad alcuni anni fa distribuiva personalmente la sua “creatura”: “Sindaco buongiorno, il Moscerino…” e mi porgeva il  giornalino, omaggiandomi con quel “titolo” di cui, già da diversi anni, non esercitavo più la funzione.

Giuseppe Mazzella (Peppe i’ Sigaretta) . Ricordo con  tanto affetto e simpatia Peppe, cui ero legato anche da un “ramo di parentela” , da parte di mia madre. I fratelli Peppe e Silverio, per decenni, hanno assicurato l’approvvigionamento dei carburanti e dei generi di prima necessità all’isola. Come giustamente ha osservato Schiano nel riferire la tristissima notizia, i Fratelli Mazzella fecero “il salto di qualità” nel 1978. Infatti, proprio in quell’anno, i Vigili del Fuoco che a Formia assistevano alle operazioni di travaso della benzina dall’autobotte ai cassoni in ferro disposti sul bastimento, in coperta, dichiararono che “per istituto” non potevano più svolgere tali mansioni. Ci fu con i due fratelli un incontro in Comune, con il Sindaco Mario Vitiello e la Giunta (allora ero vice sindaco) e così invogliammo i Mazzella ad ammodernare il  naviglio al fine di trasportare le autobotti di carburante dal “continente” a Ponza. Quindi acquistarono, da Achille Onorato, il Maria Maddalena che entrò in servizio proprio il 20 giugno di quell’anno. Diedero prova di grande coraggio. Purtroppo era “in agguato” un altro armatore privato che aspirava ad avere la linea sulla medesima tratta: Agostino Lauro, il quale dimostrò ai responsabili della Capitaneria di Porto di Gaeta, documenti alla mano, che il Maria Maddalena non era abilitato a trasportare benzina. Ricordo ancora la telefonata concitata che Peppe – dall’ufficio del Sindaco – fece all’armatore Onorato: “ Don Achi’! …m’avite dato nu bidone!
Dopo molte traversie, riuscimmo a normalizzare la situazione e l’ormai leggendario traghetto fece i lavori prescritti dal Registro Italiano Navale ed assicurò, “con tutti i mari” il collegamento Terracina – Ponza grazie anche alla notevole perizia di un “vecchio lupo di mare ponzese”, il Comandante Silverio Vitiello, coadiuvato da un equipaggio, sempre all’altezza della situazione.

Tutti e quattro hanno affrontato la vita con un grande impegno ed un entusiasmo travolgente perciò, ora che la loro vicenda terrena si è conclusa, condivido pienamente ciò che ha detto Franco De Luca all’inizio del breve filmato di cui sopra:  “ … è fernuto, ma è stato nu bellu viaggio!”

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