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I fiori del mare (2)

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di Sandro Russo
9bis. Pennatula

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Per la puntata precedente, leggi qui
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Per quanto possa sembrare strano, le strutture del mondo marino che più somigliano ai fiori – come ‘visivamente’ li intendiamo – non sono nemmeno vegetali, bensì organismi animali, di un particolare genere.

I coralli – più propriamente la classe Anthozoa (letteralmente “fiori animali”, dal greco  “anthos” fiore, e “zoon” animale) – sono piccoli polipi tipicamente raggruppati in colonie.

Benché comunemente percepito come un singolo organismo, il corallo è in realtà formato da innumerevoli individui, geneticamente identici, ognuno grande solo pochi millimetri. Le parti periferiche di questa entità si accrescono per riproduzione asessuata dei polipi (cioè per divisione mitotica, senza scambio del corredo cromosomico), ma anche sessualmente attraverso la deposizione di uova.

I coralli presentano forme e colori tra i più vari; alcuni di essi formano colonie calcaree (carbonato di calcio) ramificate, ancorate alle rocce in grandi ammassi che possono dar luogo a barriere coralline (reef), atolli o vere isole, che persistono anche dopo la morte degli animali che le hanno generate.

I coralli, pur appartenendo tutti alla classe Anthozoa, sono divisi in due sottoclassi a seconda del numero di tentacoli ed altre caratteristiche: Octocorallia ed Exacorallia.
Al gruppo dei coralli ad otto tentacoli appartengono i coralli morbidi (Alcyonacea), le gorgonie (Gorgonacea) e le penne di mare (Pennatulacea).

I Coralli molli o Alcionari, più abbondanti nei mari tropicali, hanno una struttura carnosa sostenuta da alcune spicole calcaree; altre volte presentano struttura arborea e corpo traslucido. Come tutti gli Octocorallia i piccoli polipi che li costituiscono sono dotati di otto tentacoli, si nutrono del plancton trasportato dalla corrente e hanno la caratteristica di poter retrarre i tentacoli entro la massa carnosa. 

6. Coralli molli.Six

Coralli molli – Diversi tipi di coralli molli (v. testo). Dall’alto e in senso orario: Alcyonarie (Dendronephthya) x 2; Sarcophytum; Xenia spp. x 2 e Lobiphytum

 Le Gorgonie formano colonie arborescenti molto ramificate e nei più svariati colori, costituite da un’impalcatura di sostegno di natura organica indurita ma flessibile, e da una parte esterna, viva e vitale, per le attività di nutrimento e accrescimento.

I rami delle Gorgonie sono a forma di ventaglio con le ramificazioni sempre disposte trasversalmente alla corrente principale per far sì che le colonie dei polipi possano venire a contatto con la maggior quantità possibile del plancton del quale si nutrono.

7. Gorgonie.Four

 Gorgonie – Diverse gorgonie (stessa classe dei Coralli: Anthozoa; sottoclasse Alcyonaria). Nel particolare in alto a dx, i piccoli polipi che le costituiscono

Le penne di mare. Sempre degli Octocorallia fa parte quel luminoso esempio di bellezza fragile che sono le pennatule (Fam. Pennatulaceae), o piume del mare. “La pennatula ha la forma di una piuma o un alberello fissato al fondo, con un ‘tronco’ centrale e una serie di ‘rami’ laterali, detti lamine” – racconta Francesco Turano, che è stato il primo a farle conoscere al grande pubblico per le sue immersioni e foto subacquee nello stretto di Messina – Scilla, alle porte dello Stretto: lo stesso mare dove si muovevano le fere e altre creature fantastiche: quelle di Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo (Cerca nel sito: Horcynus Orca – NdR)

8. Pennatule.Bis

 

9. Pennatule.Part

Le Pennatule o ‘penne del mare’, sono strutture alte dai 20 ai 30 cm, ad una profondità dai venti ai trenta metri e oltre, su fondali sabbiosi, cui sono ancorate con il piede contro la forza delle correnti. Foto da: “Le delicate piume del mare” di Francesco Turano su: http://www.sublandia.it

 

I coralli con più di otto tentacoli, in multipli di sei, sono chiamati Hexacorallia, ed includono tra gli altri le attinie o anemoni di mare (Actiniaria) e le sclerattinie o madrepore (Scleractinia).

La maggior parte dei coralli vive in simbiosi con alghe fotosintetiche chiamate zooxantelle (dinoflagellati). In questo tipo di ‘collaborazione’, il vantaggio del corallo consiste nel poter disporre di parte degli zuccheri prodotti per fotosintesi dalle alghe; quello delle zooxantelle – che vivono all’interno della struttura stessa del corallo – nel poter attingere ad alcuni nutrienti (fosforo e azoto) loro necessari, presenti tra i prodotti della digestione del corallo.

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[I fiori del mare. (2) – Continua]

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