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“Ponza liberata”. È stato davvero risolto il problema dei collegamenti?

a cura della Redazione
Porto borbonico Copia [1]

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Questo scritto fa riferimento all’articolo di ieri, 18.01, sui collegamenti (leggi qui [2])

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Il nodo cruciale di Ponza è sempre stato quello dei collegamenti con la terraferma.
Dopo decenni di disagi potrebbe essere arrivato il momento delle soluzioni definitive.

È di pochissimi giorni fa la ratifica del previsto avvicendamento gestionale della Laziomar; è stato infatti siglato il ‘contratto di servizio’ tra Regione Lazio e  “Compagnia laziale di navigazione”, la società che ha vinto la gara per 1,3 milioni l’anno, nata dall’accordo tra gli armatori campani Snav, Alilauro e Medmar. Detta società ha rilevato Laziomar e fornirà per i prossimi dieci anni i servizi di collegamento tra le isole di Ponza e Ventotene e la terraferma.

Vorremmo temperare il trionfalismo del Sindaco con queste note che – come norma generale del nostro sito – non vogliono essere polemiche ma di approfondimento e di spinta alla chiarezza, su punti dubbi o poco considerati.

Ventotene [3]

Va preliminarmente precisato che la società di navigazione continuerà a chiamarsi Laziomar, poiché oggetto dell’appalto era rilevare il 100% del capitale in precedenza di proprietà della regione Lazio.

Da ora l’intera quota appartiene a chi si è attribuito l’appalto. Il nuovo amministratore è Emanuele D’Abundo della Medmar che ha rilevato, insieme ad altri, anche la Caremar; operazione si è chiusa circa sei mesi fa.

L’alto livello delle compagnie che si occuperanno di questa nuova fase, fa ben sperare, e per molti aspetti della nuova gestione gli effetti si inizieranno a vedere tra qualche mese; ma non tutto è chiaramente definito…

Molti per esempio sull’isola si chiedono: – “Perché non possiamo conoscere il capitolato di servizio?
Sarà che i ponzesi hanno imparato a loro spese che ogni volta che qualcuno dice loro: –“Buoni, lasciateci lavorare, ci pensiamo noi!” – c’è qualcosa che non va.
Sarebbe quindi di buon auspicio e garanzia per tutti saperne di più su questo punto.

Abbiamo la conferma che una nave pernotterà a Ponza?

Questo è sempre stato un punto imprescindibile. I ponzesi devono poter partire la mattina presto e rientrare la sera. Qualsiasi altra soluzione costringerebbe a pernottare in continente con un aggravio dei costi, e disagi non sostenibili. Di qui la necessità di una seconda corsa giornaliera con Formia.

E con quali mezzi sarà assicurato il collegamento? Le società associate certo dispongono di un’ampia gamma di imbarcazioni; ma ad impedire illazioni non sarebbe male conoscerne l’impiego. Ci sarebbe infatti un punto interrogativo sul Don Francesco, che il sindaco di Ventotene pare non gradisca sulla linea della sua isola.
Mentre riguardo alla sua possibile dislocazione su Ponza ricordiamo, oltre alla scarsa tenuta di mare, anche l’altezza del pontone di sbarco che renderebbe problematico l’attracco nel nostro porto.

E infine…
Che fine faranno i circa 30 posti di lavoro (seppur a tempo parziale, ma in grande maggioranza  ponzesi) della Snip&Snap?
Fino a ieri la Regione Lazio sovvenzionava il loro servizio; da quando tutti i contributi (pari a 12.752.074 €) andranno alla nuova Laziomar, quelli di Snip&Snap saranno fuori?
O si può prevedere che riescano a sottoscrivere un qualche tipo di accordo con la nuova proprietà?
La cosa non si prospetta facile, disponendo questa di mezzi propri e del relativo personale; e ammesso che nei primi tempi sia possibile, quanto potrà durare, nell’arco dei dieci anni?

Questo apre un altro interrogativo, poiché i Comuni isolani non avranno un rappresentante nel consiglio della Laziomar e la nuova proprietà è privata: se dovesse venire a mancare la Snip&Snap, verrà meno anche l’immediatezza dei rapporti tra la popolazione/il Comune e chi fornisce uno dei servizi di collegamento.
Ricordiamo tutti quel che scrisse il sindaco Vigorelli, non più tardi del 4 aprile 2013, in occasione di una delle periodiche emergenze: Vergogna Laziomar. Onore Snip&Snap! [4]

Per concludere:
Tutti sappiamo che riguardo alla ‘privatizzazione’ da sempre esistono due modi opposti di considerare la questione.
Meglio il pubblico o il privato? È più conveniente e funzionale l’uno o l’altro?

Sul pubblico, o meglio su certe inefficienze del pubblico, siamo più o meno edotti tutti.
Sulle attività privatizzate le idee non sono ancora ben definite; di fatto è avvenuto che quando si è privatizzato, almeno in Italia, le cose sono peggiorate.
Dal momento che l’imprenditore è mosso legittimamente dalla convenienza economica, non vorremmo che i pesi ricadessero ancora una volta sui cittadini. Tanto più che la privatizzazione dei collegamenti è una privatizzazione “assistita”.
Ci chiediamo quindi non solo se lo Stato abbia modo di controllare l’efficienza dell’attività privatizzata, ma anche quali siano gli strumenti di cui dispone il cittadino per contrastare eventuali disservizi, ad esempio orari non idonei o lievitazione dei costi.

Una risposta da parte di chi è addentro ai meccanismi istituzionali e normativi al riguardo, sarebbe oltremodo apprezzata.

Laziomar bigl. [5]