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Pietro Nenni. Al confino a Ponza ed alla villa di Vindicio a Formia

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segnalato da Giuseppe Mazzella
Nenni gioca a bocce

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Cosmo Damiano Pontecorvo, Direttore del periodico mensile “Il Golfo” (*), in occasione dell’anno in cui sarà celebrato il 70° anniversario della fine del confino politico a Ponza, ci invia questa testimonianza su Pietro Nenni, che volentieri pubblichiamo.
G.M.

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Il rapporto con la Città e l’Ospedale civile

Pietro Nenni è stato uno tra gli esiliati al confino di Ponza, insieme con Amendola e a tanti altri antifascisti.

A Formia ritornava continuamente, dopo le “fatiche politiche” romane. E, tra il verde della residenza di Vindicio, insieme alla moglie Carmen ed alla figlia, senatore Giuliana, visse ore serene.

A Formia venne addirittura tenuto il Convegno provinciale del Partito Socialista, nel 1955, come risulta dalla foto, che pubblicammo, anche a suo tempo, fornitaci dal compianto collega Mario Rasile.

L’onorevole Pietro Nenni (Faenza 1891-Roma 1980), da giovanissimo, aderì al partito repubblicano; nel 1991 fu segretario della Camera del Lavoro di Forlì; venne condannato per aver organizzato uno sciopero contro la guerra di Libia; nel 1914 venne di nuovo condannato, per aver organizzato la Settimana rossa, ma venne amnistiato. Fu interventista e combattente nella prima guerra mondiale; nel 1915-18 divenne direttore del Giornale del mattino di Bologna. Nel 1921 aderì al partito socialista e divenne redattore (1922) e direttore (1923) dell’Avanti e, con Carlo Rosselli, direttore della rivista “Il Quarto stato”.

Dopo vari arresti, nel 1926, emigrò in Francia (19331-1939) e divenne segretario del PSI e membro dell’esecutivo dell’Internazionale socialista. Partecipò alla guerra civile di Spagna. Arrestato dai tedeschi in Francia, venne confinato a Ponza, dal febbraio (alcune fonti parlano di confino dal 3 giugno) al 3 agosto 1943 (vedi: “Il Golfo”, n. 1/80).

A Ponza vennero confinati Giorgio Amendola, Lelio Basso, il generale Bencivenga, Vincenzo Calace, Umberto Terracini, Giuseppe Romita, il capo della Massoneria Torregiani, Ras Immerù e Tito Zaniboni, attentatore di Mussolini (vedi: Cosmo Damiano Pontecorvo, Figure della Resistenza nel Lazio meridionale, Storia dell’antifascismo, Cassino 1981 e, specificatamente per la Resistenza in Provincia di Littoria (Latina) alle pagine 21.28. E, per Ponza, alla pagina 25.

Vedi altresì Mario Rasile, Pietro Nenni. Ricordo. Il Congresso provinciale del PSI a Formia nel 1995, “Il Golfo”, n. 12/92. Nenni fu eletto segretario del PSI e fu favorevole ad una comune linea d’azione con il PCI. Fu, quindi, vicepresidente del Consiglio e ministro per la Costituente (1945-46), alto Commissario per le sanzioni contro il fascismo.

Con il passaggio a una formula di governo di centrosinistra, il PSI entrò nel governo e Nenni assunse la carica di vicepresidente del Consiglio nel 1°, 2° e 3° Governo Moro, ove fu ministro degli Esteri negli anni 1968-69, e tale anche nel Governo Rumor (1968-69). Nel 1966 i due partiti socialisti (PSI e PSDI) si unificarono; ma, nel 1969, essi si divisero definitivamente. Rimase presidente del Partito fino alla morte.

Pietro Nenni fu assiduo frequentatore di Formia. Abitava nella Villa Caposele, a Vindicio. La moglie Carmen richiese le cure mediche presso l’Ospedale civile di Formia, di cui era direttore il dottor Mattia Tipaldi (SS.Cosma e Damiano 1911-Formia 1998). Si deve proprio all’impegno dell’onorevole Pietro Nenni se l’Ospedale del “Dono Svizzero”, costituito originariamente da baracche di legno, divenne il moderno attuale Ospedale provinciale.

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(*) L’articolo è tratto dal periodico “Il Golfo”, Anno XLII, n. 12/13.

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