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A Sandro Romano

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di Rosanna Conte
ALLEGORIA UNITA'ˆ D'ITALIA

 .

Caro Sandro,
mi dispiace di aver dato l’impressione di voler “bacchettare”, ma ti giuro non l’ho mai fatto nemmeno con i miei alunni quando facevano errori grossolani.

La mia modalità d’intervento ha tentato di cogliere in maniera schematica dei punti non chiari che generavano confusione, specie quando c’era uno slittamento temporale che anticipava quanto sarebbe accaduto dopo, oppure l’estensione di aspetti particolari di un evento complesso ed enorme, come la Rivoluzione francese, o di  movimenti culturali  come l’Illuminismo, all’evento o al fenomeno culturale nella loro interezza.

Credo di non dover più replicare poiché mi pare di essere stata abbastanza chiara anche se incompleta, come testimonia l’intervento molto appropriato di Arturo Gallia.

È in effetti l’immediatezza dell’intervento a Ponza nel 1734 a far capire che la colonizzazione delle nostre isole è nata da un’esigenza di controllo delle coste più che da tutto il resto.
Sottolineare ulteriori perplessità sulla tua replica mi sembra eccessivo per i nostri lettori.

Mi consento solo di ribadire qualcosa che può  interessare tutti, perché tutti, credo, vorrebbero sapere se la bibliografia scolastica non sia aggiornata, visto che tutti passiamo o siamo passati per la scuola.

È dagli inizi degli anni ’70 (1) che i manuali scolastici hanno abbandonato la descrizione oleografica del Risorgimento e delle vicende connesse all’unificazione italiana, sottolinendo i limiti e le contraddizioni del nuovo Stato unitario.
Nel corso degli anni si sono arricchiti delle nuove interpretazioni riportandone spesso, con grande innovazione metologica, anche le fonti e i documenti a sostegno delle diverse tesi (2) e ciò non è limitato  solo alla nostra tematica, ma spazia su tutto.
Spero che non si pensi che lo studio della Storia sia una pedissequa ripetizione di quanto esposto nei manuali: è sempre analisi di eventi e fenomeni con il conseguente confronto di interpretazioni.

È un’ottima palestra per la formazione dei ragazzi sia a livello di sviluppo delle capacità cognitive che a livello di conoscenze basilari per comprendere la realtà e viverla consapevolmente.

Quindi non ti preoccupare: non c’è nessuno che vuole nascondere quegli interventi positivi che i Borbone hanno attuato nel Sud o mettere il silenziatore a giudizi come i tuoi, anzi discuterne costituisce un esercizio non indifferente per arrivare alla formazione di un pensiero che sia distante dalle rigide affermazioni, esito di analisi che partono da idee preconcette.

 

Note
(1) – Rosario Villari – Corso di storia, Laterza 1974

(2) – A. De Bernardi, S. Guarracino – Laboratorio Storico, Bruno Mondadori 1987;  ma successivamente ce ne sono stati tanti altri, fino alle ultime pubblicazioni che ho potuto visionare come il testo di  AA.VV.: Dentro la Storia, D’Anna, 2008.

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[Commenti di Rosanna a Sandro Romano. (3) – Fine]

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I precedenti interventi, pubblicati negli ultimi giorni e settimane possono essere rintracciati attraverso l’Indice per Autori, in Frontespizio (NdR)

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1 commento per A Sandro Romano

  • Cara Rosanna,
    com’è bello discutere di storia in modo civile, pacato e costruttivo. Credo che sia anche per questo che il nostro dibattito ha riscosso interesse anche da chi mai me lo sarei aspettato. Questo conferma che la storia che è passata per Ponza piace ai ponzesi. In verità lo avevamo già scoperto qualche anno fa quando animammo un evento a più voci dal titolo “I ponzesi si raccontano”. Mi faceva strano sentire al bar chi, fino a poco prima parlava di caccia e di pesca, disquisire sulla storia romana e borbonica. Quindi come il teatro anche la storia è una parte che tutti noi ponzesi, chi più chi meno, portiamo dentro.
    In merito ai manuali scolastici, non vorrei provocare un incidente diplomatico tra università, pertanto ometto riferimenti, ma, purtroppo, anche il grande Villari oggi viene annoverato tra gli “autori superati”.
    Rosanna grazie ed alle prossime.

    P.S.
    Appena avrò a disposizione un altro po’ di tempo, provvederò a dire qualcosa anche sulla parte terza.

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